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Sindrome down, il film da 90 secondi contro gli stereotipi sulla disabilità ha battuto ogni record online: in quattro giorni 150 milioni di visualizzazioni

Sindrome down, il film da 90 secondi contro gli stereotipi sulla disabilità ha battuto ogni record online: in quattro giorni 150 milioni di visualizzazioni

Cambiare lo sguardo con cui ci si approccia alla disabilità è la sfida lanciata da CoorDown per il 2024. I danni delle profezie che poi si avverano

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ROMA - "Assume That I Can”, ovvero chiedere al mondo di mettere fine ai pregiudizi sulle persone con Sindrome di Down, sostenendo le potenzialità di ciascuno. Un messaggio chiaro e semplice in vista della giornata mondiale del 21 marzo scorso dedicata alle persone con Sindrome di Down

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La Campagna di sensibilizzazione. Una galleria di immagini per coinvolgere le persone, con chiarezza e semplicità, che in soli quattro giorni, ha superato il tetto di 150 milioni di visualizzazioni sui social network e continua a macinare milioni di utenti al passare delle ore. A mettere a segno una Campagna di comunicazione sociale che si candida a raccogliere i più importanti premi internazionali della creatività è Coordown - Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con Sindrome di Down, in collaborazione con l’Agenzia SMALL di New York, quella che non più tardi di qualche mese fa ha realizzato gli spot Esselunga. “Lavoriamo con CoorDown da 12 anni, ma non abbiamo mai visto dei risultati come questi – spiegano Luca Lorenzini e Luca Pannese, executive creative directors dell’Agenzia della Grande Mela - qualcuno ama il messaggio, altri la realizzazione, altri amano entrambi. Evidentemente, questo film parla di qualcosa che le persone avevano bisogno e voglia di sentire e per questo decidono di condividerlo”.

“Assume That I Can”, il film. "Ho scoperto che in psicologia esiste il concetto della profezia che si auto-avvera – – dice Marta Sodano, donna con sindrome di Down di 30 anni, nel suo discorso alle Nazioni Unite – perciò l’insegnante che pensa che lo studente non possa capire, si comporta di conseguenza, non spiega e fa avverare la profezia. Ma per me non esistono concetti facili e difficili. Se penso alle cose che non mi sono state spiegate e insegnate, questo mi fa arrabbiare". Ed è proprio dal racconto di Marta Sodano che nasce il film "Assume Thet I Can”: una ragazza con sindrome di Down ha intorno persone che credono che non possa bere un cocktail, praticare boxe, studiare Shakespeare, andare a vivere da sola e così limitano le sue possibilità.

La svolta: oltre la denuncia dei diritti negati. Poi a metà film la svolta, la giovane donna invita con determinazione a usare in senso positivo la profezia auto avverante: se credi in me, se mi dai fiducia, potrai avere un impatto positivo e allora, forse, potrò raggiungere obiettivi, anche inaspettati. Un cambiamento profondo di immaginario che va oltre la denuncia dei diritti negati, chiama all’azione ogni persona che voglia combattere attivamente per realizzare una vera inclusione per tutti.

Sui social le testimonianze reali. Ecco perché i social media di @CoorDown si stanno popolando con i video delle testimonianze reali di persone con sindrome di Down provenienti da ogni parte del mondo con gli esempi degli stereotipi che hanno dovuto affrontare e dei pregiudizi che hanno sovvertito. Un format sorprendente che mostra come bambini, giovani e adulti con sindrome di Down possono suonare perfettamente il pianoforte, sciare, farsi un tatuaggio, vincere un Emmy, ballare la breakdance, pattinare, avere un lavoro, andare all’università, vivere da soli, avere una relazione e sposarsi.

La rete mondiale alla base del successo. La Campagna internazionale, che nasce in Italia da CoorDown, vede il contributo di diverse associazioni internazionali che in contemporanea hanno lanciato il film a livello globale: Canadian Down Syndrome Society, National Down Syndrome Society, Global Down Syndrome Foundation, Down's Syndrome Association UK, Down Syndrome Australia and New Zealand Down Syndrome Association. “Cambiare lo sguardo con cui ci si approccia alla disabilità è la sfida lanciata da CoorDown per il 2024. – spiega Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown - abbiamo deciso di lanciare un messaggio di attivazione che sta coinvolgendo l’intera società, non solo la nostra comunità, perché la disabilità riguarda davvero tutti e tutti devono poter agire per cambiare la cultura che determina la discriminazione".

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