Le pagelle di Bocca: orgogliosi e testardi, tutti promossi
Buffon 7
In completo rosso fuoco, e del resto non può essere una partita come le altre, praticamente in smoking. Con Manuel Neuer quasi una sfida a distanza. Lui 38 anni, il tedesco 30. Ha più da fare, almeno inizialmente, del rivale. Para una palla pericolosa a Muller, ma ha pure qualche momento di incertezza. I tedeschi ci risparmiano in un paio di occasioni con dei tiri sbilenchi, ma in linea di massima la difesa per almeno un’ora lo protegge bene. Poi gli errori e le slabbrature rendono tutto più difficile. Con grande istinto però ferma il tacco di Gomez (ma sarebbe meglio dire il tocco di Chiellini) Nper il 2-0. Prima dei rigori Conte è andato a stringergli la faccia tra le mani. Ha fatto una gran parata sul rigore di Muller, non poteva fare di più.
Barzagli 7
Gli altri difensori li noti molto di più sul corpo a corpo, lui ha un’eleganza differente. Solitamente gioca sull’anticipo e gli riesce molto bene così con Gomez e Muller non deve fare troppo a gomitate. Li disinnesca da lontano, interviene prima di testa o di piede. Gioca danzando sulle sue scarpe verdi evidenziatore. Segna anche con grande entusiasmo il suo rigore.
Bonucci 7
Da grande regista difensivo si era ipotizzato a un certo punto che potesse essere trasferito 15-20 metri più avanti al posto di De Rossi. Ma era solo una suggestione, una fantasia. In realtà da quel posto lì non si potrà togliere mai, gestisce, organizza, dà tranquillità, rallenta e velocizza il gioco a seconda. E’ una partita più difficile delle altre, Muller e Gomez si presentano spesso a chiedere il conto ma tutto sommato impegnano Buffon solo raramente. Poi però gli capita di sporcare solo quel pallone che filtra in area e su cui si butta Ozil per la rete del vantaggio. Pareggia il conto tirando un rigore perfetto con tanto di momentaneo stop e finta. Ma non riesce a replicarlo nella serie dei rigori finali, peccato.
Chiellini 7
Il primo intervento serio lo fa su Khedira suo compagno di Juventus. Che ne esce malconcio e si fa sostituire da Schweinsteiger. Prende particolarmente l’ex fiorentino Mario Gomez, che sembra effettivamente ritrovato, ricucinato dall’esperienza in Turchia, e dunque pericoloso. Sul pareggio per il mani di Boateng in area è lui a saltargli vicino cercando di prendere il pallone di testa, ma quello la prende col braccio. Insomma un po’ di merito è suo. Il suo Europeo finisce un po’ prima degli altri, lasciando il posto a Zaza per i rigori.
Florenzi 6
Non arriva a prendere quel pallone che gli passa troppo veloce e distante davanti alle gambe, con la porta di Neuer scoperta. La cosa migliore la fa in fase difensiva quando col tacco toglie dalla porta una palla di Gomez che rischia di finire in rete. Ma non riesce a fermare Gomez sulla fascia prima che metta in moto l’azione dell’1-0 di Ozil. E gli succede, forse, perché nella realtà non è un terzino, e gli mancano certe rudezze. Però si butta dentro le azioni col cuore, d’istinto anche senza pensarci. A un certo punto ha un guizzo alla Conti o alla Garrincha e fa persino un cross in rovesciata. Esce stremato lasciando il posto a Darmian e dando il cinque a Conte.
Sturaro 6,5
All’improvviso nel cuore dell’Italia. Entrato nella lista dei 23 azzurri con un certo scetticismo e non senza qualche polemica per la scelta di Conte, che ha preferito lo juventino al napoletano Jorginho. Tempo un quarto d’ora e c’è già un allarme, corre alla panchina a consultare il medico Castellani che allarga le braccia: “Pure lui!” deve aver pensato. Ma con un po’ di ghiaccio sulla gamba se la cava. Poi si mette lì e comincia a lavorarsi il centrocampo della Germania, senza voler strafare, senza eccessi, semplicemente correndo. Però un’ammonizione da Kassai la rimedia. Dall’ombra alla luce, una bella storia.
Parolo 7
Si trova al centro del gioco nella posizione che fu di Pirlo e raccolta ora da De Rossi. Non sembra che il compito gli pesi particolarmente, anche se è un giocatore molto diverso da De Rossi, meno fisico, quasi più elegante. I tedeschi tengono il campo, ma non martellano, devono spesso passare per vie laterali. Si dà comunque un gran da fare, e rischia anche il dovuto negli interventi soprattutto difensivi. Dato il compito, piuttosto difficile e anche abbastanza improvvisato, deve essere giudicato promosso.
Giaccherini 7
Fa filare un bellissimo pallone davanti alla porta di Neuer assolutamente scoperta, ma nessuno ci arriva. Il suo Europeo è tutto un correre avanti e indietro cercando corridoi, spazi, rincorrendo avversari. E’ un giocatore di grande cuore e di grande volontà, merito di Conte averlo rilanciato in questa maniera.
