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Conte mantiene la promessa, con gli ottavi già in tasca sarà rivoluzione

Gli azzurri in allenamento (lapresse)
''Giocheranno tutti'' aveva detto il ct appena sbarcato in Francia. E così sarà. Il primo posto nel girone consente di varare una squadra quasi tutta nuova per la sfida di mercoledì contro l'Irlanda. Occasione importante per El Shaarawy e Insigne
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MONTPELLIER - Parigi arriviamo. Ci credevano in pochi ma è successo: i più ottimisti ipotizzavano un secondo posto e dunque un ottavo di finale ancora a Tolosa, e invece no, ecco il massimo: Parigi Saint Denis. Il primo Gp della montagna è già tagliato, il Belgio ha fatto tre gol all'Irlanda e l'Italia è matematicamente prima. Se anche perdesse con l'Irlanda e il Belgio battesse la Svezia, avrebbe comunque il vantaggio dello scontro diretto. Italia al primo posto dunque, con i suoi punti rotondi, strappati via con tre gol: Giaccherini, Pellè, Eder. Non proprio delle stelle di prima grandezza. A questo punto Conte potrà dare il via a un turn over totale, che faccia riposare la sua squadra matura e anzianotta ma molto, molto atletica, e che dia soddisfazione a quelli che finora hanno fatto panchina. Del resto il ct lo disse addirittura alla vigilia del torneo, appena sbarcato a Montpellier, ormai dieci giorni fa…
MONTPELLIER - Parigi arriviamo. Ci credevano in pochi ma è successo: i più ottimisti ipotizzavano un secondo posto e dunque un ottavo di finale ancora a Tolosa, e invece no, ecco il massimo: Parigi Saint Denis. Il primo Gp della montagna è già tagliato, il Belgio ha fatto tre gol all'Irlanda e l'Italia è matematicamente prima. Se anche perdesse con l'Irlanda e il Belgio battesse la Svezia, avrebbe comunque il vantaggio dello scontro diretto. Italia al primo posto dunque, con i suoi punti rotondi, strappati via con tre gol: Giaccherini, Pellè, Eder. Non proprio delle stelle di prima grandezza. A questo punto Conte potrà dare il via a un turn over totale, che faccia riposare la sua squadra matura e anzianotta ma molto, molto atletica, e che dia soddisfazione a quelli che finora hanno fatto panchina. Del resto il ct lo disse addirittura alla vigilia del torneo, appena sbarcato a Montpellier, ormai dieci giorni fa: "Giocheranno tutti e 23". Detto fatto, pure con un po' di fortuna, e dopo aver fatto una scommessa rischiosa, il ct promette e mantiene. Per la partita con l'Irlanda di mercoledì prossimo si può dunque ipotizzare adesso una rivoluzione totale, una specie di "Italia 2" in campo. Proviamo a schizzarne una teorica, ma poi non così irreale: Sirigu - Darmian, Bonucci, Ogbonna - Florenzi, Sturaro, Thiago Motta, Insigne, El Shaarawy - Immobile, Zaza. Per accontentare tutti quelli che finora non hanno giocato (gli mancherebbe solo una staffetta Sirigu-Marchetti e un'altra per metter dentro Bernardeschi) dovrebbe ovviamente sradicare parecchi pilastri tattici della nazionale, imbottire anche il centrocampo e le ali di punte e mezze punte. Non sarà facile, per la difficoltà di dare un equilibrio alla squadra, ma non è impossibile. Una linea di centrocampo De Sciglio, Florenzi, Thiago Motta, Sturaro, El Shaarawy sarebbe tatticamente più compatibile con le idee del ct. Teoricamente Conte potrebbe anche cambiare modulo, passare al 4-3-3, tenere Florenzi terzino, e avere così un paio di posti in più da giostrare tra centrocampo e attacco. Insomma prima di arrivare a Parigi, ci avviamo a una specie di amichevole da gestire anche col manuale Cencelli e dare soddisfazione a quei giocatori, come El Shaarawy e Insigne, il cui treno non è ancora passato. Anche se a Napoli vorrebbero tanto vedere in campo l'unico rappresentante della squadra arrivata seconda, soprattutto Insigne fa fatica a inserirsi in questo progetto. "Non sono propriamente un attaccante" ha ammesso lui stesso. Vedremo, l'occasione con l'Irlanda, mercoledì prossimo è quella giusta. La situazione a questo punto è rilassata. L'Italia vera, quella tosta che ha battuto il Belgio prima e la Svezia poi, si rivedrà in campo lunedì 27 giugno. Dieci giorni di tempo per conoscere l'avversario e preparare la partita di Parigi Saint-Denis. Si può fare quasi un richiamo di preparazione, riprogrammarsi. L'importante è non girare l'interruttore sull'off, abbassare la concentrazione. L'Italia prende posto nella parte bassa del tabellone, ed è la prima a mettersi in pole position. A Parigi - dopo esser eventualmente passati da Bordeaux (quarti di finale) e Marsiglia (semifinale) si tornerebbe, magari, per la finale del 10 luglio. Ma quello è proprio un pensiero proibito. Da scacciare subito.