Irlanda

Irlanda-Svezia 1-1, un'autorete salva Ibra

Ibra sulta dopo il pareggio svedese (ap)
Rimandato il primo successo nella storia dei Verdi sugli scandinavi. Hoolahan segna in avvio di ripresa, ma un autogol di Clark fissa il pareggio. Ibra ingabbiato, traversa di Hendrick. Ottima direzione di Mazic
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PARIGI - Sembrava fosse la volta buona… l’Irlanda ha accarezzato per la maggior parte del match di esordio a questi Europei, l’idea proibita di battere per la prima volta nella sua storia la Svezia. Invece no: alla fine su un velenoso cross di Ibrahimovic, Clark è andato in confusione è ha infilato Randolph, impegnato solo dal “fuoco amico” (gran parata, ancora su Clark). Tantissima Svezia, al fischio d’inizio di Mazic… ma resta fuori dal rettangolo di gioco. La squadra esperta voluta da Hamren (non aveva vinto l’Europeo Under 21?) gioca abbottonata, costringe Ibrahimovic a fare il centrocampista tanto è poca e persino prevedibile la sua manovra da metacampo in su. Meglio organizzata è l’Irlanda che è vero che non ha mai vinto un match ufficiale con gli svedesi ma… c’è sempre una prima volta. E d’altra parte i due tecnici O’ Neill e Roy Keane se ne intendono… Meglio l’Irlanda e non di poco nei primi 45’, meglio Brady del compagno di squadra (nel club, il Norwich) e di ruolo Olsson nella sfida tra terzini propositori di gioco. E’ il centrocampo dei Verdi che ha più lucidità e soprattutto ha letto le regole del gioco. E lo scopo. La Svezia non tira mai, l’Irlanda ci prova con un ottimo Hendrick che prima trova Isaksson a volare sulla sua destra per mettere in angolo, poi vede il portierone del nord fuori dai pali, tira stavolta a parabola e lo scavalca, ma è la traversa a negargli il gol. L’organizzazione di gioco più lucida dell’Irlanda - non solo in difesa per la gabbia a Ibra - si vede anche da palla inattiva. Un angolo ben studiato comporta un colpo di testa sotto misura, di Long che fa proseguire sul secondo palo dove O’Shea non ci arriva - in spaccata - per centimetri. E ancora un traversone del solito Brady porta al tuffo sotto misura di Walters, ben contenuto da Olsson, senza che il terzino vichingo violi le regole. Se insomma l’Irlanda è riuscita, nella fase di qualificazione, a portare 4 punti contro l’iridata Germania, beh, il motivo dopo 45’ si nota tutto. 

E il più atteso? Ibrahimovic si issa a uomo squadra a tutto campo, non vede transitare un pallone dalle sue parti e allora arretra a sostenere i titubanti centrocampisti, torna in area per sbrogliare una mischia uscendo palla al piede. Una chioccia che sembra dire ai suoi: non è successo nulla, tranquilli. Prima del riposo va segnalato anche l’infortunio a Lustig, terzino destro in giallo, Hamren mette Johansson centrale e sposta Lindelof in fascia.  Dopo 3’ della ripresa che confermano l’inerzia verde della prima parte, arriva meritatamente il gol di Hoolahan, di controbalzo, su traversone da destra, in area di rigore, dopo un salto a vuoto di Johansson.  La Svezia reagisce come una belva ferita e pochi istanti dopo in area, godendo della libertà condizionata concessa per una volta dall’Irlanda esultante, Clark fa le prove generali dell’autogol ma Randolph si difende in prodigioso allungo. L’Irlanda traballa per qualche minuto, ma la Svezia attacca in modo monocorde, il centrocampo fa pochissimo filtro, basti le diverse reprimende di Ibra a Kallstrom e Larsson per i molti lanci fuori misura…  Effetto Guidetti. Cosa cambia allora la partita? Hamren mette Guidetti al posto di Berg. Il giovane attaccante del Celta regala  subito più consistenza offensiva ai sudditi di re Gustavo e più intesa con Zlatan. Ibra gira in porta un cross basso che esce di poco, l’Irlanda traballa ma non cade mai. Quando ritrova quota in mezzo grazie a O’Neill e Keane che notano il calo e inseriscono McLean per Walters, arriva a sorpresa il pareggio, già descritto. L’ultimo quarto d’ora è il più bello, senza esclusioni di colpi. Qualcuno anche vietato, Mazic però non ne sbaglia una (il miglior arbitro visto fin qui, assieme al nostro Rizzoli). Non ci sono occasionissime, ma le squadre ci provano con più convinzione. Finisce 1 a 1. E forse, per le due, va bene così. 
 
SVEZIA: Isaksson 6 - Lustig 5,5 (44’ Johansson 5,5), Lindelof 5,5, Grandqvist 6,5, Olsson 6,5 - Larsson 6, Lewicki 6 (85’ Ekdal sv.), Kallstrom 6, Forsberg 5 - Ibrahimovic 6,5, Berg 4.5 (58’ Guidetti 6.5). All. Hamren
IRLANDA: Randolph 6,5 - Coleman 6,5, O’ Shea 6,5, Clark 6, Brady 7 - Mc Carthy 6,5 (84’ McGeady sv.), Whelan 7, Hendrick 7 - Hoolahan 7.5 (76’ Keane 6) - Long 5,5, Walters 6.5 (62’ Mc Lean 6). All. O’ Neill
ARBITRO: Mazic 7,5 (Srb)
RETI: 48’ Hoolahan; 71’ Clark (autogol)
NOTE: ammoniti: McCarthy, Whelan, Lindelof. Recupero: 1’ e 3’.