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“Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno”: i minori nel dialogo tra istituzioni e società civile

“Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno”: i minori nel dialogo tra istituzioni e società civile

La “Giornata nazionale dell’ascolto dei minori 2026” è promossa da Telefono Azzurro

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ROMA – L’iniziativa ha per titolo “Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno” e ha già visto una larga partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti, studiosi e – soprattutto – ragazzi e ragazze tra i 12 e i 17 anni provenienti da diverse scuole italiane. L’appuntamento principale ha avuto luogo a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), mentre iniziative parallele sono state organizzate anche in altre città, tra cui Milano, presso Palazzo Lombardia e in collaborazione con il CoreCom, e Palermo, presso la Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale.

I diversi patrocini. Si è così conclusa da poco in diverse città italiane la seconda edizione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, promossa dalla Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri della Difesa, dell’Istruzione e del Lavoro, e della Rai.

Il valore dell’ascolto come strumento di tutela, prevenzione e crescita. in un momento storico in cui i dati confermano un aumento significativo del disagio psicologico tra i giovani. L’evento ha rappresentato non solo un’occasione di confronto, ma anche un esercizio concreto di partecipazione: gli studenti sono stati parte attiva del dibattito, ponendo domande dirette ai relatori e contribuendo con riflessioni e testimonianze sul proprio vissuto quotidiano.

I dati di Telefono Azzurro: 1/3 dei casi riguarda il disagio psicologico. ll professor Ernesto Caffo, presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS, ha condiviso i dati più recenti del Dossier 2025 del Servizio di Ascolto 1.96.96, che nel corso del 2025 ha registrato un quadro di forte complessità e crescita delle domande di aiuto. Il rapporto delinea un quadro critico in cui la salute mentale, le difficoltà relazionali e i rischi del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta di aiuto tra i più giovani.

Le quattro aree-chiave. Secondo il Dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Aumentano, inoltre, le situazioni multidimensionali, in cui più forme di disagio si intrecciano: un caso su cinque combina disagio psicologico, fragilità relazionali e vulnerabilità online.

Le nuove forme di vulnerabilità. Il rapporto evidenzia, infatti, l'emergere di nuove forme di vulnerabilità legate all'Intelligenza Artificiale Generativa. Tra i rischi segnalati figurano la produzione di immagini e video realistici a scopo di umiliazione (come foto generate tramite IA che ritraggono i minori in pose sensuali o esplicite) e l'uso di strumenti IA come surrogati relazionali o supporti emotivi.

Quando il silenzio diventa parola e il disagio può emergere. “Ascoltare non è mai un atto neutro – ha detto il professor Ernesto Caffo - è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi. Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro»,

Le nuove sfide educative. Durante i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni tematiche – Benessere psicologico, Generazioni in trasformazione e Social media e intelligenza artificiale – i ragazzi delle scuole di tutta Italia hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, esperti di educazione ai media, psicologi, docenti e membri del mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.

Il nesso tra l’ascolto e la presenza affettiva con la salute mentale. Nel corso dell’evento, Alberto Siracusano, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha sottolineato come il tema dell’ascolto e della presenza affettiva siano strettamente connessi alla salute mentale dei più giovani, ambito in cui è necessario promuovere un approccio sempre più ampio, inclusivo e continuativo.

Le alleanze indispensabili. La strategia futura – è stato sottolineato – punta su un’alleanza sistematica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione. Il modello digitale assume un ruolo cruciale come "ponte" verso l'aiuto, per abbassare la soglia di accesso per i più giovani con linguaggi a loro familiari e garantendo presenze più continue nel passaggio dalla richiesta di supporto alla tutela effettiva. L'obiettivo strategico, dunque, è trasformare l'ascolto da ricezione passiva a risposta attiva.

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