Le pagelle di Bocca: Conte fuoriclasse, Pellè il migliore
Buffon 7
La prima cosa difficile, ma tutto sommato abbastanza ordinaria, è stata una deviazione a guanti aperti su tiro di Iniesta e un’altra subito dopo su tiro di Piqué ma nel secondo tempo. Il portierone azzurro infonde calma, tranquillizza, dà sicurezza. Nel primo tempo si mantiene caldo con qualche intervento ordinario, e quando la Spagna alza il ritmo comunque lui c’è, anche su Piqué proprio in tuffo sul finale, con le sue manone rassicuranti alla Gianni Morandi.
Barzagli 7
Il bell’Andrea ha un profilo pulp che non si direbbe. Aveva detto con calma ma anche molta crudezza “La bestia nera Spagna va ammazzata, in campo non ho amici. Morata sa che se passa da me e da Giorgio prende due scarpate”. E infatti più o meno così è andata. Morata è stato innocuo come tutto il resto dell’attacco spagnolo. Lui è uscito dal campo con la solita eleganza, camminando orgoglioso a petto in fuori.
Bonucci 7
Urla, stringe, compatta la difesa, dialoga con De Rossi davanti a lui, tiene la linea dei difensori ben chiusa su Morata & C. L’attaccante spagnolo che ha dato già l’addio alla Juventus ha sbattuto sul muro della sua stessa Juve, ed è stato sostanzialmente annullato. Non è stata una partita particolarmente difficile per lui, tutto sommato ha ottenuto il massimo col minimo sforzo. Segno di grandezza.
Chiellini 7,5
E’ l’uomo del gol che non t’aspetti, della svettata di testa in area avversaria, o come in questo caso quello che gli spagnoli vanno nel pallone e si scordano di marcare. E così lui col piattone, dopo la punizione rimediata da Pellé, tirata da Eder, deviata da De Gea corretta e ripassata da Giaccherini alla fine la butta dentro brutalmente. “Avevamo dentro qualcosa in più” ha detto alla fine, la Spagna insomma ha fatto triplicare le energie. E aveva anche detto: “Non siamo fenomeni né pippe”. Beh, no dai “pippe” non lo aveva detto nessuno. Forse pensato…
Florenzi 6,5
Spostato all’ala destra causa infortunio di Candreva, ma almeno inizialmente gioca più che altro da terzino assai basso. Va avanti molto prudentemente, anche con qualche paura, incrociando Nolito, Iniesta, Jordi Alba. Tiene il campo con un po’ di timidezza ma comunque lo tiene, fino a quando Conte non decide di sostituirlo con Damian per fare maggior argine alle folate degli spagnoli.
Parolo 6,5
Il classico portatore d’acqua che sta lì a raccogliere i palloni sporchi, a mettere le scarpe dove capita, e se serve alza pure i gomiti in faccia a qualcuno. E così l’arbitro lo invita ad andarci calmo. Nessuno della Spagna se ne cura e arriva indisturbato a colpire di testa in area, ma finisce fuori. Portatore d’acqua, gregario, uno di quelli di cui non ti accorgi, ma che quando ti giri ci sono e ti danno sempre una mano.
De Rossi 6,5
Poco più di un tempo lì in mezzo, ad asfissiare il gioco degli spagnoli. Prende il pallone, rallenta il gioco, lo addormenta, spezza le trame di Iniesta , Busquets e Fabregas, ricuce, ricomincia. Prende pure un pestone tacchettato da Nolito, che per questo prende l’ammonizione. C’è poi il mistero della solita sostituzione, stavolta pure molto presto, con Thiago Motta: è la riedizione della staffetta in chiave Conte. De Rossi aveva già detto che questi cambi sono tecnici, che lui sta benissimo e comunque li accetta Aveva detto anche: “Vengo giudicato da chi non distingue un pallone da una noce di cocco”. Ma ora è un altro De Rossi. E in ogni caso per il momento ha ragione lui.
Giaccherini 7,5
E come un prosecco bello freddo all’ happy hour. La rovesciata alla Giaccherini (a gioco fermo però) ispirata a quella di Shaqiri, ma un po’ meno perfetta, terminata sulla base del palo, e per la cronache addirittura inesistente, è in realtà l’annuncio che il ragazzo è brillante e va giù che è un piacere. E infatti è lui che sul rimpallo di De Gea, nell’occasione della punizione-gol, col piede a “scavetto” dà la palla a Chiellini per il vantaggio. L’ultimo degli azzurri - ha il numero 23 -, già in gol contro il Belgio, ci mette sempre la firma. Non ha fatto gol ma è la grande sorpresa di questa Italia. E chi se lo sarebbe mai aspettato un Giaccherini così? Giac-che-ri-ni!
De Sciglio 7
A sinistra al posto di Florenzi spostato di lato per forza maggiore. Si ritrova nella mischia, con Silva e Fabregas che affondano spesso proprio da quella parte. Un paio di interventi sono subito buoni e lo mettono a suo agio, ma deve darci dentro e dunque prende presto il giallo. La linea dei difensori è spesso a cinque e scende compatta sugli affondi invero abbastanza innocui di Silva, Morata e Nolito, o Aduriz e Vazquez poi. Arrivato in azzurro abbastanza trascurato, intrufolatosi tra le seconde linee, si scopre adesso che De Sciglio è il marcatore di fascia indispensabile. All’Italia e al gioco all’italiana.
