Cucine, pomodori neri, quadri antichi e installazioni contemporanee. È l'anno dell'Expo, quello del cibo e le mostre a tema crescono da nord a sud Italia. Eccone una selezione da visitare, tra le tante, valide o meno, che continuano ad inaugurare di mese in mese.
Le immagini delle mostre
Milano. La Triennale è il primo luogo in cui fare tappa: la mostra "Arts & Foods Rituali dal 1851", a cura di Germano Celant, è il primo Padiglione di Expo Milano 2015, che ha inaugurato lo scorso aprile e rimarrà allestito fino al 1° novembre 2015 come un vero e proprio settore Expo dedicato all'arte nel centro della città. Parallelamente, ma fino al 21 febbraio 2016, al Design Museum della Triennale c'è un'altra mostra, per accontentare i gusti più raffinati e seriosi di tecnici esperti che troveranno soddisfacente il viaggio all'interno di "Cucine e ultracorpi", sempre a cura di Germano Celant. Il colore è invece il trionfo di "Arts & foods Rituali dal 1851", che comprende arte non solo contemporanea come suggerisce il titolo, che rievoca secoli passati e qui riproposti in tutta la loro magnificenza e spettacolarità. Si parte, infatti, nelle sale di ingresso della mostra con memorabilia e pezzi d'antan che confermano un lavoro di ricerca senza uguali, fino a un viaggio nei colori e nelle atmosfere freak degli anni Sessanta. A proposito di spostamenti, bisogna fare attenzione: questa mostra (il cui ingresso è incluso nel biglietto di Expo Milano 2015 o con biglietto Triennale) non consente uscita e rientro a proprio piacimento ma richiede un certo rigore nel compiere in maniera adeguata il percorso espositivo, con allestimento di Italo Rota. L'attenzione è richiesta dalla mole della mostra stessa: stiamo parlando di 7mila metri quadrati, 15 ambienti e stanze dedicati ai luoghi del cibo, tra quadri, arredi, oggetti, sculture, elettrodomestici, fotografie, documenti, film e programmi televisivi, manifesti pubblicitari, abiti, giochi, copertine di dischi. Un totale di quaranta vetrine e di duemila opere: peccato che tra tutte queste manchino le "caramelle" del celebre artista contemporaneo Felix Gonzalez-Torres.
Roma Di taglio più architettonico e sociologico è la mostra curata da Pippo Ciorra al Maxxi (insieme allo staff curatoriale del museo stesso): "FOOD dal cucchiaio al mondo", fino all'8 novembre 2015. L'esposizione, che si estende per 2.500 metri quadri, è realizzata in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e con il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP). Non una mostra sul cibo sottolinea il curatore, ma una "indagine su quell'area vasta nella quale cibo e progetto - architettonico, urbanistico, artistico - si incontrano per contribuire insieme a definire lo spazio fisico e concettuale in cui viviamo". Oltre ai grandi e noti nomi, l'esposizione vale la visita per le curiosità meno conosciute come la prima cucina moderna progettata a inizi del '900 a Francoforte, o quella ipercontemporanea dello studio norvegese Snøhetta per lo chef americano Thomas Keller. Molta considerazione per la cultura giapponese: oltre alla cerimonia del tè, e alle degustazioni di sakè c'è la ricostruzione della "White Limousine Yatai", il ristorante mobile progettato dallo studio di architettura di Tokio Atelier Bow-Wow. Non mancano cibi per astronauti, video "reazioniari" come quello di Mohamed Allam, gli oggetti dei dabbawala di Mumbay, i supermercati virtuali made in Corea (dove la spesa si fa con un codice QR senza entrare in negozio), le immagini del fotogiornalista israeliano Ziv Koren sull'estrazione del sale in Etiopia. Ma a Roma non c'è solo la mostra al Maxxi da vedere, se parliamo di cibo. Al museo dell'Ara Pacis, in occasione dell'Expo, fino al 15 novembre 2015, si può visitare "Nutrire l'Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei", un percorso sulle modalità di mangiare degli antichi romani, approfondite con reperti archeologici, plastici, schermi multimediali e ricostruzioni. Visitando la mostra, si può scoprire, per esempio che, prima della "globalizzazione dei consumi", i romani bevevano in larga parte vini provenienti dalla Gallia, da Creta e da Cipro oltre a quelli campani, mentre il pane che mangiavano era prodotto con grano importato via mare dall'Egitto. Da ammirare anche il cosiddetto "tesoro di Moregine", prezioso arredo da tavola in argento ritrovato a Pompei che, dopo cinque anni di esposizione al Metropolitan Museum di New York, torna in Italia. Il cibo è anche il filo conduttore della mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere, dal 17 luglio al 13 settembre 2015. Si intitola "Buono da guardare: cibo, arte e ritualità" ed è una personale di Mario Carbone, tra scatti che coprono circa mezzo secolo (1950-2001), con 71 immagini in bianco e nero e a colore, tra mercati, feste, banchetti o eventi eccezionali come il terremoto del Belice.
