"Effetti devastanti sul derby
Genoa-Sampdoria"
La procura di Cremona è a conoscenza di nuovi fatti relativi alla stracittadina genovese del maggio 2011. L'affermazione è stata fatta dal pm Di Martino durante l'interrogatorio di Milanetto, l'ex calciatore rossoblù arrestato due lunedì fa e ora ai domiciliari
CREMONA - Sembra allargarsi ancora lo scandalo scommesse: la procura di Cremona è infatti a conoscenze di fatti, riguardo al derby Genoa-Sampdoria dell'8 maggio 2011, "che avranno un effetto devastante". L'affermazione è contenuta in una domanda che il procuratore, Roberto di Martino, ha rivolto a Omar Milanetto nell'interrogatorio davanti al gip dopo l'arresto del calciatore ex rossoblù (in questa ultima stagione al Padova), ora agli arresti domiciliari. Di "pesanti ombre" sul derby Genoa-Samp aveva parlato anche il gip Salvini nell'ordinanza di scarcerazione dello stesso Milanetto.
Nell'interrogatorio, Milanetto ha raccontato di aver contattato il pregiudicato bosniaco Safet Altic perché intervenisse per calmare i tifosi genoani più sfegatati dopo quanto era accaduto nel derby Genoa-Sampdordia del maggio 2011. "Durante il derby Genoa-Sampdoria - ha messo Milanetto a verbale - poiché la tifoseria della gradinata nord c…
Nell'interrogatorio, Milanetto ha raccontato di aver contattato il pregiudicato bosniaco Safet Altic perché intervenisse per calmare i tifosi genoani più sfegatati dopo quanto era accaduto nel derby Genoa-Sampdordia del maggio 2011. "Durante il derby Genoa-Sampdoria - ha messo Milanetto a verbale - poiché la tifoseria della gradinata nord c…
CREMONA - Sembra allargarsi ancora lo scandalo scommesse: la procura di Cremona è infatti a conoscenze di fatti, riguardo al derby Genoa-Sampdoria dell'8 maggio 2011, "che avranno un effetto devastante". L'affermazione è contenuta in una domanda che il procuratore, Roberto di Martino, ha rivolto a Omar Milanetto nell'interrogatorio davanti al gip dopo l'arresto del calciatore ex rossoblù (in questa ultima stagione al Padova), ora agli arresti domiciliari. Di "pesanti ombre" sul derby Genoa-Samp aveva parlato anche il gip Salvini nell'ordinanza di scarcerazione dello stesso Milanetto.
Nell'interrogatorio, Milanetto ha raccontato di aver contattato il pregiudicato bosniaco Safet Altic perché intervenisse per calmare i tifosi genoani più sfegatati dopo quanto era accaduto nel derby Genoa-Sampdordia del maggio 2011. "Durante il derby Genoa-Sampdoria - ha messo Milanetto a verbale - poiché la tifoseria della gradinata nord ci contestava a gran voce, nel secondo tempo, di non giocare a sufficienza e con vigore, quando passammo in vantaggio al 96', su mio assist, esasperato mi rivolsi ai tifosi e inveii contro i tifosi dicendo anche 'bastardi'". "La telecamera mi riprese - ha proseguito Milanetto -. Mi trovai nei giorni successivi in difficoltà e chiesi anche scusa con un comunicato stampa, ma ciò sembrò non bastare. Telefonai quindi a Sergio, che conoscevo da anni come tifoso ma non esagitato, pregandolo di intervenire sull'area dei tifosi più agitati, per calmarli".
"In realtà, prima dell'ultima partita Genoa-Cesena, che seguì Lazio-Genoa, dovetti anche fare un'intervista televisiva, su richiesta di Leopizzi (Massimo, capo ultras indagato a Cremona, ndr), che mi telefonò continuando a chiedere conto del mio comportamento nei confronti dei tifosi. Conoscevo Sergio anche in quanto frequentava con altri tifosi il ristorante 'Edilio' con altri compagni insieme a Fabrizio, a Leopizzi e ad altri. Il soprannome di Fabrizio (un altro ultras, ndr) è 'Tombolone'".
Intanto Di Martino ha ascoltato anche i legali di Kaladze e quelli del portiere Gritti. In mattinata hanno fatto la loro apparizione gli avvocati Eduardo Maria Mariani e Marco Mariani che rappresentano il giocatore georgiano indagato nell'inchiesta Last Bet: negli atti è inserita una conversazione in cui sempre il bosniaco Safet Altic riferisce a un'altra persona che Kaladze doveva versargli 50mila euro per l'acquisto di 'porte'. Secondo la documentazione presentata dagli avvocati Kaladze era impegnato nella ristrutturazione di un albergo in Georgia. Kaladze in Georgia è sceso in campo per le prossime elezioni e secondo i legali l'inchiesta sul calcio scomesse sarebbe utlizzata strumentalmente per colpirlo. Per dimostrarlo a Di Martino sono stati consegnati diversi articoli di stampa apparsi in Georgia da cui emerge questa tesi. "Auspichiamo che questa vicenda si chiuda in tempi brevi con una richiesta di archiviazione" hanno spiegato. Successivamente, Di Martino ha interrogato l'ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti, già agli arresti domiciliari per il coinvolgimento nell'inchiesta Last Bet. Gritti aveva parlato di minacce ricevute di fronte al gip Guido Salvini. Secondo i legali, Gritti sarebbe stato usato come "cavallo di Troia per avere contatti" nel mondo dei calciatori avvicinabili per le scommesse e non avrebbe quindi avuto un ruolo nella combine.
