Così il Motor Show
nel mondo dei saloni
di MASSIMO TIBERI
Vedere, toccare, allora, ma anche guidare, sperimentare direttamente ad esempio come si comporta una elettrica o una fuoristrada; divertirsi con la spettacolarizzazione dei prodotti
Una manifestazione diversa da tutte le altre rassegne dedicate all'automobile: il Motor Show di Bologna riannoda quest'anno il filo con la sua migliore tradizione, dopo le difficoltà del 2009, e punta sul riconoscimento nell'ambito del calendario OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d'Automobiles) per rafforzare l'immagine di unica presenza italiana fra i grandi appuntamenti mondiali di settore.
Se il Salone di Ginevra resta dunque termometro dell'orientamento dei costruttori nel succedersi delle fasi di mercato, anche per la presenza in prima persona dei manager delle principali case, e mentre Francoforte o Parigi sono spesso soprattutto vetrina di grandeur dei rispettivi Paesi, l'evento emiliano propone ancora una volta la dinamicità di una formula che vuole coinvolgere il pubblico oltre la dimensione espositiva. Una kermesse viva e interattiva che crede sempre nel potenziale di emozioni che le vetture possono trasmettere, proprio in un momento in cui cri…
Se il Salone di Ginevra resta dunque termometro dell'orientamento dei costruttori nel succedersi delle fasi di mercato, anche per la presenza in prima persona dei manager delle principali case, e mentre Francoforte o Parigi sono spesso soprattutto vetrina di grandeur dei rispettivi Paesi, l'evento emiliano propone ancora una volta la dinamicità di una formula che vuole coinvolgere il pubblico oltre la dimensione espositiva. Una kermesse viva e interattiva che crede sempre nel potenziale di emozioni che le vetture possono trasmettere, proprio in un momento in cui cri…
Una manifestazione diversa da tutte le altre rassegne dedicate all'automobile: il Motor Show di Bologna riannoda quest'anno il filo con la sua migliore tradizione, dopo le difficoltà del 2009, e punta sul riconoscimento nell'ambito del calendario OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d'Automobiles) per rafforzare l'immagine di unica presenza italiana fra i grandi appuntamenti mondiali di settore.
Se il Salone di Ginevra resta dunque termometro dell'orientamento dei costruttori nel succedersi delle fasi di mercato, anche per la presenza in prima persona dei manager delle principali case, e mentre Francoforte o Parigi sono spesso soprattutto vetrina di grandeur dei rispettivi Paesi, l'evento emiliano propone ancora una volta la dinamicità di una formula che vuole coinvolgere il pubblico oltre la dimensione espositiva. Una kermesse viva e interattiva che crede sempre nel potenziale di emozioni che le vetture possono trasmettere, proprio in un momento in cui crisi economica, emergenze ambientali, condizionamento della mobilità, hanno spostato l'ottica dell'approccio da parte della clientela su elementi che sembrerebbero non lasciare più spazio a nessun valore immateriale.
Certo, il Motor Show tiene conto delle importanti trasformazioni in atto, ma mette l'accento su ogni elemento che differenzia l'automobile da qualsiasi altro oggetto indispensabile nella nostra vita quotidiana. Perché, nonostante i tempi siano cambiati, neppure una utilitaria viene in realtà considerata alla stregua di un elettrodomestico e, in particolare, dai giovani che restano l'asse portante della partecipazione alla manifestazione bolognese.
Vedere, toccare, allora, ma anche guidare, sperimentare direttamente ad esempio come si comporta una elettrica o una fuoristrada; divertirsi con la spettacolarizzazione dei prodotti ma, a differenza degli effetti speciali di un Salone di Detroit o di Tokio, immergersi nel fascino delle gare, nell'atmosfera di un box di Formula 1 o degli sterrati rallistici del Memorial Bettega. La dimensione, dunque, è quella della festa piuttosto che della passerella di novità, dove un modello al debutto diventa subito protagonista attivo e uno già noto viene magari riscoperto in modo inedito.
E' una scommessa il Motor Show? E' l'ottimismo della volontà contrapposto al pessimismo della ragione? Forse questa trentacinquesima edizione, che nelle previsioni degli organizzatori dichiara il milione di biglietti staccati, potrebbe essere più che altro una sorpresa, una dimostrazione di vitalità che è l'antidoto più efficace quando il rischio peggiore è l'immobilismo.
Se il Salone di Ginevra resta dunque termometro dell'orientamento dei costruttori nel succedersi delle fasi di mercato, anche per la presenza in prima persona dei manager delle principali case, e mentre Francoforte o Parigi sono spesso soprattutto vetrina di grandeur dei rispettivi Paesi, l'evento emiliano propone ancora una volta la dinamicità di una formula che vuole coinvolgere il pubblico oltre la dimensione espositiva. Una kermesse viva e interattiva che crede sempre nel potenziale di emozioni che le vetture possono trasmettere, proprio in un momento in cui crisi economica, emergenze ambientali, condizionamento della mobilità, hanno spostato l'ottica dell'approccio da parte della clientela su elementi che sembrerebbero non lasciare più spazio a nessun valore immateriale.
Certo, il Motor Show tiene conto delle importanti trasformazioni in atto, ma mette l'accento su ogni elemento che differenzia l'automobile da qualsiasi altro oggetto indispensabile nella nostra vita quotidiana. Perché, nonostante i tempi siano cambiati, neppure una utilitaria viene in realtà considerata alla stregua di un elettrodomestico e, in particolare, dai giovani che restano l'asse portante della partecipazione alla manifestazione bolognese.
Vedere, toccare, allora, ma anche guidare, sperimentare direttamente ad esempio come si comporta una elettrica o una fuoristrada; divertirsi con la spettacolarizzazione dei prodotti ma, a differenza degli effetti speciali di un Salone di Detroit o di Tokio, immergersi nel fascino delle gare, nell'atmosfera di un box di Formula 1 o degli sterrati rallistici del Memorial Bettega. La dimensione, dunque, è quella della festa piuttosto che della passerella di novità, dove un modello al debutto diventa subito protagonista attivo e uno già noto viene magari riscoperto in modo inedito.
E' una scommessa il Motor Show? E' l'ottimismo della volontà contrapposto al pessimismo della ragione? Forse questa trentacinquesima edizione, che nelle previsioni degli organizzatori dichiara il milione di biglietti staccati, potrebbe essere più che altro una sorpresa, una dimostrazione di vitalità che è l'antidoto più efficace quando il rischio peggiore è l'immobilismo.