Francia 2016

Italia e Croazia le migliori, debuttanti da applausi. Ma la formula 'aspetta' le big

Il bilancio dopo la prima giornata. Pochi gol, tanto equilibrio e qualche grande che si è nascosta puntando ad entrare in forma più avanti. Galles, Ungheria e Islanda senza timore. Azzurri e slavi al top, da rivedere Germania, Spagna e Francia

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PARIGI - Non ci sono più le mezze stagioni e neanche le mezze squadrette, tant'è che le prime dodici partite dell'Euro 2016 (ieri sera si è completata la prima giornata) sono state tutte in bilico. Nessuno ha dominato nessuno. Tre gare sono finite con due gol di scarto (tutte e tre per 2-0), ma sono rimaste incerte fin quasi all'ultimo secondo: Germania e Italia hanno segnato il secondo gol a Ucraina e Belgio nei minuti di recupero, l'Ungheria ha raddoppiato con l'Austria poco prima del novantesimo. Le debuttanti hanno fatto un figurone: hanno vinto Galles e Ungheria, ha pareggiato l'Islanda (col Portogallo!), l'Albania non avrebbe meritato di perdere con la Svizzera. Da oggi sapremo se la variabili imponderabili del debutto (l'attesa, la pressione, l'emozione, il calcolo) hanno intorpidito le acque e assottigliato le differenze. Può essere: la formula del torneo, che permette di passare il turno a 16 squadre su 24, ha infuso spregiudicatezza alle più deboli, visto che per approdare agli ottavi può bastare una sola vittoria in tre gare e allora tanto vale provare a ottenerla subito (e una sconfitta dopo tutto non compromette niente), e limitato le big, che sanno che conterà essere in forma tra una decina di giorni e che la fase a gironi può essere affrontata, e superata, anche senza spendere il massimo. La morale della favola è che l'allargamento dell'Europeo a 24 squadre, voluto da Platini per un tornaconto politico più che per una convinzione democratica, si è rivelato una buona idea, visto che non abbiamo visto dilettanti allo sbaraglio né nazionali clamorosamente inferiori. Pensando anche a chi è rimasto a casa (Olanda, Slovenia, Danimarca, Serbia, Grecia, Bosnia), si può tranquillamente dire che in Europa ci sono una trentina di selezioni più o meno sullo stesso piano. Se si tratta di un livellamento verso l'alto o verso il basso, lo scopriremo in corso d'opera.

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Si è segnato poco (anche questa è una conseguenza dell'equilibrio), nessuno ha fatto una doppietta e ci sono due nazionali che hanno spiccato: la Croazia e l'Italia. Gli slavi hanno impressionato per la tecnica, gli azzurri per la tattica. Chi ha dato più spettacolo è stata l'Inghilterra, la quale ha presentato anche le soluzioni più innovative (Rooney a centrocampo, cinque calciatori offensivi in formazione, il centravanti Kane che batte i corner) e il gioco più sbarazzino, ma s'è fatta infinocchiare dalla Russia al 90'. Germania e Spagna hanno fatto il minimo indispensabile (sono loro che hanno programmato di crescere nel tempo?), la Francia qualcosa in più ma senza entusiasmare., anche se è stata quella palesemente più condizionata dall'attesa dei tifosi. La delusione è stato il Belgio. Subito a ruota, l'Austria.

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A livello individuale, il giocatore migliore è stato Modric. Poi Payet (la rivelazione, per chi non lo ha seguito nel West Ham) e quindi Bonucci. Le delusioni? Pogba e De Bruyne, ma hanno praticamente fallito anche tutti i centravanti più attesi: Lukaku, Kane, Morata, Lewandowski, Goetze. Dei tre "one mane band", due hanno funzionato (Bale e Ibrahimovic) e uno no (Ronaldo). Ma è passata una sola giornata, lo scrutinio sta appena albeggiando. Da oggi vedremo se arriveranno smentite o conferme.