Trento. La mostra più popolare, se non altro perché a ingresso gratuito, si trova all'interno del rinascimentale Palazzo delle Albere, a due passi dal vicino Museo delle Scienze, che ne cura l'esposizione. "Coltiviamo il gusto. Tutto il buono dalla Terra trentina", è focalizzata sulla filiera di produzione e trasformazione alimentare dei prodotti tipici del territorio, con l'esposizione di orti (in venti diverse tipologie, dall'orto dei colori a quello di foglie e radici) e coltivazioni dell'agricoltura di montagna. La mostra vanta prestiti dalla Fondazione Edmund Mach, dal Mart e da collezioni private. Associati all'esposizione (visitabile fino al 30 ottobre) ci saranno anche molti laboratori.
Santa Maria Maggiore (Piemonte) Tipica e popolare (ingresso 2 euro) anche la mostra "Convivialis: colori, sapori, cantori della tavola vigezzina" con cui la Valle dei Pittori rende omaggio ad Expo 2015, di cui anche questa esposizione ha il patrocinio. Tre secoli di pittura vigezzina allestita in settori tematici: dalla natura morta al lavoro agricolo, dalle feste ai banchetti, visitabile fino 27 settembre 2015.
Viterbo La mostra più scientifica. La città dei Papi, infatti, vanta un'università, quella della Tuscia, da sempre in prima fila per gli studi a tema agrario. Non poteva quindi mancare una versione dei fatti all'interno dell'ateneo viterbese, con la mostra "Tuscia Food Valley". Vuole essere uno spazio espositivo multimediale che rimanga allestito in maniera permanente, con la cura del professore Marco Esti che ha suddiviso una cinquantina di contributi di ricerca in sei diverse sezioni tematiche: cultura, colture (qui si può trovare il 'SunBlack', il pomodoro nero), trasformazione e conservazione, consumo, sicurezza e qualità, sostenibilità.
Toscana. In Toscana è protagonista l'arte classica, al centro della mostra "Nelle antiche cucine. Cucine storiche e cucine dipinte" allestita presso il Museo della Natura Morta nella Villa medicea di Poggio a Caiano, fino al 25 ottobre 2015. Curata da Maria Matilde Simari nell'ambito di Expo 2015 che ne ha dato il patrocinio, è un focus sulla pittura di genere del 600 e del 700, con pezzi provenienti da collezioni private e musei. Le opere sono raccolte in tre sezioni: interni di cucine; preparazione dei cibi; le dispense. In occasione di questa esposizione vengono aperte per la prima volta le cucine "segrete" della Villa medicea, realizzate tra il 1614 e il 1619 durante il regno di Cosimo II dei Medici. Ad Arezzo invece è di scena una mostra sull'argenteria italiana del Settecento. Organizzata dalla società Mosaico con il Mibact, Direzione del Polo museale della Toscana, "Le Bevande Coloniali - Argenti e Salotti del Settecento Italiano - Tè, Caffè, Cioccolato" è stata allestita nei locali del sottochiesa della Basilica di San Francesco della città toscana, la stessa che ospita gli affreschi di Piero della Francesca", fino al 31 ottobre.
Veneto. Sempre tra gli eventi patrocinati Expo, la Società Munus, con la Direzione del Polo Museale del Veneto del Mibact, ha invece organizzato, a Stra (VE), una mostra fotografica a tema. Oltre cento immagini che ripercorrono cento anni (1860-1960) di tradizioni, abitudini, gesti pubblici e privati, luoghi e occasioni, degli italiani a tavola. Un documento sull'enogastronomia e allo stesso tempo sulla cucina del Belpaese, che spazia da nord a sud, in ogni regione e (quasi) provincia. "Italiani a tavola 1860 - 1960. Storia fotografica dell'alimentazione, della cucina e della tavola in Italia" è di scena al Museo Nazionale di Villa Pisani sino al 31 ottobre.
