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“Sei morto?” è la app più scaricata oggi in Cina da chi vive da solo (e non riguarda soltanto gli anziani)

Senza la conferma di essere vivi in 48 ore, il cellulare lo segnala a un contatto. L'applicazione è in cima alle classifiche dei download e svela una diffusa inquietudine
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MILANO – Un’app a cui semplicemente segnalare con un click di essere ancora in vita. E che in assenza di una conferma di questo tipo nelle ultime 48 ore fa partire una segnalazione a un contatto indicato. Funziona così Sileme, un’applicazione informatica cinese abbastanza elementare, balzata negli ultimi giorni all’onore delle cronache per un alto numero di download sui telefonini in Cina. Un fenomeno che ha portato alla ribalta il problema dei milioni di cinesi, non solo anziani, che vivono completamente soli nelle grandi metropoli.

Un gioco di parola dal senso brutale. Il nome cinese dell’app è un gioco di parole che quella più popolare per la consegna del cibo: E-le-me, cioè “Hai fame?”. In cinese, “Si-le-me” suona in modo molto simile all’app di food delivery, ma significa - appunto - “Sei morto?”. Proprio il nome decisamente brutale sta facendo discutere i netizen cinesi, cioè le persone che prendono parte attivamente alle comunicazioni in rete, in Cina numerosissimi.

"Non sarebbe meglio chiedere ‘Sei vivo?’”. Per alcuni suona troppo sgradevole e vorrebbero fosse rinominata “Huo-zhe-me” (“Sei vivo?”). Ma come osserva lo stesso quotidiano semi-ufficiale in lingua inglese Global Times a prevalere sono i giudizi positivi sull’app, affermando che è utile non solo per gli anziani, ma anche per molti giovani adulti che vivono da soli e affrontano determinati rischi. Tra i suggerimenti di miglioramento figurano l’aggiunta del monitoraggio della frequenza cardiaca e sistemi automatici di rilevamento degli allarmi.

E la app è anche a pagamento: 8 yuan, poco meno di 1 euro. Lanciata inizialmente come app gratuita, la app è ora entrata nella categoria a pagamento, seppur a un prezzo contenuto di 8 yuan (poco meno di 1 euro). Sulla piattaforma iOS legata ai telefoni Apple, è disponibile anche fuori dalla Cina con il nome Demumu, e nelle ultime ore è balzata tra le prime due più scaricate negli Stati Uniti, a Singapore e a Hong Kong, e tra le prime quattro in Australia e in Spagna nella categoria delle app di utilità a pagamento - probabilmente trainata proprio dagli utenti cinesi che vivono all’estero.

Un successo inaspettato. Questo successo ha stupito gli stessi sviluppatori, tre giovani sotto i trent’anni della provincia dell’Henan che nel marzo scorso hanno dato vita a una piccola-impresa denominata Yuejing (Zhengzhou) Technical Services Co, con un capitale sociale registrato di appena centomila yuan (circa 12.200 euro, ndr). Sono stati loro stessi i primi a sorprendersi del successo che la loro app sta riscuotendo: “Ci sentiamo onorati e profondamente grati di ricevere un’attenzione così ampia”, hanno scritto in un comunicato in cui descrivo l’iniziativa come “uno strumento di sicurezza semplice per le persone che vivono da sole”, utile per “un lavoratore che vive da solo, uno studente lontano da casa, o chiunque scelga uno stile di vita solitario”.

Nel 2030 in Cina 200 milioni di famiglie composte da una sola persona. Secondo ricerche sviluppate dal settore immobiliare citate dal Global Times entro il 2030 la Cina potrebbe arrivare ad avere fino a 200 milioni di nuclei familiari composti da una sola persona, con un tasso di vita in solitudine superiore al 30%.

Persone sole decedute di cui ci si è accorti dopo settimane. Questa fascia di popolazione cinese che vive da sola, non comprende più solo anziani ma anche giovani adulti. E il pericolo maggiormente avvertito da questo gruppo è che malattie improvvise o incidenti possano passare inosservati. Preoccupazioni per nulla infondate: i media cinesi riportano periodicamente casi di persone che vivevano da sole e che sono morte nei loro appartamenti, venendo scoperte solo settimane o addirittura mesi dopo.

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