De Sciglio 6,5
Quando avanza lo prende Kimmich, quando arretra se la deve vedere con Scweinsteiger (un po’ ingrassato e con qualche capello bianco), Muller e altri ancora. In qualche occasione perde di lucidità e fa anche degli errori banali. Il suo è un compito difficile, gli esterni affondano, incidono parecchio, anche se non concludono molto a rete. Lui tiene botta e realizza anche il suo rigore nella serie finale.
Eder 6,5
Prende una gomitata da Boateng e va all’angolo come un pugile a farsi fermare il sangue che esce dal naso. Gli tocca più un lavoro di contenimento che di attacco. Lavora alle spalle di Pellè e se la vede spesso spalla a spalla con Kroos. Non riesce però quasi mai ad arrivare al tiro, ma è una partita complicatissima, e non gli si possono chiedere miracoli.
Pellè 7
Retrocede, va a cercarsi i palloni e gli spazi come un cane da tartufi, cerca di fare da sponda a centrocampo con Giaccherini, Parolo o Sturato. Ma è anche molto nervoso perché si ritrova Hummels attaccato alla caviglie. Ci mette dentro la sua solita generosità, si batte, ma non riesce a trovare il varco giusto, l’occasione. E quando l’occasione arriva gli esce fuori un destro sbilenco che se ben calciato avrebbe potuto essere il 2-1. Da una pedata a Boateng sulla caviglia. Presa l’ammonizione che lo tiene fuori si butta ancor più dentro la partita, cercando disperatamente il contropiede per se stesso e per Insigne. Purtroppo, come Zaza, sbaglia il rigore della serie finale.
Darmian sv
Darmian è entrato a rilevare uno stremato e stanco Florenzi. Arrivato non certo tra i protagonisti ha giocato una partita da titolare (la prima col Belgio) e poi è entrato tre volte, contro l’Irlanda, contro la Spagna e contro la Germania appunto. Evidentemente ha la fiducia di Conte. Tiene la posizione bassa, il suo compito è quello di arginare i tedeschi. Neuer gli para l’ultimo rigore della serie A e finisce così. Peccato.
Insigne sv
Terzo ingresso dalla panchina, dopo le prime due partite lasciato a meditare. Entra ancora al posto di Eder come contro la Spagna. La prima volta era entrato al posto di Immobile contro l’Irlanda. I primi minuti sono sempre i più pericolosi, porta scompiglio, e infatti manovra subito abilmente una palla e con una piroetta da saltare Howedes e costringe Neuer a una parata abbastanza complicata. Avrebbe meritato qualcosa di più concreto da questo Europeo, ma più che un rigore messo dentro inutilmente non ha rimediato.
Zaza sv
Entra al posto di Chiellini all’ultimo istante del 120° di gioco. E’ evidente l’intenzione di Conte di mettere dentro un rigorista, al posto di un Chiellini che ormai ha dato tutto ed esaurito il suo complito. Senza nemmeno aver toccato un pallone si presenta al dischetto del rigore freddo e forse un po’ nervoso. Fa uno strano balletto sul gol che alla fine lo confonde e la butta fuori. Non si può infierire con un voto negativo.
Il ct Antonio Conte 7,5
Dopo due anni siamo ai saluti. La partita d’addio se l’è giocata benissimo. Aveva davanti i campioni del mondo, e pur nelle difficoltà e nelle assenze ha messo in campo un’Italia testarda, orgogliosa, piegata solo ai rigori. In partita era stato il solito Conte, assatanato, esplosivo. Sui falli esplode, urla. Oriali deve intervenire e fare anche da mediatore col quarto uomo. Sul gol dei tedeschi si era anche momentaneamente intristito perdendo la carica trascinante. Ma il rigore di Bonucci lo ha ricaricato a molla. Ha trascinato la Germania fino ai rigori. Ha chiuso finalmente con un sorriso, completamente scarico. Ha dato veramente tutto se stesso.
L’arbitro Kassai 6,5
Lo stesso di Italia-Svezia. Se contro Ibrahimovic & C, non tutto era stato perfetto, contro la Germania ha gestito tutto con grande tranquillità, facendo ampio uso dei cartellini gialli: ce ne sventola 5 in faccia (De Sciglio, Pellè, Sturaro, Parolo, Giaccherini), contro i soli due ai tedeschi.
Lo stadio e il pubblico 8
Il minuto di silenzio iniziale dedicato ai morti di Dacca, si è trasformato in un minuto di applausi. Sono stati i tedeschi a cominciare, dimostrando comunque vicinanza agli italiani. Stadio Matmut Atlantique nuovo, accogliente, ripido, a cascata sul campo, ricorderemo a lungo la casa dei Girondins di Bordeaux. Il campo non è dei migliori, molto zolloso. I tedeschi affluiscono allo stadio in divisa ufficiale, maglia bianca a righe e birra in mano. Gli italiani li accolgono al grido di “Non vincete mai, non vincete mai”. Sono in numero inferiore e il numero dei tedeschi è decisamente superiore, ma stavolta si vedono tante maglie azzurre. I rigori sotto la curva azzurra sono un batticuore continuo. La parata di Buffon fa esplodere la curva, la seconda di Neuer su Darmian fa capire che è finita. Alla fine però applausi per tutti. Giusto così, è stato un bell’Europeo.