Polonia, Glik: "Valiamo la Germania, tutto può succedere"
dal nostro inviato EMANUELE GAMBAIl difensore polacco, prendendo spunto dalle ultime gare giocate con i tedeschi, non pone limiti alla sua nazionale: "Ci sono sempre delle sorprese. In realtà, penso che siamo forti e che andremo lontano"
PARIGI - La Polonia parla poco e della Polonia si parla poco, ma è una delle nazionali più convincenti di questo Europeo. Ha battuto senza sforzi l'Irlanda del Nord, ha giocato alla pari con la Germania, e forse anche meglio dei campioni del mondo, ha giocatori molto forti in ogni reparto, una compattezza fuori dal comune e un spirito particolarmente rilassato se Krychowiak (centrocampista fortissimo, trascinatore del Siviglia) può permettersi di sfottere in questo mondo l'icona della sua nazionale: "Cosa sta dando Lewandowski alla Polonia? Non molto. Due partite e neanche un gol. Ha segnato esattamente quanto me, è incredibile. Ma lui sa solo giocare per il Bayern, poi quando arriva in nazionale diventa un brocco". E giù a ridere. Ma la Polonia sa essere anche seria. E con molta serietà Kamil Glik, capitano del Torino (ancora per poco: lo vogliono Zenit e Monaco e la sua valutazione si sta impennando), ammette, parlando con …
PARIGI - La Polonia parla poco e della Polonia si parla poco, ma è una delle nazionali più convincenti di questo Europeo. Ha battuto senza sforzi l'Irlanda del Nord, ha giocato alla pari con la Germania, e forse anche meglio dei campioni del mondo, ha giocatori molto forti in ogni reparto, una compattezza fuori dal comune e un spirito particolarmente rilassato se Krychowiak (centrocampista fortissimo, trascinatore del Siviglia) può permettersi di sfottere in questo mondo l'icona della sua nazionale: "Cosa sta dando Lewandowski alla Polonia? Non molto. Due partite e neanche un gol. Ha segnato esattamente quanto me, è incredibile. Ma lui sa solo giocare per il Bayern, poi quando arriva in nazionale diventa un brocco". E giù a ridere. Ma la Polonia sa essere anche seria. E con molta serietà Kamil Glik, capitano del Torino (ancora per poco: lo vogliono Zenit e Monaco e la sua valutazione si sta impennando), ammette, parlando con repubblica.it, che i polacchi pensano di arrivare lontano, molto lontano. Stasera contro l'Ucraina cercano l'ufficializzazione del passaggio del turno, poco più di una formalità.
Glik, la Polonia ha davvero grandi ambizioni?
"Sicuramente sì. Contro la Germania abbiamo giocato un'ottima gara, avremmo potuto vincere, avremmo solamente dovuto non sbagliare tutti quei gol. Ma andiamo avanti con rispetto e con calma".
L'impressione è che le differenze tra voi e i tedeschi siano ormai in minime. Lo credete anche voi?
"Credo che negli ultimi due anni i abbiano maturato molto rispetto nei nostri confronti. Li abbiamo battuti in casa nostra, abbiamo perso in casa loro ma giocando alla pari. Che ormai ci considerino in maniera differente rispetto a prima lo si è visto l'altra sera a Saint-Denis: ci rispettavano davvero".
Chi gioca al livello dei campioni del mondo a cosa punta?
"Penso che, per come stanno andando le cose, in questi Europei non ci sia ancora un favorito. Nessuno sta dominando, c'è un grandissimo equilibrio, tutti possono battere tutti. Quindi...".
Quindi, cosa avete in mente?
"Il nostro primo obiettivo era di superare la fase a gironi, e più o meno ci siamo".
E il secondo?
"Può succedere di tutto".
Quindi non esclude nulla, neanche di arrivare in finale?
"Ma no, proprio no. Nel calcio e nella vita non si può mai escludere nulla, ci sono sempre delle sorprese. In realtà, penso che siamo forti. Guardiamo avanti con umiltà, ma anche con la consapevolezza di essere un bel gruppo con giocatori importanti. Penso che andremo lontano".
Qual è la vostra forza, a parte Lewandowski?
"Il gruppo. Le qualificazioni le abbiamo fatto in una maniera veramente ottima e nel corso del biennio si è cementata una squadra forte, proprio forte. Abbiamo battuto la Germania per la prima volta nella storia della Polonia e l'abbiamo interpretato come un segnale: in quel momento abbiamo capito che avremmo potuto ambire a qualcosa di molto grande. Quella è stata la svolta".
Pensate di diventare campioni d'Europa?
"Può succedere di tutto".
Glik, la Polonia ha davvero grandi ambizioni?
"Sicuramente sì. Contro la Germania abbiamo giocato un'ottima gara, avremmo potuto vincere, avremmo solamente dovuto non sbagliare tutti quei gol. Ma andiamo avanti con rispetto e con calma".
L'impressione è che le differenze tra voi e i tedeschi siano ormai in minime. Lo credete anche voi?
"Credo che negli ultimi due anni i abbiano maturato molto rispetto nei nostri confronti. Li abbiamo battuti in casa nostra, abbiamo perso in casa loro ma giocando alla pari. Che ormai ci considerino in maniera differente rispetto a prima lo si è visto l'altra sera a Saint-Denis: ci rispettavano davvero".
Chi gioca al livello dei campioni del mondo a cosa punta?
"Penso che, per come stanno andando le cose, in questi Europei non ci sia ancora un favorito. Nessuno sta dominando, c'è un grandissimo equilibrio, tutti possono battere tutti. Quindi...".
Quindi, cosa avete in mente?
"Il nostro primo obiettivo era di superare la fase a gironi, e più o meno ci siamo".
E il secondo?
"Può succedere di tutto".
Quindi non esclude nulla, neanche di arrivare in finale?
"Ma no, proprio no. Nel calcio e nella vita non si può mai escludere nulla, ci sono sempre delle sorprese. In realtà, penso che siamo forti. Guardiamo avanti con umiltà, ma anche con la consapevolezza di essere un bel gruppo con giocatori importanti. Penso che andremo lontano".
Qual è la vostra forza, a parte Lewandowski?
"Il gruppo. Le qualificazioni le abbiamo fatto in una maniera veramente ottima e nel corso del biennio si è cementata una squadra forte, proprio forte. Abbiamo battuto la Germania per la prima volta nella storia della Polonia e l'abbiamo interpretato come un segnale: in quel momento abbiamo capito che avremmo potuto ambire a qualcosa di molto grande. Quella è stata la svolta".
Pensate di diventare campioni d'Europa?
"Può succedere di tutto".