Le pagelle di Bocca: si salva solo Zaza
Sirigu 5
Pur essendo il secondo ufficiale di Buffon, ogni tanto il portiere titolare gli lascia un po’ di spazio e lo fa uscire dalla panchina. In questa maniera il secondo portiere non ammuffisce e resta in tensione. La nazionale quest’anno gli ha dato addirittura più spazio del Psg, dove ormai è la riserva di Trapp. E infatti probabilmente se ne andrà. Non ha con la difesa la stessa intesa che ha Buffon, a volte esce di pugno e altre a farfalle. Buffon spesso rimane con i guanti intonsi, lui invece si deve dare da fare e sente i brividi sulla schiena. Fino a quando la difesa si apre sul gol di Brady e lui non ci può fare nulla.
Barzagli 5
Conte non ha voluto sguarnire del tutto la difesa e dunque ha scelto di mantenerne i due terzi. Barzagli ha classe, determinazione, esperienza. Ma è anche una macchina delicata, quasi una porcellana. Conte ha scelto di farlo giocare in quanto ha penuria di marcatori centrali e non ha voluto adattare difensori esterni (vedi Darmian). Sulla sua fascia si infilano spesso i dribblatori McLean e Hendrick che lui marca con regolarità e qualche volta pure sgambettando. L’arbitro gli risparmia benevolmente un giallo su un fallaccio, poi non può proprio fare a meno di sventolarglielo sotto il naso quando tiene l’avversario per la maglia.
Bonucci 5
Un altro rischio corso dal ct, Bonucci ha giocato da ammonito, e dunque ha dovuto forzatamente tirare il freno a mano. Però è anche vero che tutti gli incastri non possono riuscire e qualche rischio bisogna pur correrlo. Sulla carta non c’è paragone tra e Murphy e Long, e Silva, Morata e Nolito. L’intenzione era tenersi caldo, in una serata afosa, e piena di irlandesi che cercavano di infilarsi dappertutto. Alla fine il perfido Brady si infila proprio tra lui e Barzagli. Come dire, qui cento occhi non bastano. E dopo quattro partite a zero gol subiti arriva la doccia fredda.
Ogbonna 5,5
Solo delle brevi e rapide apparizioni azzurre. Con Conte finora aveva giocato solo pochi minuti entrando come sostituto nella partita di Malta e in quella di Verona contro la Finlandia nell’immediata vigilia dell’Europeo. Esordio dunque da titolare, nella stessa posizione di Chiellini. Non ne ha ovviamente la stessa esperienza e nemmeno la stessa caratura. Tra lui e De Sciglio ogni tanto devono chiudere alla meno peggio. E il centravanti Long va a marcarlo fino al centrocampo mettendogli un ginocchio all’altezza della faccia. Un po’ di benevolenza perché non fa parte della difesa titolare.
Bernardeschi 5
Molto giovane per avere una lunga esperienza azzurra alle spalle. Conte lo apprezza per le qualità individuali e per il dribbling, che deve portare superiorità e deve essere sempre finalizzato al gioco di squadra. Comincia proprio sotto il naso di Conte che lo tormenta di ordini. Comincia timidamente e si fa anche calpestare dagli irlandesi che vanno al sodo, poi si mette a suo agio e comincia a restituire il favore. Retrocede parecchio fino a fondo campo, ma in avanti non ci va quasi mai e alcune iniziative sono anche un po’ fuori registro.
Sturaro 5
Fino a due mesi fa per lui la nazionale quasi non esisteva. Poi il ct ha deciso di puntarci, di aumentare la quota di bianconero nella nazionale, ed eccolo dunque addirittura titolare. Non è facile inventarsi un centrocampo nuovo così su due piedi. Gli mancano i riferimenti e le misure, e finisce per rinculare forse un po’ troppo insieme agli altri. Senza contare che gli tocca spesso rincorrere o incrociarsi con Hendrick, il migliore degli irlandesi.
Thiago Motta 5
L’uomo della staffetta programmata, dei 15/20 minuti finali al posto di De Rossi. Stavolta diventa titolare e si trova il centrocampo in mano. La partita però è alquanto strana, lui non è certo uno che mette furore al gioco, e non essendoci gente intorno che corre e scatta non può nemmeno lanciare e fare da metronomo. Però nel secondo tempo ha anche delle accelerazioni sorprendenti e una riserva di fiato che non diresti. De Rossi riprenderà regolarmente il suo posto.
