ROMA – Il mondo, così come dovrebbe essere: seduti a tavola, felici di stare insieme anche se di diversa origine e con diverse, e spesso difficili, storie alle spalle. il Natale della Comunità di Sant’Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere, immagine di ciò che si è vissuto non solo a Roma, ma con la partecipazione di 80mila persone in un centinaio di città in Italia e con 250mila in una settantina di paesi del mondo. Tavole addobbate a festa, sorrisi, abbracci, regali personalizzati e la serenità di chi si sente in famiglia.
Lasagne, polpettone, lenticchie e panettone. Senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari, alcuni salvati dal dramma umanitario di Gaza, si sono seduti a tavola con chi ogni giorno dell’anno li aiuta ed è loro amico. Per quasi due ore hanno parlato e fatto festa con il menù della tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e panettone. “In questo Natale – ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità, partecipando al pranzo – nessuno è anonimo, ma tutti sono conosciuti, in una famiglia che non dimentica nessuno. Per chi non ha voce, per chi non ha casa, ritrovarsi qui insieme rafforza la speranza ed è il messaggio di pace di cui oggi il mondo ha bisogno”.
Accanto a chi è in difficoltà tutto l’anno. Lo ha ribadito il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, “questa giornata si unisce a tutti i giorni dell’anno in cui Sant’Egidio è accanto a chi è in difficoltà, a chi vive per strada, ma anche a chi viene da lontano e ha bisogno di accoglienza e di integrazione”. Alla fine del pranzo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha portato il saluto della città: “Vi ringrazio per quello che fate non solo oggi ma durante tutto l’anno per una città accogliente, in cui nessuno sia lasciato solo o escluso. Che questo Natale porti la speranza e la pace per i tanti paesi segnati dal flagello della guerra”.
La veterana del pranzo natalizio e il ragazzino che viene da Gaza. E il parroco di Santa Maria in Trastevere, don Marco Gnavi, ha presentato alcuni ospiti. Come Sofia, 92 anni: “Partecipo da 30 anni a questo pranzo e posso testimoniare l’amore di questa comunità trasmettendolo a tutti voi”. O come il piccolo Nidal, che viene da Gaza e ha imparato a memoria una filastrocca di Gianni Rodari, che ripete a tutti con grande convinzione: “Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra, ad esempio la guerra”.
Il sostegno ai volontari e le iniziative a Rebibbia e Regina Coeli. Tutti i pranzi di Sant’Egidio sono realizzati grazie al sostegno gratuito dei volontari e al numero solidale 45586 (attivo fino al 27 dicembre). Numerose le iniziative in programma anche nei prossimi giorni, per tutto il periodo natalizio, con distribuzione di pasti e regali anche nelle carceri, come a Roma, domani 26 dicembre, a Rebibbia e a Regina Coeli.