Le pagelle di Bocca: grande Bonucci, difende e lancia Giaccherini
Buffon 7
Il suo Europeo, forse l’ultima grande manifestazione della sua carriera, comincia con un gran tuffo e palla deviata a mani aperte su un tiraccio forte e potente di Nainggolan. Come dire: ho 38 anni, ma non sono mica bollito. Anzi.
Barzagli 7
Alto grosso, squadrato, due spalle così. Il tipo – toscano di Fiesole pure raffinato e belloccio - da vicino invece spaventa eccome, e infatti Lukaku, Fellaini, Hazard che gli si presentano sotto, ripiegano timorosi, perdono palloni preziosi, che lui getta via lontano o anche distribuisce con una certa sapienza. Campione del mondo dieci anni fa, ma a 35 anni gli resta ancora da vincere qualcosa.
Bonucci 8
Il grintosissimo Leonardo Bonucci è ormai assai più di un difensore centrale, spazza area. Aspira a un ruolo che fu più o meno quello di Agostino Di Bartolomei, Franco Baresi, Gaetano Scirea. Ripulitore veloce di spazi intasati e palloni pericolosi, stangatore durissimo di gambe e teste volanti, si sta ormai costruendo un curriculum addirittura da regista. Ruolo da suddividere dunque con un De Rossi o un Thiago Motta. E’ suo il lancio preciso per Giaccherini. Insomma menare sì, ma non solo.
Chiellini 6,5
Per far capire l’aria che tira ad area tranquilla e vuota, prende uno spiovente e lo butta di piattone in curva. Senza paura e senza vergognarsi di nulla. La parola d’ordine è niente rischi inutili. Anche lui però ogni tanto trova praterie, comanda una difesa che un paio di volte si fa trovare – nel secondo tempo – pericolosamente sbilanciata in avanti. Per fortuna che Lukaku sbaglia tutto e magnanimamente ci fa la grazia.
Candreva 7,5
Devastante negli spazi vuoti sulla destra. Il nostro scavalla sulla destra avanti e indietro con una certa efficacia. E’ più o meno in quella fascia di campo dove trotterella anche Eden Hazard, e tutti ovviamente guardano il fantasista del Chelsea, mica la scavallante ala destra della Lazio. Che la cosa più preziosa la fa con l’assist del 2-0 per il gol di Pellé. E però è così, sotto gli occhi del presidente Claudio Lotito, arrivato fino a Lione a presenziare al rito, Candreva piega le mani aperte di Courtois, fa spiovere palloni pericolosi dentro l’area e alla fine trova il gol che merita.. Se davvero dovesse andare all’Inter, in una serata così Lotito ci avrà rimediato un paio di milioncini in più.
Parolo 6,5
Un altro parvenu della nazionale. Uno di quelli che ti fa dire: beh però dai, dove possiamo andare con una nazionale così? Ha avuto un inizio difficile, stentava a trovare la posizione giusta, correva un po’ dietro l’uno, un po’ l’altro. Poi ha trovato fiducia e ripagato la scelta di Conte. Anche lui della Lazio, Lotito (gongolante per ben due biancocelesti all’esordio azzurro di Lione) è andato via diviso tra la prospettiva di un buon affare e la paura di una richiesta di aumento.
De Rossi 7
Si è conquistato il posto risalendo una stagione maledetta, complicata. Finito in panchina nella Roma, finito fuori dalla nazionale. “Ho veramente avuto timore di non esserci” ha ammesso. Difensore aggiunto di centrocampo, molto essenziale, ha stretto insieme agli altri in una morsa, Fellaini, Witsel e Nainggolan che infatti al centro non sono quasi mai passati. Campione del mondo, fa parte dello zoccolo duro azzurro. Duro, parecchio duro.
Giaccherini 7,5
Giaccherini? Emanuele Giaccherini? Sì proprio lui, e chi se lo aspettava? Alla Juventus aveva fatto un paio di stagioni e qualche comparsata, sempre nell’ombra di chi contava più di lui. Eppure il giovanotto – a furia di sentirsi dire ragazzo è arrivato a 31 anni – ha i numeri, e taglia barcellonistica: 167 centimetri. I frugoletti sono terribili per i lunghi e infatti raccolto il lancio di Bonucci ha fatto fare ben magra figura al povero Alderweireld e messo dentro un gol troppo importante. L’Italia tutta ringrazia.
