Recensioni

Bepler: "Io, Barney e il labile confine tra immagine e musica"

Sette anni di preparazione per River of Fundament, uno degli ultimi film frutto della collaborazione tra l'artista e il musicista, che intervistiamo in occasione della proiezione dell'opera, durante Artefiera, a Bologna

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Matthew Barney (1967, San Francisco) è un artista famoso per i suoi lunghissimi video, dall’estetica barocca e visionaria, densi di richiami onirici e suoni di ogni tipo, che scolpiscono le immagini diventando tutt’uno con esse, e completandole.

In occasione di Artefiera, il suo film River of Fundament, prodotto dall’artista stesso e Laurenz Foundation, viene proiettato il 29 gennaio, alle ore 17.30, al Teatro Comunale di Bologna, in prima visione per l’Italia.

Il film, che prende ispirazione dal romanzo Ancient Evenings di Norman Mailer, è un’opera quasi colossale, della durata di circa sei ore, compresi i due intervalli tra i tre atti. Ambientato nell’Egitto pre-cristiano, racconta sette stati dell’anima, dalla morte fino alla rinascita, secondo la mitologia egizia. I personaggi sono in parte inventati e in parte reali, come è nello stile di Barney, come ci aveva già mostrato nel precedente Cremaster.

River of Fundament è stato realizzato nel 2014 con il musicista Jonathan Bepler: senza la sua parte musicale le immagini non avrebbero il giusto spessore e il film non sarebbe stato definito capolavoro da gran parte della critica che lo ha già accolto con attenzione a Monaco, Los Angeles, Londra, New York. Come ha spiegato Lorenzo Sassoli De Bianchi, Presidente Istituzione Bologna Musei, il film “è stato concepito proprio come un'opera e fa parte di un più vasto progetto che comprende anche una mostra di 85 sculture esposte a Los Angeles. Mattew Barney ha lavorato più come scultore che come regista, usando uno spirito che si può definire barocco. La vera protagonista è la musica con le immagini stesse costruite proprio come una partitura".  
Dal momento che protagonista è la musica ecco la parola al musicista Bepler:

La collaborazione con Matthew Barney dura da vent’anni e comprende 7 film e 9 performance. Come è iniziata?
"Ci ha messi in contatto nel 1993 Peter Strietmann, che è stato, praticamente, il direttore della fotografia di tutti i progetti di Matthew. Non conoscevo niente del suo lavoro e lui del mio, ma appena abbiamo iniziato a lavorare insieme si è subito innescato un senso di fiducia. Forse è reciproca ammirazione e anche il fatto che siamo molto diversi l'uno dall'altro, cosa che ha mantenuto il processo di lavoro sempre interessante e dinamico nel corso degli anni."

Il vostro metodo di lavorare è cambiato nel tempo?
"Credo che abbiamo progressivamente spostato i confini, sconfinando tra musica e immagine, nel corso del tempo. I due aspetti sono praticamente inseparabili ora.
Ci confrontiamo molto, prepariamo liste di idee e di possibili influenze, e si comincia sempre disegnando le cose, utilizzando una sorta di storyboard. Dal momento che gran parte della musica viene vista sullo schermo, il processo di fusione è anche molto collaborativo. Musicisti diventano personaggi del racconto, etc. Una volta che abbiamo un'idea della forma, iniziamo un lavoro intenso ma separatamente. Ognuno prosegue per conto proprio, ma con continui controlli sui nostri progressi paralleli. Quando viene il tempo delle riprese, poi, ci sorprendiamo a vicenda".

In River of Fundament ci sono parti suonate, cantante, improvvisate, e registrazioni di suoni: spari, rumori, suoni ancestrali. Si è proceduto vedendo le immagini o no?
"Per me è sempre stato più importante il processo creativo che porta alla composizione musicale, più importante quello che succede durante la creazione che l’atto finale. Ciò si traduce in qualcosa di più profondo della semplice aggiunta di suono a un'immagine esistente. Gran parte della musica è stata integrata dall'immagine, il processo creativo con musica è ora visibile sullo schermo".

Quanto tempo di lavoro c'è stato per River of Fundament?
"Ci sono voluti sette anni per iniziare a discutere e pianificare la prima 'performance'."

Ha letto la novella di Norman Mailer che lo ha ispirato?
"Qualcuno ha detto, a proposito di River of Fundament, che se si incontra qualcuno che dice che lo ha letto, sta mentendo! Le prime 100 pagine sono già un capolavoro e le ho lette più volte. E sì, credo di aver compreso il significato di tutto il libro, ad un certo punto".