Si chiama "Captur" ed è una delle novità che Renault ha in serbo di mostrare ai visitatori del Salone di Ginevra in programma i primi di marzo. Si tratta di una concept-car che trae ispirazione dalla già conosciuta DeZir, la coupé due posti, con la differenza che qui ci troviamo di fronte ad "un crossover fun e sportivo - come spiega Laurens Van den Acker, Direttore del Design - destinato ad una giovane coppia pronta a scoprire il mondo, una vettura che si basa sul linguaggio formale introdotto dalla concept DeZir, con un aspetto più tecnico e più funzionale, ma sempre estremamente sensuale".
Captur riprende infatti la nuova identità del frontale, presentata sulla DeZir, strutturata intorno alla losanga ingrandita, disposta in posizione verticale su una superficie dall'aspetto scuro, per garantirne la massima leggibilità. I possenti parafanghi, dall'aspetto opaco, sottolineano un'idea di robustezza mentre gli indicatori di direzione sono prolungati da Led con un effetto di onde che si propagano lungo la carrozzeria.
Le sorprese sono tante, a partire dal tetto che una volta rimosso rivela una struttura in carbonio che consente alla vettura di cambiare natura, passando da coupé a decapottabile, da auto da città a fuoristrada. L'evidente personalità sportiva del modello è esaltata dalle porte ad ala di gabbiano e dai larghi pneumatici da 22 pollici, il cui fianco prolunga il motivo dei cerchi neri e bianchi.
L'abitacolo adotta essenzialmente la tinta arancio, con note fluorescenti esaltate da una costante diffusione di luce. L'impressione dominante è la leggerezza, suggerita dal design esterno e dai sedili anteriori, collegati alla console centrale, che sembrano librarsi nell'aria. L'abitacolo è sobrio, privo di equipaggiamenti superflui, ed utilizza materiali innovativi ed intelligenti che consentono di giocare con la luce e gli effetti ottici. La console centrale, i pannelli delle porte e la plancia sono realizzati, ad esempio, con un materiale traslucido, una sorta di seconda pelle: nella zona anteriore, quest'ultimo lascia trasparire un fascio in tecnofibra, luminescente in alcune zone, che compone la maggior parte dell'abitacolo.
La Captur è equipaggiata con un motore concept diesel twin-turbo, sviluppato a partire dal nuovo propulsore 1.6 dCi. Per raggiungere l'obiettivo dichiarato di leadership europea in termini di emissioni di CO2, Renault ricorre principalmente ad una strategia di downsizing. L'obiettivo è proporre, accanto alla gamma elettrica, motori termici capaci di garantire performance e consumi contenuti. Il 1.6 twin-turbo corrisponde perfettamente a questa strategia: grazie all'introduzione della doppia sovralimentazione, eroga 160 Cv)per una cilindrata di 1.6 litri, pari ad una potenza specifica di 100 Cv/litro, paragonabile a quella dei motori tipo Clio R. S.
La vettura inaugura, inoltre, l'inedito Visio-system, un sistema che comprende una telecamera frontale, nella parte superiore del parabrezza, associata a prestazioni di assistenza alla guida. Questa nuova tecnologia sovrappone immagini di sintesi a quelle provenienti dalla strada, ritrasmesse sul monitor centrale: è questo il principio della "realtà aumentata", volto a completare la percezione del mondo reale, aggiungendovi elementi fittizi. Si ottiene, così, una guida più serena che associa sicurezza e comfort.
Captur riprende infatti la nuova identità del frontale, presentata sulla DeZir, strutturata intorno alla losanga ingrandita, disposta in posizione verticale su una superficie dall'aspetto scuro, per garantirne la massima leggibilità. I possenti parafanghi, dall'aspetto opaco, sottolineano un'idea di robustezza mentre gli indicatori di direzione sono prolungati da Led con un effetto di onde che si propagano lungo la carrozzeria.
Le sorprese sono tante, a partire dal tetto che una volta rimosso rivela una struttura in carbonio che consente alla vettura di cambiare natura, passando da coupé a decapottabile, da auto da città a fuoristrada. L'evidente personalità sportiva del modello è esaltata dalle porte ad ala di gabbiano e dai larghi pneumatici da 22 pollici, il cui fianco prolunga il motivo dei cerchi neri e bianchi.
L'abitacolo adotta essenzialmente la tinta arancio, con note fluorescenti esaltate da una costante diffusione di luce. L'impressione dominante è la leggerezza, suggerita dal design esterno e dai sedili anteriori, collegati alla console centrale, che sembrano librarsi nell'aria. L'abitacolo è sobrio, privo di equipaggiamenti superflui, ed utilizza materiali innovativi ed intelligenti che consentono di giocare con la luce e gli effetti ottici. La console centrale, i pannelli delle porte e la plancia sono realizzati, ad esempio, con un materiale traslucido, una sorta di seconda pelle: nella zona anteriore, quest'ultimo lascia trasparire un fascio in tecnofibra, luminescente in alcune zone, che compone la maggior parte dell'abitacolo.
La Captur è equipaggiata con un motore concept diesel twin-turbo, sviluppato a partire dal nuovo propulsore 1.6 dCi. Per raggiungere l'obiettivo dichiarato di leadership europea in termini di emissioni di CO2, Renault ricorre principalmente ad una strategia di downsizing. L'obiettivo è proporre, accanto alla gamma elettrica, motori termici capaci di garantire performance e consumi contenuti. Il 1.6 twin-turbo corrisponde perfettamente a questa strategia: grazie all'introduzione della doppia sovralimentazione, eroga 160 Cv)per una cilindrata di 1.6 litri, pari ad una potenza specifica di 100 Cv/litro, paragonabile a quella dei motori tipo Clio R. S.
La vettura inaugura, inoltre, l'inedito Visio-system, un sistema che comprende una telecamera frontale, nella parte superiore del parabrezza, associata a prestazioni di assistenza alla guida. Questa nuova tecnologia sovrappone immagini di sintesi a quelle provenienti dalla strada, ritrasmesse sul monitor centrale: è questo il principio della "realtà aumentata", volto a completare la percezione del mondo reale, aggiungendovi elementi fittizi. Si ottiene, così, una guida più serena che associa sicurezza e comfort.