MADRID - Quella contro la Croazia, per la Spagna, non è stata solo una semplice sconfitta, la prima di Francia 2016. Il 2 a 1 di Bordeaux, oltre a mostrare alcuni dei limiti del gruppo guidato da Vicente Del Bosque, ha aperto scenari che nessuno, al di qua dei Pirenei, avrebbe voluto affrontare. In soli 90 minuti si è passati dal sogno di essere la prima squadra a punteggio pieno e a reti involate del torneo, all'incubo di cadere, come ha ironicamente scritto il quotidiano Marca, "nel lato oscuro del tabellone".
ITALIA, GERMANIA, FRANCIA - Se solo la Spagna avesse pareggiato con i croati si sarebbe classificata prima del gruppo D, il che avrebbe posto le "Furie Rosse" dal lato del tabellone degli ottavi in cui i possibili avversari per arrivare alla finale sarebbero stati Slovacchia, Svezia, Austria o Islanda (a seconda dei risultati delle prossime partite), per poi vedersela con Svizzera o Polonia nei quarti e si può immaginare Portogallo o Ungheria in semifinale. Ora, come detto, lo scenario cambia radicalmente. Lunedì c'è l'Italia, se Morata e compagni dovessero buttarci fuori dal torneo ai quarti più che probabilmente li aspetterà la Germania, e se tutto andasse come spera Del Bosque, in semifinale sarà la volta di Francia o Inghilterra. Come ha ribadito Sergio Ramos a fine partita "per vincere un Europeo bisogna battere i migliori". Certo, ma quella quella che attende la Spagna non si può certo definire una passeggiata di salute, come ha ammesso lo stesso tecnico dei campioni in carica: "La strada non sembra essere la migliore, ma a volte non si sa dove si nasconde il pericolo".
"PERCORSO INFERNALE" - In Spagna sanno bene che l'1-2 subito dai croati va ben al di là del semplice "Partido malo" che in ogni torneo prima o poi può capitare. Le testate sportive spagnole, infatti, più che commentare gli aspetti negativi della partita, che per Marca per altro è stata "Una sconfitta meritata con due gol evitabili, un rigore regalato... e sbagliato", il quotidiano catalano Sport parla senza mezzi termini di "Percorso infernale fino alla Finale"; Mundo Deportivo gioca con il suffisso slavo della maggior parte dei giocatori croati titolando "Tremendic"; Marca avvisa la tifoseria che "arrivano le curve", che si trattino di curve pericolose è sottointeso; AS, con una foto a tutta pagina del rigore sbagliato da Sergio Ramos, indica che "C'era quasi!" ma riconosce che "La sconfitta manda la Spagna dal lato difficile del tabellone".
PORTAFORTUNA ITALIA - Cercando di guardare le cose sempre dal lato positivo, comunque, gli spagnoli possono sperare nel loro particolare portafortuna, quando si parla di Europeo: l'Italia. La storia vincente delle "Furie Rosse" per molti infatti è iniziata con l'eliminazione dell'Italia ai rigori nei quarti di finale del 2008, vittoria che aprì le porte al primo successo continentale della Spagna; e se da noi si pensa alla rivincita della finale di quattro anni fa, a Madrid preferiscono ricordarsi come sembrò facile vincere il secondo titolo continentalecontro un avversario che non si dimostrò all'altezza. La Nazionale di Conte, però, nel bene o nel male, non è quella di Prandelli, e come si suole ripetere qui "L'Italia è sempre l'Italia" (senza dimenticare di aggiungere la parola "catenaccio" alla fine della frase). Seguendo la partita della Spagna alla televisione poco prima del gol della Croazia il telecronista commentava "Sono sicuro che gli italiani sperano che i croati non segnino, perché doverci affrontare non piace a nessuno." Forse il telecronista non conosce bene il carattere degli uomini di Antonio Conte; forse non sa che sono in molti che aspettano di vendicare lo 0-4 di Kiev; o forse, semplicemente, adesso è la Spagna che comincia ad avere paura.
ITALIA, GERMANIA, FRANCIA - Se solo la Spagna avesse pareggiato con i croati si sarebbe classificata prima del gruppo D, il che avrebbe posto le "Furie Rosse" dal lato del tabellone degli ottavi in cui i possibili avversari per arrivare alla finale sarebbero stati Slovacchia, Svezia, Austria o Islanda (a seconda dei risultati delle prossime partite), per poi vedersela con Svizzera o Polonia nei quarti e si può immaginare Portogallo o Ungheria in semifinale. Ora, come detto, lo scenario cambia radicalmente. Lunedì c'è l'Italia, se Morata e compagni dovessero buttarci fuori dal torneo ai quarti più che probabilmente li aspetterà la Germania, e se tutto andasse come spera Del Bosque, in semifinale sarà la volta di Francia o Inghilterra. Come ha ribadito Sergio Ramos a fine partita "per vincere un Europeo bisogna battere i migliori". Certo, ma quella quella che attende la Spagna non si può certo definire una passeggiata di salute, come ha ammesso lo stesso tecnico dei campioni in carica: "La strada non sembra essere la migliore, ma a volte non si sa dove si nasconde il pericolo".
"PERCORSO INFERNALE" - In Spagna sanno bene che l'1-2 subito dai croati va ben al di là del semplice "Partido malo" che in ogni torneo prima o poi può capitare. Le testate sportive spagnole, infatti, più che commentare gli aspetti negativi della partita, che per Marca per altro è stata "Una sconfitta meritata con due gol evitabili, un rigore regalato... e sbagliato", il quotidiano catalano Sport parla senza mezzi termini di "Percorso infernale fino alla Finale"; Mundo Deportivo gioca con il suffisso slavo della maggior parte dei giocatori croati titolando "Tremendic"; Marca avvisa la tifoseria che "arrivano le curve", che si trattino di curve pericolose è sottointeso; AS, con una foto a tutta pagina del rigore sbagliato da Sergio Ramos, indica che "C'era quasi!" ma riconosce che "La sconfitta manda la Spagna dal lato difficile del tabellone".
PORTAFORTUNA ITALIA - Cercando di guardare le cose sempre dal lato positivo, comunque, gli spagnoli possono sperare nel loro particolare portafortuna, quando si parla di Europeo: l'Italia. La storia vincente delle "Furie Rosse" per molti infatti è iniziata con l'eliminazione dell'Italia ai rigori nei quarti di finale del 2008, vittoria che aprì le porte al primo successo continentale della Spagna; e se da noi si pensa alla rivincita della finale di quattro anni fa, a Madrid preferiscono ricordarsi come sembrò facile vincere il secondo titolo continentalecontro un avversario che non si dimostrò all'altezza. La Nazionale di Conte, però, nel bene o nel male, non è quella di Prandelli, e come si suole ripetere qui "L'Italia è sempre l'Italia" (senza dimenticare di aggiungere la parola "catenaccio" alla fine della frase). Seguendo la partita della Spagna alla televisione poco prima del gol della Croazia il telecronista commentava "Sono sicuro che gli italiani sperano che i croati non segnino, perché doverci affrontare non piace a nessuno." Forse il telecronista non conosce bene il carattere degli uomini di Antonio Conte; forse non sa che sono in molti che aspettano di vendicare lo 0-4 di Kiev; o forse, semplicemente, adesso è la Spagna che comincia ad avere paura.