Darmian 6
Conte lo ha messo faccia a faccia con De Bruyne, uno degli uomini più difficili da contenere del Belgio. Ha rinunciato pertanto su quella fascia a un esterno un po’ più offensivo.Più avanti si ritrova Laurent Ciman, terzino del Montreal Impact, nonno veneto moglie sarda, che gli entra sugli stinchi. Territorio pericoloso.
Eder 6
Stampa subito una tacchettata sulla caviglia destra di Vermaelen, tanto per far capire che gol forse ne fa pochi, ma insomma non è che stia in campo per bellezza. Ha cercato pure il colpo di tacco quando è servito, ma intanto ha smazzato il lavoro di ordinaria amministrazione, rincorrendo i belgi fin dentro la nostra difesa. Prima di uscire, sostituito da Immobile, ha abbracciato Mertens che se ne stava andando col pallone. Ammonito, è uscito applaudendosi.
Pellé 7,5
Non sembrava fortunatissomo il povero Pellé, non riusciva proprio a metter dentro quel gol che tanto meritava. Tiri da lontano, colpi di testa, pedate sbucate chissà come dalla mischia in area. Ma il forte Courtois si è accanito su di lui e gli ha negato la gioia di un importante gol azzurro per novanta minuti. Accolto con un certo scetticismo, ha triplicato gli sforzi proprio per dimostrare che questo posto in azzurro non è regalato, ma ha una sua dignità. E infatti ha finalmente messo dentro il gol del 2-0: meritatissimo.
Il ct Antonio Conte 7,5
Arrivato al momento decisivo della sua breve ma intensa apparizione in azzurro. Volto scavato, accenno di barba, e un peso fortissimo dentro. Conte non si gioca tutto all’Europeo, ma quasi. Ha urlato, si è sbracciato, ha agitato braccia e mani, indicato buchi vuoti e corridoi in cui infilarsi. La sua nazionale è stata circondata di molto scetticismo, ma la preparazione psico-fisica è stata sicuramente buona. Ha tratto grande lezione dal brutto ko di otto mesi fa a Bruxelles col Belgio. La partita l’ha sicuramente vinta anche lui.
Arbitro Clattenburg 6,5
Accolto non benissimo e con qualche diffidenza per come aveva diretto la finale di Champions League tra Atletico e Real, ma pur sempre un signor fischietto e grande star della Premier League. Partita non difficile, squadre corrette, ammonizioni giuste, nessun caso su cui fare inutili polemiche.
De Sciglio 6,5
Entrato al posto di Darmian nel secondo tempo. Conte ha cercato di dare più freschezza e un po’ di fiato in più in una zona del campo delicatissima e dove c’era moltissimo da lavorare. Rimane molto indietro a proteggere conservare il risultato.
Immobile 7
Entrato al posto di Eder negli ultimi quindici minuti. Conte ha buttato dentro una punta più riposata nel tentativo di tenere il Belgio sempre occupato. Il ragazzo sgomita e corre alle spalle di Pellé, ripiegando su centrocampo e difesa. Poi a un certo punto gli si presenta l’occasione del contropiede, vola via, tira la stangata, ma c’è il solito Courtois. Impreca a testa bassa e torna a smazzare palloni. Fino a quando nell’azione successiva vola via in contropiede e mette in moto l’azione del 2-0. Decisivo.
Thiago Motta 6
E’ entrato nella ripresa al posto di un De Rossi affaticato. La storia del numero 10 sulle spalle non gli ha giovato, ma Conte e De Rossi stesso con cui pure era in concorrenza lo hanno difeso. Forse davvero troppo lento, ma per quindici/venti minuti può andare benissimo.
Lo stadio e il pubblico 8
Il nuovo stadio dell’Olympique Lyonnais è di quelli “verticali” dove la partita la vedi a picco e se sputi arrivi in testa ai giocatori (ma in Germania non lo fanno). Evidente e rumorosa la grandissima macchia rossa dei tifosi del Belgio che cantano pure più forte il “po poro po po”. Gli undicimila italiani hanno però fortemente sostenuto gli azzurri, e al gol del 2-0 lo stadio è letteralmente esploso. Grande spettacolo azzurro, gran finale con la canzone di Rino Gaetano: “Il cielo è sempre più blu”.