Eder 7
Impantanato sul terreno fradicio e scivoloso, fatica a stare in piedi e a scattare al momento giusto. Però rimedia i falli degli spagnoli (clamorosa ma non vista una gomitata nelle costole da Piqué nel secondo tempo) e sui contropiede è comunque sempre pronto a lanciarsi dentro la difesa spagnola, quasi sempre troppo alta. E’ lui che con la sua punizione piega le mani a De Gea, e da lì nasce tutto. Gli capita in contropiede una straordinaria palla per il 2-0 ma ancora una volta la tira addosso a De Gea. E questo purtroppo è un brutto errore, che l’Italia avrebbe anche potuto pagare molto caro. Ma per fortuna ci gira bene e il voto resta comunque alto. Insomma quel che si dice un bel motorino. Ah, irriconoscibile rispetto al cugino che gioca nell’Inter.
Pellé 8
Diciamo la verità, nessuno avrebbe puntato un euro su Pellé. E invece eccolo qui che chiude le partite, mette definitivamente al tappeto gli avversari. Riceve la palla da Darmian da destra e la sbatte dentro per lo sbigottimento degli spagnoli, in ginocchio. Bello, pettinatissimo e brillantinato come sempre, anche quando di testa colpisce uno splendido pallone svolazzante, sollevandosi su Ramos, ma facendosi parare il pallone da De Gea in tuffo allungandosi con la mano sinistra. Ha rimediato pure da Ramos una bellissima e preziosa scarpata sulle caviglie da dietro, che frutta il fallo per il vantaggio di Chiellini. Siamo tutti Pellè!
Thiago Motta 6,5
E’ l’uomo della staffetta con De Rossi. Ma stavolta entra addirittura all’inizio del secondo tempo, quando forse De Rossi nemmeno se lo aspetta. Sembra quasi che l’intenzione di Conte sia quella di controllare la partita, di addormentarla, di darle una geometria, per farsi travolgere da un’eventuale sarabanda della Spagna. Prende un cartellino giallo, per cui con la Germania non ci sarà. Elegante, compassato, insomma bisogna cercare in giro aggettivi per non dire lento. In una partita come questa è proibito dirlo.
Insigne 7
Quando entra nell’ultima manciata di minuti al posto di Eder il pubblico italiano si scalda subito è scandisce forte il suo nome: “Lorenzooo Insigneee!” E’ la variabile impazzita, il pizzico di follia per rendere ancor più batticuore un finale pieno di tensione. Si fa prendere dall’euforia e ritenta subito una mossa come quella della partita con l’Irlanda. Ma è un po’ affrettato e si capisce che il pallone gli scotta tra i piedi. Sbilanciata e scoperchiata la Spagna è lui comunque che innesca la mossa del 2-0. Conte lo ha abbracciato prima di entrare: vai ragazzo, vai.
Darmian 7
Basta adesso si chiude, gli ultimi minuti sono affidati a un altro terzino vero che entra e sostituisce Florenzi. Bisogna contenere la Spagna. Ma fa anche di più. Approfittando dello sbilanciamento dell’avversario affonda dritto, prende palla da Insigne, capisce cosa sta succedendo e serve rapido e preciso la palla per il 2-0 di Pellé. Il contributo è importante anche da parte di chi non ha un nome da copertina.
L’allenatore Antonio Conte 8
Aveva detto “serve andare oltre alla ragione”. E infatti ha avuto ragione. Su tutto. Non ha stravolto il gioco della Nazionale, ha puntato preciso su una squadra dopo averla risparmiata e fatta riposare con l’Irlanda. Il suo gioco contro quello della Spagna. Il suo 3-5-2 è una scommessa, la proposta di una versione moderna del gioco all’italiana, difensivo, ma veloce, contropiedista, verticale, che punta al cuore dell’avversario. E infatti i suoi contropiede hanno spesso fatto male alla Spagna, e i gol di Chiellini e Pellé gli hanno regalato una vittoria che lo ha fatto andar fuori di testa dalla gioia. Gli ha abbracciati tutti, alla sua maniera. Muy caliente, dicono gli spagnoli.
L’arbitro Cakir 6
Internazionale da 15 anni, il turco Cakir è nome conosciuto, ma approdato a questo ottavo di Parigi come arbitro non proprio favorevole a Conte (come Clattenburg e Kassai…), per il fatto di aver diretto la partita d’andata di quel Benfica-Juve 2-1, che poi significò la strada chiusa per la finale dell’Euroleague 2014. Qualche discussione c’è stata, qualche cartellino ma tutto sommato nessun caso.
Lo stadio e il pubblico 9
Lo Stade de France ha accolto i tifosi italiani e spagnoli con una lunga, prolungata e fittissima pioggia, trasformatasi in temporale a inizio partita. Come sempre la macchia rossa e gialla degli spagnoli è più compatta e si nota di più, ma c’è anche un intero settore di maglie azzurre, che canta e accompagna entusiasticamente gli azzurri. La grande festa comincia con Jovanotti: “Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi”. E finisce con Vasco Rossi: “Ma dove vai, ma dove vai, tanto oramai sei mia, faccio così passo di lì ti prendo e ti porto via”. La Spagna, la vittoria, la Germania, insomma quella roba via. Si esce dallo stadio e ci si butta dentro Parigi cantando a squarciagola.