Le immagini delle mostre
Milano. La Triennale è il primo luogo in cui fare tappa: la mostra "Arts & Foods Rituali dal 1851", a cura di Germano Celant, è il primo Padiglione di Expo Milano 2015, che ha inaugurato lo scorso aprile e rimarrà allestito fino al 1° novembre 2015 come un vero e proprio settore Expo dedicato all'arte nel centro della città. Parallelamente, ma fino al 21 febbraio 2016, al Design Museum della Triennale c'è un'altra mostra, per accontentare i gusti più raffinati e seriosi di tecnici esperti che troveranno soddisfacente il viaggio all'interno di "Cucine e ultracorpi", sempre a cura di Germano Celant. Il colore è invece il trionfo di "Arts & foods Rituali dal 1851", che comprende arte non solo contemporanea come suggerisce il titolo, che rievoca secoli passati e qui riproposti in tutta la loro magnificenza e spettacolarità. Si parte, infatti, nelle sale di ingresso della mostra con memorabilia e pezzi d'antan che confermano un lavoro di ricerca senza uguali, fino a un viaggio nei colori e nelle atmosfere freak degli anni Sessanta. A proposito di spostamenti, bisogna fare attenzione: questa mostra (il cui ingresso è incluso nel biglietto di Expo Milano 2015 o con biglietto Triennale) non consente uscita e rientro a proprio piacimento ma richiede un certo rigore nel compiere in maniera adeguata il percorso espositivo, con allestimento di Italo Rota. L'attenzione è richiesta dalla mole della mostra stessa: stiamo parlando di 7mila metri quadrati, 15 ambienti e stanze dedicati ai luoghi del cibo, tra quadri, arredi, oggetti, sculture, elettrodomestici, fotografie, documenti, film e programmi televisivi, manifesti pubblicitari, abiti, giochi, copertine di dischi. Un totale di quaranta vetrine e di duemila opere: peccato che tra tutte queste manchino le "caramelle" del celebre artista contemporaneo Felix Gonzalez-Torres.
Roma Di taglio più architettonico e sociologico è la mostra curata da Pippo Ciorra al Maxxi (insieme allo staff curatoriale del museo stesso): "FOOD dal cucchiaio al mondo", fino all'8 novembre 2015. L'esposizione, che si estende per 2.500 metri quadri, è realizzata in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e con il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP). Non una mostra sul cibo sottolinea il curatore, ma una "indagine su quell'area vasta nella quale cibo e progetto - architettonico, urbanistico, artistico - si incontrano per contribuire insieme a definire lo spazio fisico e concettuale in cui viviamo". Oltre ai grandi e noti nomi, l'esposizione vale la visita per le curiosità meno conosciute come la prima cucina moderna progettata a inizi del '900 a Francoforte, o quella ipercontemporanea dello studio norvegese Snøhetta per lo chef americano Thomas Keller. Molta considerazione per la cultura giapponese: oltre alla cerimonia del tè, e alle degustazioni di sakè c'è la ricostruzione della "White Limousine Yatai", il ristorante mobile progettato dallo studio di architettura di Tokio Atelier Bow-Wow. Non mancano cibi per astronauti, video "reazioniari" come quello di Mohamed Allam, gli oggetti dei dabbawala di Mumbay, i supermercati virtuali made in Corea (dove la spesa si fa con un codice QR senza entrare in negozio), le immagini del fotogiornalista israeliano Ziv Koren sull'estrazione del sale in Etiopia. Ma a Roma non c'è solo la mostra al Maxxi da vedere, se parliamo di cibo. Al museo dell'Ara Pacis, in occasione dell'Expo, fino al 15 novembre 2015, si può visitare "Nutrire l'Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei", un percorso sulle modalità di mangiare degli antichi romani, approfondite con reperti archeologici, plastici, schermi multimediali e ricostruzioni. Visitando la mostra, si può scoprire, per esempio che, prima della "globalizzazione dei consumi", i romani bevevano in larga parte vini provenienti dalla Gallia, da Creta e da Cipro oltre a quelli campani, mentre il pane che mangiavano era prodotto con grano importato via mare dall'Egitto. Da ammirare anche il cosiddetto "tesoro di Moregine", prezioso arredo da tavola in argento ritrovato a Pompei che, dopo cinque anni di esposizione al Metropolitan Museum di New York, torna in Italia. Il cibo è anche il filo conduttore della mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere, dal 17 luglio al 13 settembre 2015. Si intitola "Buono da guardare: cibo, arte e ritualità" ed è una personale di Mario Carbone, tra scatti che coprono circa mezzo secolo (1950-2001), con 71 immagini in bianco e nero e a colore, tra mercati, feste, banchetti o eventi eccezionali come il terremoto del Belice.
