Anche Milano avrà il suo parco d'arte contemporanea. Il progetto annunciato già da tempo prenderà forma ad aprile, e in questi giorni sono stati annunciati i primi nomi che saranno coinvolti nella realizzazione del parco nel nuovo quartiere di CityLife, nel terreno occupato dalla ex-Fiera, tra i grattacieli delle archistar Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind. Tra le opere che si vedranno nel verde metropolitano ci saranno quelle degli otto artisti vincitori del concorso Artline Milano, dedicato a esponenti (tutti di età inferiore ai 40 anni), dell'arte italiana e internazionale, chiamati su invito, per iniziativa del Comune di Milano e su proposta dei curatori Roberto Pinto e Sara Dolfi Agostini, a progettare un'opera d'arte pubblica per il futuro Parco d'Arte Contemporanea del capoluogo lombardo.
LE IMMAGINI
Al concorso hanno partecipato 15 artisti italiani e 15 stranieri, i cui elaborati sono esposti nella mostra "ArtLine Milano. 30 progetti per il Parco d'Arte Contemporanea", aperta al pubblico a ingresso gratuito nelle sale al primo piano di Palazzo Reale, fino al 10 gennaio. Tra tutti i progetti esposti, una giuria di curatori e direttori di istituzioni - composta da Charles Esche, Mary Jane Jacob, James Lingwood, Gianfranco Maraniello, Iolanda Ratti, Lea Vergine e Angela Vettese - ne ha selezionati otto che realizzeranno le loro opere per il parco. Si tratta di sei artisti italiani e due stranieri.
Sono Riccardo Benassi (1982), con l'opera Daily Desiderio che si serve di led bianchi e display; Rossella Biscotti (1978) con Che Fare?, un progetto basato sull'interazione con il pubblico; Matteo Rubbi (1980) con Cieli di Belloveso che inserisce un cielo stellato nel parco della città, Serena Vestrucci (1986) con Vedovelle e Draghi Verdi che non aggiunge elementi e oggetti nel parco ma lavora su fontane e quanto di già preesistente c'è; Adelita Husni-Bey (1985), con Palco dell'Estinzione, progetto per mezzo del quale l'artista collaborerà con vari accademici, ricercatori e attivisti italiani che fanno ricerca in campi come l'innalzamento del mare e la perdita di biodiversità; Linda Fregni Nagler (1976), con Orphys che, partendo dalla costituzione di una serra nel parco, destinata a studi e ricerche sulle specie botaniche rare, affianca lastre fotografiche in vetro che riproducono rare immagini delle stesse piante in via di estinzione.
A vincere il concorso non sono stati solo artisti italiani, ma anche due "stranieri, come il cubano Wilfredo Prieto (1978), con Beso, unione di due pietre sferiche di grandi dimensioni disposte l'una di fianco all'altra, proprio a simulare l'azione di un bacio, e l'indiana Shilpa Gupta (1976), che ha proposto la sua idea di scultura basata sulla storia delle tre scimmiette, associata al Mahatma Gandhi. Oltre alle otto opere vincitrici del concorso, nel parco milanese ci saranno anche i lavori di altri artisti, che andranno tutti insieme a costituire un'esposizione permanente integrata con l'evoluzione del parco di CityLife, progettato dallo studio fondato nel 1997 a Londra da Kathryn Gustafson e Neil Porter, che hanno lavorato, in questo caso, seguendo la rappresentazione del paesaggio naturale lombardo sia nella morfologia, sia selezionando specie botaniche peculiari della regione.
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Al concorso hanno partecipato 15 artisti italiani e 15 stranieri, i cui elaborati sono esposti nella mostra "ArtLine Milano. 30 progetti per il Parco d'Arte Contemporanea", aperta al pubblico a ingresso gratuito nelle sale al primo piano di Palazzo Reale, fino al 10 gennaio. Tra tutti i progetti esposti, una giuria di curatori e direttori di istituzioni - composta da Charles Esche, Mary Jane Jacob, James Lingwood, Gianfranco Maraniello, Iolanda Ratti, Lea Vergine e Angela Vettese - ne ha selezionati otto che realizzeranno le loro opere per il parco. Si tratta di sei artisti italiani e due stranieri.
Sono Riccardo Benassi (1982), con l'opera Daily Desiderio che si serve di led bianchi e display; Rossella Biscotti (1978) con Che Fare?, un progetto basato sull'interazione con il pubblico; Matteo Rubbi (1980) con Cieli di Belloveso che inserisce un cielo stellato nel parco della città, Serena Vestrucci (1986) con Vedovelle e Draghi Verdi che non aggiunge elementi e oggetti nel parco ma lavora su fontane e quanto di già preesistente c'è; Adelita Husni-Bey (1985), con Palco dell'Estinzione, progetto per mezzo del quale l'artista collaborerà con vari accademici, ricercatori e attivisti italiani che fanno ricerca in campi come l'innalzamento del mare e la perdita di biodiversità; Linda Fregni Nagler (1976), con Orphys che, partendo dalla costituzione di una serra nel parco, destinata a studi e ricerche sulle specie botaniche rare, affianca lastre fotografiche in vetro che riproducono rare immagini delle stesse piante in via di estinzione.
A vincere il concorso non sono stati solo artisti italiani, ma anche due "stranieri, come il cubano Wilfredo Prieto (1978), con Beso, unione di due pietre sferiche di grandi dimensioni disposte l'una di fianco all'altra, proprio a simulare l'azione di un bacio, e l'indiana Shilpa Gupta (1976), che ha proposto la sua idea di scultura basata sulla storia delle tre scimmiette, associata al Mahatma Gandhi. Oltre alle otto opere vincitrici del concorso, nel parco milanese ci saranno anche i lavori di altri artisti, che andranno tutti insieme a costituire un'esposizione permanente integrata con l'evoluzione del parco di CityLife, progettato dallo studio fondato nel 1997 a Londra da Kathryn Gustafson e Neil Porter, che hanno lavorato, in questo caso, seguendo la rappresentazione del paesaggio naturale lombardo sia nella morfologia, sia selezionando specie botaniche peculiari della regione.