Sulla vicenda scommesse si è espresso anche Igli Tare, che confida in un finale positivo per il capitano biancoceleste Mauri: "Quando abbiamo parlato con lui ci ha sempre assicurato la sua innocenza - ha spiegato il direttore sportivo della Lazio, - Abbiamo fiducia in lui cosi' come nella giustizia, a cui dobbiamo dare il tempo per fare il suo lavoro". Una battuta anche sulla possibile esclusione della squadra dall' Europa League: "Speriamo di no perche' ce la siamo meritata".
Nell'interrogatorio, Milanetto ha raccontato di aver contattato il pregiudicato bosniaco Safet Altic perché intervenisse per calmare i tifosi genoani più sfegatati dopo quanto era accaduto nel derby Genoa-Sampdordia del maggio 2011. "Durante il derby Genoa-Sampdoria - ha messo Milanetto a verbale - poiché la tifoseria della gradinata nord ci contestava a gran voce, nel secondo tempo, di non giocare a sufficienza e con vigore, quando passammo in vantaggio al 96', su mio assist, esasperato mi rivolsi ai tifosi e inveii contro i tifosi dicendo anche 'bastardi'". "La telecamera mi riprese - ha proseguito Milanetto -. Mi trovai nei giorni successivi in difficoltà e chiesi anche scusa con un comunicato stampa, ma ciò sembrò non bastare. Telefonai quindi a Sergio, che conoscevo da anni come tifoso ma non esagitato, pregandolo di intervenire sull'area dei tifosi più agitati, per calmarli".
"In realtà, prima dell'ultima partita Genoa-Cesena, che seguì Lazio-Genoa, dovetti anche fare un'intervista televisiva, su richiesta di Leopizzi (Massimo, capo ultras indagato a Cremona, ndr), che mi telefonò continuando a chiedere conto del mio comportamento nei confronti dei tifosi. Conoscevo Sergio anche in quanto frequentava con altri tifosi il ristorante 'Edilio' con altri compagni insieme a Fabrizio, a Leopizzi e ad altri. Il soprannome di Fabrizio (un altro ultras, ndr) è 'Tombolone'".
Intanto Di Martino ha ascoltato anche i legali di Kaladze e quelli del portiere Gritti. In mattinata hanno fatto la loro apparizione gli avvocati Eduardo Maria Mariani e Marco Mariani che rappresentano il giocatore georgiano indagato nell'inchiesta Last Bet: negli atti è inserita una conversazione in cui sempre il bosniaco Safet Altic riferisce a un'altra persona che Kaladze doveva versargli 50mila euro per l'acquisto di 'porte'. Secondo la documentazione presentata dagli avvocati Kaladze era impegnato nella ristrutturazione di un albergo in Georgia. Kaladze in Georgia è sceso in campo per le prossime elezioni e secondo i legali l'inchiesta sul calcio scomesse sarebbe utlizzata strumentalmente per colpirlo. Per dimostrarlo a Di Martino sono stati consegnati diversi articoli di stampa apparsi in Georgia da cui emerge questa tesi. "Auspichiamo che questa vicenda si chiuda in tempi brevi con una richiesta di archiviazione" hanno spiegato. Successivamente, Di Martino ha interrogato l'ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti, già agli arresti domiciliari per il coinvolgimento nell'inchiesta Last Bet. Gritti aveva parlato di minacce ricevute di fronte al gip Guido Salvini. Secondo i legali, Gritti sarebbe stato usato come "cavallo di Troia per avere contatti" nel mondo dei calciatori avvicinabili per le scommesse e non avrebbe quindi avuto un ruolo nella combine.
Sulla vicenda scommesse si è espresso anche Igli Tare, che confida in un finale positivo per il capitano biancoceleste Mauri: "Quando abbiamo parlato con lui ci ha sempre assicurato la sua innocenza - ha spiegato il direttore sportivo della Lazio, - Abbiamo fiducia in lui cosi' come nella giustizia, a cui dobbiamo dare il tempo per fare il suo lavoro". Una battuta anche sulla possibile esclusione della squadra dall' Europa League: "Speriamo di no perche' ce la siamo meritata".