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Italia, è l'ora della verità con la Spagna: gioca De Sciglio, Florenzi per Candreva

Alle 18 l'ottavo di finale contro le Furie Rosse che hanno battuto gli azzurri nei quarti otto anni fa e in finale nel 2012. Gioca Florenzi al posto dell'infortunato Candreva, De Sciglio vince il ballottaggio con Darmian

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PARIGI - Un pioggia fine aspetta Italia-Spagna. I tifosi della Roja e quelli dell'Italia si avvicinano a Saint Denis con molta tranquillità anche se non è mancato il solito allarme per un pacco sospetto vicino ad uno scooter a poco più di un chilometro dallo stadio di Saint Denis. Applicata la solita procedura: strade chiuse deviazione del traffico e intervento degli artificeri. Le stazioni della metropolitana sono presidiate, polizia e militari armati, le strade chiuse man mano che ci si avvicina allo Stade de France, controlli tutto sommato abbastanza discreti, ma scrupolosi. Chiunque entra allo stadio viene perquisito, tutte le borse aperte. Ma non c'è alcun senso di paura, anzi ci si sente abbastanza protetti. Ci si avvicina alla partita senza troppi misteri, soprattutto da parte italiana. La formazione è la solita, quella consolidata, con l'infortunio di Candreva da ovviare. E dunque spostamento di Florenzi sulla destra e inserimento di un terzino sull'altro lato, con De Sciglio che ha vinto il ballottaggio su Darmian. Per il resto Buffon tra i pali, Barzagli, Bonucci e Chiellini in difesa, Parolo e Giaccherini interni, De Rossi in regia, in attacco la coppia Eder-Pellè. La mossa Insigne potrebbe sparigliare il tavolo da gioco nel secondo tempo, o qualora ce ne ne fosse bisogno. Su un tavolo verde dove tutte le mosse sono ormai previste, la fantasia, e il guizzo personale potrebbero scatenare l'imprevisto. Si spera a favore dell'Italia. Ma sono carte, queste, a disposizione anche di Del Bosque, lo sappiamo benissimo.

Buffon: "Ancora due anni, poi..."

Ci si affida alle solite sicurezze, il blocco difensivo della Juve, a cominciare da Buffon a fermare Morata, e il mosaico di tutto un po' dal centrocampo in avanti. Ruolo chiave quello di De Rossi a marcare le fonti di gioco degli spagnoli, soprattutto Iniesta. Che però è giocatore assai difficilmente marcabile, non avendo ruolo preciso. Del Bosque potrebbe spostarlo in avanti, e addirittura, si dice, ricorrere a uno schema che sembrava ormai abbandonato. Quello di Fabregas "falso nueve" così da togliere punti di riferimento alla difesa juventina. Vedremo, i primi minuti di partita saranno fondamentali per giocare subito le proprie mosse e stabilire le contromosse. Conte ha tenuto tutti sulla corda fino a stamani, anche se non aveva mai fatto troppo mistero di volersi affidare alla squadra che conosce di più. Facendo riposare la formazione che aveva battuto prima il Belgio e poi la Svezia contro l'Irlanda. E' la partita del dentro o fuori. Per Antonio Conte potrebbe essere la prima di una grande avventura. Mediamente i bookmaker quotano la vittoria della Spagna alla metà di quella offerta per l'Italia. Due a quattro, grosso modo. Se l'Italia passasse troverebbe la Germania nei quarti a Bordeaux, e la vincente di Francia-Inghilterra (a meno di clamorose sorprese della squadra di Roy Hodgson stasera contro l'Islanda) a Marsiglia in semifinale. L'Italia oggi è a Parigi, e si augura vivamente di tornarci il 10 luglio, per la finale. Ma non serve "un'impresa" come dice Conte, ne servono almeno tre.

Potrebbe essere però anche la fine dell'avventura, è un'eventualità che va presa in considerazione. Conte si augura solo di non avere alcun rimpianto. Il direttore generale Michele Uva a Radio Uno parla di "clima da grande gara, della tensione giusta e della massima concentrazione". La nazionale ha avuto un enorme seguito di interesse e di audience tv: "L'82% degli italiani segue la nazionale. Siamo i primi in Europa come seguito. L'allenatore, i giocatori, tutti sentono molto questa responsabilità" ha detto Uva. E c'è un punto su cui sono tutti d'accordo, ha più da perdere l'Italia che la Spagna in questa partita. La Spagna è stata campione del mondo 6 anni fa, ha vinto gli ultimi due europei, ma è anch'essa in fase di ristrutturazione, ancora sospesa tra il tiki taka del Barcellona e un futuro che è già previsto non sarà più con Del Bosque, praticamente il suo papà. "La Spagna deve avere più paura dell'Italia che il contrario" conclude l'alto dirigente della nazionale. Adesso basta giocare per saperlo.