Florenzi 5
La prima partita, quella col Belgio, in panchina per aver saltato un paio di allenamenti causa paternità sopraggiunta e viaggio a Roma. Seconda partita buona contro la Svezia da esterno sinistro. La terza invece da interno sinistro tra Thiago Motta e De Scoglio. Sinceramente sembra assai più efficace sull’esterno del campo, dove può correre liberamente. Al centro rincorre gli avversari e basta e sembra sinceramente frastornato
De Sciglio 5,5
Zona delicata del campo, quella della fascia sinistra. Alla prima partita ci ha giocato Darmian, alla seconda Florenzi, alla terza De Sciglio. Non si capisce ancora bene se lì ci debba stare un difensore, o piuttosto uno che sappia sia attaccare che difendere. E’ probabile che contro la Spagna lì ci torni Florenzi, ma non è così sicuro. Comunque un bel cross al millimetro per il tiro al volo di Zaza lo ha fatto.
Zaza 6,5
Quando è entrato con Svezia ha dato subito una scossa all’Italia e servito l’assist per il gol di Eder. E’ un ottimo giocatore, ma le panchine continue, con la Juve e con la nazionale, non gli giovano. Ci mette parecchio a carburare, anche perché la nazionale non si distende quasi mai davanti. Però quel tiro al volo di sinistro su assist di De Sciglio è la cosa migliore che ha fatto l’Italia. Come nella Juve però rischia di rimanere sempre la terza scelta, e forse qualcosa di più meriterebbe.
Immobile 5
La sua forza è nel contropiede, contro il Belgio, quando era entrato al posto di Eder, aveva dato dinamismo e impegnato seriamente il portiere. La difesa irlandese lo affronta energicamente e lo tiene lontano dall’area. Lui ci prova con dei tiri flosci che non fanno male e sostanzialmente non riesce né a entrare in partita né a colpire come avrebbe potuto.
Darmian 5,5
Entra al posto di Bernardeschi, in configurazione terzino. Così che la difesa diventi ancora più compatta, spera Conte. La freschezza fa una certa differenza e si mette a correre dietro a ogni pallone. Contro il Belgio aveva sofferto De Bruyne, poi quando il ritmo finale si alza la partita diventa confusionario e la rete della difesa si allarga, senza che lui possa farci nulla.
Insigne 6,5
La lunga attesa. Sembrava proprio che un po’ di spazio per lui in questa nazionale non ci fosse, e invece anche a lui un quarto d’ora canonico di celebrità al posto del fiacco Immobile. E se lo gioca tutto il ragazzo del Napoli, unico rappresentante della squadra seconda in classifica, con la spavalderia che lo contraddistingue tentando subito un gol alla Eder: prende la palla, si accentra, se ne lascia dietro un paio, e appena trova il buco, tira fuori un tiro di destro che coglie però la base del palo. Insomma almeno mette un po’ di pepe in una partita che non sa di nulla
El Shaarawy 5,5
Scongelato anche lui. Capita che aria tira anche lui al primo pallone che gli capita tenta di andare in gol. I giovani cercano di afferrare l’occasione di dimostrare al ct che ci sono anche loro. Ma le possibilità di cambiare certe gerarchie con Conte sono veramente poche.
Il ct Antonio Conte 5
Ha scelto giustamente la soluzione del turn over quasi totale, otto cambi. Sirigu per Buffon, Ogbonna per Chiellini, Bernardeschi per Candreva, Sturaro per Giaccherini, Thiago Motta per De Rossi, De Sciglio per Giaccherini con uno scambio di posto di Florenzi, Zaza per Pellé, Immobile per Eder. Sono poi entrati Darmian, Insigne ed El Shaarawy, così che adesso c’è rimasto solo il terzo portiere. Una squadra inventata su due piedi ha fatto fatica contro la motivazione dell’Irlanda. E lo stesso Conte, a dir la verità, ci aveva avvertiti. Gli si può solo chiedere conto del poco furore delle riserve, ma insomma ci sta.
Arbitro Hategan 6
Gli irlandesi lo hanno coperto di fischi convinti che li abbia maltrattati, soprattutto quando Bernardeschi ha messo giù McLean in area, col classico colpo d’anca che ti fa capitombolare in corsa. Per il resto poche altre recriminazioni.
Lo stadio 7
Lo stadio Paul Mauroix, grande e imponente, con il tetto chiuso, non si capisce perché visto che non pioveva. Effetto serra dunque, caldo afoso e perfino un’insopportabile nebbiolina di fiato umano dei 30 mila spettatori. Prato spelacchiato, marroncino e pieno di buche. Una grossa macchia verde, gli irlandesi sono più vistosi, rumorosi, allegri: anche a causa della birra che scorre a fiumi a Lille e si vende persino assurdamente dentro lo stadio. Si vede un po’ più di azzurro, ma non la macchia intensa di maglie della nazionale che voleva Conte. Sarà per la prossima volta a Parigi. Anzi alla fine l’aspetto più bello è tutto quel verde e quell’azzurro mischiato. Gli italiani impazziscono per Insigne, gli irlandesi esplodono di gioia per la qualificazione.