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Quei profeti parigini. Show al Guggenheim, in laguna

Fino al 6 gennaio il museo di Venezia propone una mostra dedicata alle maggiori avanguardie della capitale francese di fine '800, un periodo storico e artistico di grandi cambiamenti e innovazione che porterà alla nascita delle avanguardie storiche del XX secolo
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"Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi tiene a terra,  dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virtù : come vi pare. Ma ubriacatevi.'' (Charles Baudelaire)

Il trasgressivo invito ad affrontare la vita con intensità emotiva, del portabandiera del decadentismo francese nel suo Spleen, è sintomo di ciò che Parigi riservava agli artisti che la frequentano a fine secolo. Un periodo di trasformazioni sociali e politiche epocali, in cui la città attirava intellettuali e artisti in cerca di fortuna e ispirazione. Si può estendere anche agli artisti presenti nell'esposizione "Le Avanguardie nella Parigi fin de siècle": Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei", che si sta svolgendo al Museo Guggenheim di Venezia.

LE IMMAGINI

La curatrice Vivien Green ha ricercato e composto circa un …
"Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi tiene a terra,  dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virtù : come vi pare. Ma ubriacatevi.'' (Charles Baudelaire)

Il trasgressivo invito ad affrontare la vita con intensità emotiva, del portabandiera del decadentismo francese nel suo Spleen, è sintomo di ciò che Parigi riservava agli artisti che la frequentano a fine secolo. Un periodo di trasformazioni sociali e politiche epocali, in cui la città attirava intellettuali e artisti in cerca di fortuna e ispirazione. Si può estendere anche agli artisti presenti nell'esposizione "Le Avanguardie nella Parigi fin de siècle": Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei", che si sta svolgendo al Museo Guggenheim di Venezia.

LE IMMAGINI

La curatrice Vivien Green ha ricercato e composto circa un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, tutti provenienti da collezioni private, che offrono uno sguardo intimo sulla scena parigina artistica di fine '800, con una serie di capolavori che fa scoprire autori anche meno noti. Parigi alla fine del secolo, urbanisticamente stava attraversando un profondo cambiamento, che influenzò il clima culturale. La ville lumiere antica con le sue piccole strade pittoresche, tra gli anni '50 e '70 a seguito delle trasformazioni volute da Napoleone III e dal prefetto Haussmann, aveva acquistato un'immagine moderna e monumentale, cedendo ai grandi boulevards e alle immense piazze.

Nel 1871 la particolare esperienza della Comune di Parigi, che si risolse in un bagno di sangue, creò un forte disorientamento. Seguirono anni difficili, in particolare l'ultimo decennio quello "degli attentati", che contribuì a far nascere nuovi atteggiamenti poetici.  Insomma, la spensieratezza dei tempi raccontati dagli impressionisti, che ritraevano le gite domenicali in riva alla Senna piene di colori e scene gioiose, lascia il passo ad atmosfere inquiete e misteriose, che trovano spazio nei soggetti rappresentati dagli artisti Nabis, neo-impressionisti e  Simbolisti.

Questi movimenti artistici continuano a proporre una pittura di paesaggio tradizionale, ma il linguaggio cambia. Pittori come Maximilien Luce, George Seurat e Paul Signac,  innovano trovando ispirazione nelle teorie scientifiche sul colore e sulla percezione, si inventano lo stile  puntinista, e maneggiano i pigmenti rivoluzionando il modo di distribuirli sulla tela.

I Nabis che vuol dire "profeti" in ebraico, erano un gruppo variegato tra cui Pierre Bonnard e Édouard Vuillard, che inizialmente vollero valorizzare gli elementi bidimensionali, decorativi, della visione artistica. Ispirandosi alle stampe giapponesi, preferirono campiture di colori puri e una composizione libera, al tempo stesso l'arte rappresentava per loro il mezzo per superare la materia, verso una dimensione mistica. Influenzati dal Sintetismo di Paul Gauguin, rinunciarono alla pittura da cavalletto, sperimentando tecniche varie.

Sempre negli stessi anni, a Parigi si afferma il Simbolismo. Movimento che propose un linguaggio estremamente raffinato, ricco di simbologie mitologiche e religiose, che iniziò ad esplorare le suggestive regioni della coscienza umana, indagando l'affascinante confine tra realtà e sogno che fino ad allora era rimasto sempre escluso da qualsiasi indagine artistica. Tra questi  artisti, che lavorano con varie tecniche, dalla pittura alla decorazione, alle incisioni, si annoverano Maurice Denis, Georges Lacombe, Paul Ranson, Charles Filiger e Odilon Redon.

Una ventaglio di opere variegate per stile e linguaggio che danno l'opportunità di ammirare le ambizioni e le perplessità con cui questi artisti, giunti da vari paesi a vivere nella capitale dell'arte, si preparavano ad affrontare il nuovo secolo, che anche grazie alle loro intuizione avrà la forza di rivoluzionare senza mezzi termini l'arte visiva. Notizie utili qui.