Trento. La mostra più popolare, se non altro perché a ingresso gratuito, si trova all'interno del rinascimentale Palazzo delle Albere, a due passi dal vicino Museo delle Scienze, che ne cura l'esposizione. "Coltiviamo il gusto. Tutto il buono dalla Terra trentina", è focalizzata sulla filiera di produzione e trasformazione alimentare dei prodotti tipici del territorio, con l'esposizione di orti (in venti diverse tipologie, dall'orto dei colori a quello di foglie e radici) e coltivazioni dell'agricoltura di montagna. La mostra vanta prestiti dalla Fondazione Edmund Mach, dal Mart e da collezioni private. Associati all'esposizione (visitabile fino al 30 ottobre) ci saranno anche molti laboratori.
Santa Maria Maggiore (Piemonte) Tipica e popolare (ingresso 2 euro) anche la mostra "Convivialis: colori, sapori, cantori della tavola vigezzina" con cui la Valle dei Pittori rende omaggio ad Expo 2015, di cui anche questa esposizione ha il patrocinio. Tre secoli di pittura vigezzina allestita in settori tematici: dalla natura morta al lavoro agricolo, dalle feste ai banchetti, visitabile fino 27 settembre 2015.
Viterbo La mostra più scientifica. La città dei Papi, infatti, vanta un'università, quella della Tuscia, da sempre in prima fila per gli studi a tema agrario. Non poteva quindi mancare una versione dei fatti all'interno dell'ateneo viterbese, con la mostra "Tuscia Food Valley". Vuole essere uno spazio espositivo multimediale che rimanga allestito in maniera permanente, con la cura del professore Marco Esti che ha suddiviso una cinquantina di contributi di ricerca in sei diverse sezioni tematiche: cultura, colture (qui si può trovare il 'SunBlack', il pomodoro nero), trasformazione e conservazione, consumo, sicurezza e qualità, sostenibilità.
Toscana. In Toscana è protagonista l'arte classica, al centro della mostra "Nelle antiche cucine. Cucine storiche e cucine dipinte" allestita presso il Museo della Natura Morta nella Villa medicea di Poggio a Caiano, fino al 25 ottobre 2015. Curata da Maria Matilde Simari nell'ambito di Expo 2015 che ne ha dato il patrocinio, è un focus sulla pittura di genere del 600 e del 700, con pezzi provenienti da collezioni private e musei. Le opere sono raccolte in tre sezioni: interni di cucine; preparazione dei cibi; le dispense. In occasione di questa esposizione vengono aperte per la prima volta le cucine "segrete" della Villa medicea, realizzate tra il 1614 e il 1619 durante il regno di Cosimo II dei Medici. Ad Arezzo invece è di scena una mostra sull'argenteria italiana del Settecento. Organizzata dalla società Mosaico con il Mibact, Direzione del Polo museale della Toscana, "Le Bevande Coloniali - Argenti e Salotti del Settecento Italiano - Tè, Caffè, Cioccolato" è stata allestita nei locali del sottochiesa della Basilica di San Francesco della città toscana, la stessa che ospita gli affreschi di Piero della Francesca", fino al 31 ottobre.
Veneto. Sempre tra gli eventi patrocinati Expo, la Società Munus, con la Direzione del Polo Museale del Veneto del Mibact, ha invece organizzato, a Stra (VE), una mostra fotografica a tema. Oltre cento immagini che ripercorrono cento anni (1860-1960) di tradizioni, abitudini, gesti pubblici e privati, luoghi e occasioni, degli italiani a tavola. Un documento sull'enogastronomia e allo stesso tempo sulla cucina del Belpaese, che spazia da nord a sud, in ogni regione e (quasi) provincia. "Italiani a tavola 1860 - 1960. Storia fotografica dell'alimentazione, della cucina e della tavola in Italia" è di scena al Museo Nazionale di Villa Pisani sino al 31 ottobre.