Triennale di Milano, passeggiando sui nostri rifiuti incastrati nelle grate
L'installazione di Francesca Leone, Our Trash, a cura di Ermanno Tedeschi. Un progetto inedito nell'ultima serie di opere dell'artista romana, risultato di una profonda ricerca dedicata ai temi dell'ambiente e dell'ecosistema
MILANO - Lo sguardo complessivo sulla realtà, poi uno zoom minuzioso su ciò che ci circonda da vicino. Infine, la riflessione e denuncia. La Triennale di Milano - Viale Emilio Alemagna, 6; telefono: 02 724.341 - ospita a ottobre la mostra personale di Francesca Leone: Our Trash, a cura di Ermanno Tedeschi. Il progetto, inedito, presenta l'ultima serie di opere dell'artista romana, risultato di una profonda ricerca dedicata ai temi dell'ambiente e dell'ecosistema.
LE IMMAGINI
Diciannove grate in alluminio compongono un'unica installazione, una grande piattaforma su cui lo spettatore potrà camminare, osservando ed entrando in reale interazione con l'opera. L'installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti; dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti …
LE IMMAGINI
Diciannove grate in alluminio compongono un'unica installazione, una grande piattaforma su cui lo spettatore potrà camminare, osservando ed entrando in reale interazione con l'opera. L'installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti; dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti …
MILANO - Lo sguardo complessivo sulla realtà, poi uno zoom minuzioso su ciò che ci circonda da vicino. Infine, la riflessione e denuncia. La Triennale di Milano - Viale Emilio Alemagna, 6; telefono: 02 724.341 - ospita a ottobre la mostra personale di Francesca Leone: Our Trash, a cura di Ermanno Tedeschi. Il progetto, inedito, presenta l'ultima serie di opere dell'artista romana, risultato di una profonda ricerca dedicata ai temi dell'ambiente e dell'ecosistema.
LE IMMAGINI
Diciannove grate in alluminio compongono un'unica installazione, una grande piattaforma su cui lo spettatore potrà camminare, osservando ed entrando in reale interazione con l'opera. L'installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti; dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti e monete sono il racconto di storie quotidiane e di un tempo fermato.
Una mostra dal profondo respiro artistico, ma anche con un forte connotato sociale, dunque. Decisamente nuova. Un'analisi secca dell'uomo e dei suoi comportamenti verso l'ambiente che lo circonda. L'essere umano senza la natura non può esistere, il nostro dovere è rispettarla. Ecco, ci sono molti modi per trasmettere questo semplicissimo pensiero e Francesca Leone lo fa assai bene attraverso l'arte, realizzando un'opera davvero unica, che soddisfa lo sguardo e stimola importanti riflessioni.
Our Trash propone così un ragionamento sull'azione scriteriata dell'uomo ai danni dell'ambiente, si inserisce nel dibattito sempre attuale sulla necessità di salvaguardare il pianeta ed esprime contemporaneamente, grazie al tocco dell'artista, un carattere estetico. Il progetto ha ottenuto il sostegno e il patrocinio di Robert F. Kennedy Human Rights Europe e de la Fondazione NY.
LE IMMAGINI
Diciannove grate in alluminio compongono un'unica installazione, una grande piattaforma su cui lo spettatore potrà camminare, osservando ed entrando in reale interazione con l'opera. L'installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti; dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti e monete sono il racconto di storie quotidiane e di un tempo fermato.
Una mostra dal profondo respiro artistico, ma anche con un forte connotato sociale, dunque. Decisamente nuova. Un'analisi secca dell'uomo e dei suoi comportamenti verso l'ambiente che lo circonda. L'essere umano senza la natura non può esistere, il nostro dovere è rispettarla. Ecco, ci sono molti modi per trasmettere questo semplicissimo pensiero e Francesca Leone lo fa assai bene attraverso l'arte, realizzando un'opera davvero unica, che soddisfa lo sguardo e stimola importanti riflessioni.
Our Trash propone così un ragionamento sull'azione scriteriata dell'uomo ai danni dell'ambiente, si inserisce nel dibattito sempre attuale sulla necessità di salvaguardare il pianeta ed esprime contemporaneamente, grazie al tocco dell'artista, un carattere estetico. Il progetto ha ottenuto il sostegno e il patrocinio di Robert F. Kennedy Human Rights Europe e de la Fondazione NY.