Pareggio scritto: poche emozioni e molto contrasto a Lille. Due traverse di un Pogba in chiaroscuro, una di Payet nella migliore azione del match. Petkovic non prova neanche ad agganciare il primato
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LILLE - Al nono della ripresa il pallone scoppia stretto tra i tacchetti di Griezmann in offesa e di Behrami in difesa... Non ne può più dei tanti duelli piede contro piede e pochissime idee. Svizzera Francia finisce 0 a 0 ed è un duello appassionante... quasi come la percentuale di votanti di certi ballottaggi elettorali. Ma almeno alle urne uno vince... Francia e Svizzera giocano sapendo già di aver vinto. Promosse. Al loro "programma" penseranno. Soprattutto la "lista Petkovic" non si riscalda nell'immaginare gli scenari futuri. Basta esserci. Immaginiamo anche come si difenderà: per vincere in Europa bisogna giocare anche con le forti. Una squadra vale l'altra.
Si è trattato quindi di una guerra dei bottoni. Perché a Lille, Deschamps e Petkovic sono due pugili che si studiano a lungo, senza avere il pugno del ko. Causati dai diversi dispositivi tattici il fatto che la Svizzera controlli tutto sommato le fasce e la Francia giganteggi più centralmente, facendo leva sulla qualità incontrista di Cabaye che è un frangiflutti importanti. In 45 minuti la Francia viene sempre messa in angolo, nove volte per la precisione. Poi tutti a saltare, ma con poco costrutto. Più interessanti le soluzioni in contropiede, quando Pogba calcia potendo sia sfruttare la sua sgambata lunga e la sua potenza di tiro. Sommer sarebbe battuto, lo salva la traversa scheggiata (che forse è l'effetto del solito difettuccio del talentuosissimo Paul, quello di voler esagerare). I migliori in campo in un primo tempo "tipo rugby", con tanto tanto contrasto, sono due tra i tanti "italiani".
Francia-Svizzera, il film della partita
Da un lato quel Coman che la Juventus ha lasciato andare via precocemente (sa fare tutto: corre, difende, scambia e si propone), dall'altro Dzemaili che, potendo giocare qualche metro più avanti rispetto al ruolo visto in Italia, mostra qualità di trequartista e non solo di mediano. Embolo, oggetto di desiderio di tanti club, ha poco spazio tra la fisicità di Rami e la qualità tecnica di Koscielny. Più Francia che Svizzera nei primi 45 minuti quando davanti a Sommer i palloni spiovono come fossero fuochi d'artificio. Ma allora, chiediamo umilmente, monsieur Deschamps, perché non schierare subito Giroud?
Il centravanti di Wenger resta nell'Arsenal pronto a essere usato in altri momenti, anche nel secondo tempo. Gignac spara a salve - suo il tiro che costringe Sommer ad accartocciarsi. Il solo brivido lo regala - caso strano - il solito Payet, usando a scarto ridotto, ma abbastanza per scuotere con forza la traversa, andando a deviare al volo - nella sola azione degna di nota emozionale della ripresa - un cross di Sissoko dopo una splendida volata laterale di quest'ultimo. La Svizzera domina il possesso palla e soffre di meno nella seconda parte della partita. Nel finale, invece di rischiare (non c'era nulla da difendere), preferisce rilassarsi. Anche se Sagna prova a regalargli un rigore: Skomina, distratto, sorvola. Zero a zero: con buona pace di chi assiste. Campo pesante, si giustifica alla fine Behrami. La classifica dice che ha ragione.