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SLK, atto terzo per la più amata
“sportlich, leicht und kurz”

Con la terza generazione della sua Roadster Coupé la Mercedes festeggia gli oltre 500.000 esemplari venduti da 1996 a oggi. Ma le origini sono ancora più lontane e si chiamano  190 SL
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Basta sfogliare gli annunci dell’usato per capire il successo di questa vettura. Appena giunta alla sua terza generazione la Mercedes-Benz SLK è una delle auto “en plein air” più desiderate e dal suo esordio avvenuto nel 1996 è stata scelta da oltre mezzo milione di automobilisti.
Ma i “geni” di questa affascinante roadster, che in pochi secondi è capace di passare dalla silenziosità di una coupé alla libertà della guida a cielo aperto, hanno radici più profonde ed evocano alla memoria le immagini spensierate di una splendida Grace Kelly e di Frank Sinatra, alla guida della 190 SL nel film “Alta società”.

Anche in questo caso la progenitrice ebbe un successo insperato per l’epoca poiché nella sua troppo breve vita, tra il mese di maggio del 1955 e febbraio del 1963, dallo stabilimento di Sindelfingen ne uscirono 25.881 esemplari (oggi ricercatissimi).
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Basta sfogliare gli annunci dell’usato per capire il successo di questa vettura. Appena giunta alla sua terza generazione la Mercedes-Benz SLK è una delle auto “en plein air” più desiderate e dal suo esordio avvenuto nel 1996 è stata scelta da oltre mezzo milione di automobilisti.
Ma i “geni” di questa affascinante roadster, che in pochi secondi è capace di passare dalla silenziosità di una coupé alla libertà della guida a cielo aperto, hanno radici più profonde ed evocano alla memoria le immagini spensierate di una splendida Grace Kelly e di Frank Sinatra, alla guida della 190 SL nel film “Alta società”.

Anche in questo caso la progenitrice ebbe un successo insperato per l’epoca poiché nella sua troppo breve vita, tra il mese di maggio del 1955 e febbraio del 1963, dallo stabilimento di Sindelfingen ne uscirono 25.881 esemplari (oggi ricercatissimi).
La “paternità” di questo modello si deve a Maximilian Edwin Hoffman, commerciante di auto americano che già dal 1946 importava auto europee negli Stati Uniti e che nel 1953 sollecitò i vertici della casa di Stoccarda all’introduzione negli Usa di un modello sportivo più abbordabile della 300 SL.

Mai come in questo caso calza a pennello l’espressione “detto-fatto” dal momento che in soli cinque mesi i tecnici teutonici allestirono la 190 SL che debuttò a New York il 6 febbraio 1954 al fianco della proibitiva “Ali di gabbiano”, che rispetto alla sportivissima sorella era stata concepita come una due posti sportivo-elegante per i viaggi e gli spostamenti quotidiani.

La 190 SL venne realizzata sia in versione roadster con capote, sia come coupé con hard-top amovibile ed era dotata di un motore 4 cilindri di nuova concezione da 1.900cc, albero a camme in testa ed era capace di una potenza di 105 cavalli che gli garantivano una velocità massima superiore ai 170 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h in 14 secondi.

Per arrivare alla nuova generazione, erede di tanto successo, occorreranno due progetti dedicati al “fratello minore” della Classe SL che si concretizzarono nella sigla SLK capace di sintetizzare le sue caratteristiche peculiari “sportlich, leicht und kurz” (in italiano: sportiva, leggera e corta).
Il salone di Torino del 1994 vide così il debutto della concept car R170 che anticipava il prossimo avvento del modello di serie che Bruno Sacco, al tempo capo del settore design Mercedes, definiva così: “Stiamo mostrando uno studio di Roadster orientato al futuro, che coniuga in modo unico il puro piacere di guida con le tipiche doti di sicurezza delle vetture Mercedes”.

Impresa non certo facile, visto il blasone del marchio cha avrebbe mal tollerato un eventuale insuccesso, motivo per cui secondo i progettisti della casa tedesca: “Per soddisfare queste aspettative occorreva un'assoluta originalità dal punto di vista formale. Lo studio SLK rifletteva questo obiettivo attraverso le sue dimensioni esterne compatte e una serie di evidenti peculiarità. Sbalzi corti sul frontale e sulla coda, abbinati ad una linea cuneiforme fortemente marcata, esprimevano tutto il divertimento di una guida attiva. In più, i due ‘powerdome’ sul cofano motore, rivolti nel senso di marcia, rappresentavano un omaggio all'antenata di tutte le SL degli anni Cinquanta. Lo studio SLK metteva in vista ampie superfici di metallo lucente. Solo il 20% degli interni era rivestito, mentre sulla plancia high-tech predominavano forme audaci e materiali raffinati”.

Il passo successivo arriva nel mese di settembre dello stesso anno al salone di Parigi, in cui il secondo prototipo sfoggiava un hard-top ripiegabile, rivestimenti in pelle e dotazioni per il comfort come cambio automatico, climatizzatore, alzacristalli elettrici, impianto Hi-Fi e molto altro ancora.
Il resto è storia dei nostri giorni compreso il tetto “Panorama”, meraviglia dell’ultima generazione che  grazie al sistema “Magic Sky Control”, permette di variare con la pressione di un dito la trasparenza del cristallo dell’hard-top. Per gli interessati il prezzo di listino della nuova SLK parte da 40.000 euro.