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Candreva e Parolo, è un'Italia formato Lazio

C’è un mini blocco biancoceleste sospeso tra il basamento della difesa juventina, e il resto della squadra che è invece un puzzle di tessere tutte diverse. Due giocatori maturi, 29 e 31 anni, entrambi dallo stesso lato del campo, proprio per sfruttarne l’intesa

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MONTPELLIER - Juventus 4, Lazio 2, Inter, Roma, Bologna, Manchester United, Southampton 1. Se ci mettiamo dentro anche chi è entrato aggiungiamo Milan, Fiorentina e Psg 1. C’è un mini blocco di Lazio in nazionale sospeso tra il basamento della difesa juventina, e il resto della nazionale che è invece un puzzle di tessere tutte diverse. Se Conte non facesse il turnover, o se il turnover non li investisse, la Lazio continuerebbe ad avere la metà esatta dei giocatori della Juve nella nazionale che ha sorpreso l’Europeo. Una sorpresa nella sorpresa. Anche perché la Lazio è arrivata ottava, e non certo tra le prime tre. Eppure l’ottava squadra della classifica ha Antonio Candreva e Marco Parolo tra gli undici scelti da Antonio Conte. Due giocatori maturi, 29 e 31 anni, ala destra e interno, entrambi dallo stesso lato del campo, proprio per sfruttarne l’intesa.

  Candreva è un giocatore di talento e di qualità, di corsa ma anche di dribbling. Parolo ha più l’imprinting da gregario, anche se i gregari in nazionale fanno parte comunque di una classe scelta. Sospeso nel ruolo tra centrocampista, esterno e attaccante, una lunga ricerca del ruolo durata negli anni, di fatto Candreva è un punto di riferimento azzurro già dal Lippi II. Contro il Belgio un tiro in porta, 3 occasioni create (tra cui l’assist decisivo per il gol di Pellè), 67 tocchi di palla, 44 passaggi di cui il 77% riusciti. Tifoso dichiarato della Roma (dove ha giocato nelle giovanili) fin da ragazzo quando quattro anni fa arrivò alla Lazio, dopo aver girato varie squadre tra cui soprattutto la Juve, fu contestato pesantemente. E soprattutto assurdamente. 

   Ma la Lazio diventerà probabilmente il suo passato, visto che Candreva ha già parecchio mercato, e Lotito lo cederà per una cifra tra i 25 e i 30 milioni. Anche se nessuno finora ne ha offerti tanti: né l’Inter, che però ha problemi di financial fair play e potrebbe concludere l’operazione solo a fine agosto, né  il Chelsea che al momento è quello che ha più chances, né l’Atletico Madrid. Candreva e la Lazio sono su due strade diverse. Il presidente Claudio Lotito è arrivato fino a Montpellier e Lione, ma il suo giocatore non lo ha nemmeno incontrato. Parolo ha giocato in 15 delle 21 partite della gestione Conte. Il suo riferimento è Gerrard, e infatti alla Lazio lo chiamano Gerardino.

  La Lazio ha anche Marchetti in rosa, teoricamente la Roma potrebbe superare la Lazio se in partita si trovassero insieme De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy. Ma per adesso quel pezzettino di Lazio offre evidentemente più garanzie. Più di Napoli, Inter, Milan. Lo strano e singolare Fattore Lazio descrive bene anche la  complessità del lavoro di Conte, che il gioco, gli equilibri, le qualità e il carattere ha dovuto assemblarli con gran fatica, e spesso nella perplessità generale.