Ecco Electric City
la perla del salone
di MARCO SCAFATI
Di fronte a un panorama automobilistico che si lecca le ferite della crisi e che scommette forte sulle nuove tecnologie pulite, neanche un santuario della velocità come il Motor Show poteva rimanere insensibile. Al punto da dedicare un intero padiglione, il 30, all'ultima moda dell'automotive: l'auto elettrica. E da dargli anche l'impegnativo nome di Electric City.
A dire la verità, a livello di idea non è una novità assoluta per la kermesse bolognese il tentativo di esplorare le nuove frontiere della mobilità. Già nel 2007, con Ecocity, si voleva proporre al grande pubblico l'alternativa di un'auto più pulita e a portata di portafogli, puntando soprattutto su metano e GPL. In quel periodo l'idea del gas per autotrazione cominciava a tirare, ed era vista come la soluzione più a portata di mano (e di portafogli) dato che quelle disponibili oggi erano ancora acerbe.
Poi fu la volta, l'anno successivo, della collaborazione con H2Roma.…
A dire la verità, a livello di idea non è una novità assoluta per la kermesse bolognese il tentativo di esplorare le nuove frontiere della mobilità. Già nel 2007, con Ecocity, si voleva proporre al grande pubblico l'alternativa di un'auto più pulita e a portata di portafogli, puntando soprattutto su metano e GPL. In quel periodo l'idea del gas per autotrazione cominciava a tirare, ed era vista come la soluzione più a portata di mano (e di portafogli) dato che quelle disponibili oggi erano ancora acerbe.
Poi fu la volta, l'anno successivo, della collaborazione con H2Roma.…
Di fronte a un panorama automobilistico che si lecca le ferite della crisi e che scommette forte sulle nuove tecnologie pulite, neanche un santuario della velocità come il Motor Show poteva rimanere insensibile. Al punto da dedicare un intero padiglione, il 30, all'ultima moda dell'automotive: l'auto elettrica. E da dargli anche l'impegnativo nome di Electric City.
A dire la verità, a livello di idea non è una novità assoluta per la kermesse bolognese il tentativo di esplorare le nuove frontiere della mobilità. Già nel 2007, con Ecocity, si voleva proporre al grande pubblico l'alternativa di un'auto più pulita e a portata di portafogli, puntando soprattutto su metano e GPL. In quel periodo l'idea del gas per autotrazione cominciava a tirare, ed era vista come la soluzione più a portata di mano (e di portafogli) dato che quelle disponibili oggi erano ancora acerbe.
Poi fu la volta, l'anno successivo, della collaborazione con H2Roma. Dal sodalizio con la manifestazione romana nacque l'idea di portare a BolognaFiere una sintesi dello stato dell'arte della tecnologia applicata all'auto, dall'ottimizzazione dei motori termici alle ibride, con una pennellata anche su elettrico e idrogeno. Un'iniziativa più che altro divulgativa, anche perché ancora non era chiaro (non che oggi lo sia con certezza) la direzione che l'industria automobilistica avrebbe preso riguardo l'ecologia e dunque lo scopo era quello di sensibilizzare il grande pubblico. Meglio se giovane, dato il fascino che da sempre il Motor Show esercita sulle nuove generazioni.
I giovani che dal 4 al 12 dicembre visiteranno Electric City, che per l'occasione è sponsorizzato da un colosso dell'energia come l'Enel, avranno invece di fronte un panorama più delineato. Con la possibilità di toccare con mano e provare le auto a batteria già sul mercato e quelle che arriveranno a stretto giro di posta o nel corso dell'anno 2011. Oltre, naturalmente, a ricevere tutte le informazioni del caso dai tecnici di Citroen, Micro-vett, Mitsubishi, Nissan, Peugeot, Piaggio, Renault, Smart e Tazzari: sono infatti queste le case che hanno aderito all'invito degli organizzatori, in alcuni casi raddoppiando il proprio impegno espositivo. Investimento azzardato? Forse, ma i numeri possono confortare, almeno nel medio periodo: un milione di italiani, secondo un'indagine dell'Eurisko, hanno dimostrato interesse per l'auto elettrica. Tra le varie stime, poi, quella più ottimistica delineerebbe un mercato di auto a batteria pari al 10% del totale in Europa entro il 2020.
Da non sottovalutare poi che, per la prima volta in assoluto, il premio di Auto dell'Anno 2011 è stato dato ad un'auto elettrica: la Nissan Leaf. Che, guarda caso, a Bologna ci sarà.
A dire la verità, a livello di idea non è una novità assoluta per la kermesse bolognese il tentativo di esplorare le nuove frontiere della mobilità. Già nel 2007, con Ecocity, si voleva proporre al grande pubblico l'alternativa di un'auto più pulita e a portata di portafogli, puntando soprattutto su metano e GPL. In quel periodo l'idea del gas per autotrazione cominciava a tirare, ed era vista come la soluzione più a portata di mano (e di portafogli) dato che quelle disponibili oggi erano ancora acerbe.
Poi fu la volta, l'anno successivo, della collaborazione con H2Roma. Dal sodalizio con la manifestazione romana nacque l'idea di portare a BolognaFiere una sintesi dello stato dell'arte della tecnologia applicata all'auto, dall'ottimizzazione dei motori termici alle ibride, con una pennellata anche su elettrico e idrogeno. Un'iniziativa più che altro divulgativa, anche perché ancora non era chiaro (non che oggi lo sia con certezza) la direzione che l'industria automobilistica avrebbe preso riguardo l'ecologia e dunque lo scopo era quello di sensibilizzare il grande pubblico. Meglio se giovane, dato il fascino che da sempre il Motor Show esercita sulle nuove generazioni.
I giovani che dal 4 al 12 dicembre visiteranno Electric City, che per l'occasione è sponsorizzato da un colosso dell'energia come l'Enel, avranno invece di fronte un panorama più delineato. Con la possibilità di toccare con mano e provare le auto a batteria già sul mercato e quelle che arriveranno a stretto giro di posta o nel corso dell'anno 2011. Oltre, naturalmente, a ricevere tutte le informazioni del caso dai tecnici di Citroen, Micro-vett, Mitsubishi, Nissan, Peugeot, Piaggio, Renault, Smart e Tazzari: sono infatti queste le case che hanno aderito all'invito degli organizzatori, in alcuni casi raddoppiando il proprio impegno espositivo. Investimento azzardato? Forse, ma i numeri possono confortare, almeno nel medio periodo: un milione di italiani, secondo un'indagine dell'Eurisko, hanno dimostrato interesse per l'auto elettrica. Tra le varie stime, poi, quella più ottimistica delineerebbe un mercato di auto a batteria pari al 10% del totale in Europa entro il 2020.
Da non sottovalutare poi che, per la prima volta in assoluto, il premio di Auto dell'Anno 2011 è stato dato ad un'auto elettrica: la Nissan Leaf. Che, guarda caso, a Bologna ci sarà.