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L'Italia conosce il suo futuro: Spagna o Croazia, ma si spera Repubblica Ceca

Un allenameno della nazionale croata (reuters)
In serata l'accoppiamento degli azzurri per gli ottavi. L'avversaria più probabile è quella balcanica (a meno che non batta gli spagnoli), mentre perchè arrivino i cechi (sulla carta più abordabili) le combinazioni di risultati sono più complesse
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Spagna o Croazia? No grazie, meglio la Repubblica Ceca. I tempi cambiano, perché se una volta i sogni degli italiani erano abitati dalle avvenenti ceche, per questi europei l'obbiettivo si è un po' malinconicamente spostato sui cechi. In serata gli azzurri conosceranno il loro destino e, noncuranti del fatto che preferenze troppo spiccate finiscano per ritorcersi contro (quanti club di Champions hanno esultato al sorteggio e poi ci hanno lasciato le penne?), tiferanno per la sconfitta della Croazia con la Spagna e la contemporanea vittoria (se con due gol si va sul sicuro) della Repubblica ceca sulla Turchia. Non impossibile, ma complicato. La logica in effetti prevederebbe una sorta di patto di non belligeranza tra spagnoli e croati: un bel pareggio che salverebbe il primo posto delle Furie rosse e blinderebbe il secondo dei balcanici. Chi potrebbe rompere tale 'accordo'? Paradossalmente proprio i balcanici. Vale la pena infatti di rischiare per il primo posto, che garantisce a chi se lo prende la parte del tabellone -sempre sulla carta- più abbordabile. Col secondo infatti si va dritti dritti nelle fauci di Italia, Germania (forse, la Polonia è il lizza per il primo posto in quel gruppo), Inghilterra e Francia. Insomma, meglio evitare.

Altro scenario. La Spagna non regala niente e batte la Croazia. A questo punto lo sguardo va all'altra gara, con il doveroso tifo per la Repubblica Ceca sulla Turchia. Anche qui però, tutto meno che scontato. I turchi infatti non giocheranno solo per l'onore dopo le frustate dialettiche di Terim seguite alla disfatta con la Spagna. La squadra della mezza luna infatti vincendo, e con un congruo margine, rientrerebbe in corsa per il ripescaggio tra le migliori terze. Vietato invece il pareggio, che di fatto manderebbe tutti a casa e ci consegnerebbe alla sfida con Spagna o Croazia. Altro scenario: la Spagna vince 1-0, con lo stesso risultato la Repubblica ceca liquida la Turchia. Pari in tutto, decide il fair play: cartellini rossi e gialli, ma anche il comportamento del pubblico. In tal senso, le 'imprese' degli ultras croati orientano in maniera determinante la bussola.

Entrano poi in ballo cabale varie. Vogliamo la Repubblica ceca, ma in fondo i cechi nelle fasi finali ci hanno fregato due volte (per il terzo posto nel 1980, allora era Cecolovacchia, e nel 1996 in Inghilterra). In seconda battuta meglio la Croazia? Certo, ma non va dimenticato che la nazionale slava è la nostra bestia nera. Su 9 confronti l'Italia l'ha battuta solo una volta. Il 5 aprile del 1942, a Genova: un netto 4-0 in un periodo nel quale però purtroppo più che al pallone le gente pensava alla guerra. Poi, dopo la rinascita croata dalle ceneri dell'ex Jugoslavia, neanche lo straccio di una vittoria. Dunque è meglio la Spagna? Insomma... Molti la danno in calo, ma il 3-0 alla Turchia ha espresso altro. Inoltre, se è vero che quella azzurra è stata l'ultima squadra a far gol agli spagnoli nella fase finale degli Europei, va anche detto che il poker mazzata nella finale del 2012  a Kiev è 'indimenticabile'. Insoma, basta calcoli, decida il campo.