Ungheria-Portogallo 3-3: magiari primi nel girone, Ronaldo ripescato
di DIEGO COSTA
Ungheria esulta, Ronaldo rabbia: alla fine saranno tutti contenti (ap)
Partita rocambolesca piena di colpi di scena: CR7 si sblocca con una doppietta. Uno suo straordinario gol di tacco e un gran colpo di testa non bastano per vincere ma consentono l'approdo agli ottavi dei lusitani
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LIONE - Bonjour monsieur goal! Sarà per il pomeriggio estivo, il primo di questo eccentrico torneo di giugno (per il clima), sta di fatto che finalmente sugli Europei arriva il gol, essenza prima del pallone. Ben sei tra l’Ungheria, che vince il girone F (F come il filo sottile che alla fine divide vinti e vincitori) e il Portogallo, retrocesso all’ultima azione al terzo posto del gruppo. Una punizione divina per la squadra di Santos, data tra le favorite e anche oggi avvinta nei suoi dubbi e nelle sue contraddizioni. Nulla farebbe presagire nel primo tempo, giocato a ritmi ridotti, il pirotecnico fuoco di emozioni che ci aspetta nella ripresa.
Lo slow iniziale non guasta all’Ungheria, che Storck ha schierato muscolosa. Non a caso, quando il Portogallo la mette sull’agilità, fioccano i falli per entrate in ritardo e fioccano i cartellini gialli di un Atkinson revedibile. Il Portogallo tiene il pallino del gioco, ma in mezzo sono tutti fermi, le idee sono prevedibili e fanno il gioco dei "pilastri in rosso". Il cross a scavalcare il centrocampo, infatti, esalta la fisicità difensiva davanti a Kiraly e non è complementare alle qualità che hanno dato lustro nel mondo a Nani e Ronaldo. CR7 è nervoso, ci prova su punizione, ma tutto il Portogallo la mette sulla giocata estemporanea del singolo.
Quando meno te l’aspetti, la rigorosa Ungheria mette il naso avanti: conquista un corner e, su corta respinta di Nani, trova un meraviglioso gol del vantaggio con Gera. Il trentasettenne veterano del Ferencvaros controlla e di controbalzo dal limite dell’area infila l’angolino basso. L’Ungheria cresce in auostima e Lovrencsics a destra diventa un fattore. ma è sull’altro lato che un pasticcio difensivo portoghese consente a Elek di calciare in diagonal un metro dentro l’area un pallone che gli è regalato dai difensori. Non c’è fuorigioco, c’è Rui Patricio a salvare i suoi.
Il Portogallo fa incetta di corner, ma non sfonda, ci sono poche idee sul campo e poca mobilità davanti. Il crac di mercato Andres Gomes non si vede mai, l’immobilità però è male di reparto, si salva solo Joao Mario che, tuttavia, spesso finisce persino in fuorigioco. L’Ungheria è ben messa in campo ma ha incontristi e difensori centrali imbottiti di cartellini gialli dal prode Atkinson e a fine tempo ha pure il fiatone quando commette un nuovo fallo, vicino all’area. William Carvalho lo batte subito e ottiene i dividendi richiesti, per via della lentezza fisiologica della difesa. Ronaldo trova il corridoio per Nani che, di sinistro, pur non calciando benissimo, beffa Kiraly. Dopo i primi 45+1 minuti il pari è calzante.
ma la ripresa…
Ungheria-Portogallo, il film della partita
La ripresa è subito un sussegurisi di emozioni. Santos richiama l’opaco Moutinho e inserisce il fresco Sanches, Storck risponde con l’arrocco: dentro Bese, difensore, fuori il veterano del mezzo, nonchè goleador, Gera. Non c’è tempo per assestarsi, che volano schiaffoni. Punizione al limite dell’area per l’Ungheria e bolide di Dzsuzdsak che con una deviazione fa secco Patricio; due minuti dopo, Ronaldo fa il Ronaldo, colpo di tacco in corsa per infilare l’angolino lontano, dopo che Lovrencsics - 28enne terzino in uscita dal Lech Poznan, ha scosso con un bel tiro la rete esterna di Patricio. Scarica di adrenalina ancorta all’8’ quando Nani arriva in ritardo in spaccata su un traversone basso e teso di Joao Mario. E l’Ungheria risponde con la forza dei nervi distesi. Punizione del solito Dzsudzsak un rompicapo scriverlo e fermarlo: il primo bolide viene respinto dalla barriera, il secondo - perchè la palla gli torna sui piedi - sfiorato da Nani si infila in diagonale imparabile. Tre a due. Sembra una canzone di Amalia Rodrigues, Santos si gioca la carta Quaresma e fa bene. Mezz’ora di gioco per il funambolo dell’ala, su angolo da lui conquistato Ronaldo salta in totale libertà, altissimo, e infila Kiraly: 3 a 3.
L’ultima emozione forte però è ancora dei magiari, quando in contropiede Elek riceve dal solito imprendibile Lovrencsics, sotto porta, riesce a deviare in corsa a colpo sicuro ma il palo salva il Portogallo dal quarto ko. Sono passati meno di venti minuti e il taccuino è pieno. Storck toglie Szalai, regista avanzato e turrito che danza bene sul pallone, mette Nemeth più piccolo e manovriero. Il portogallo finalmente corre, fluido, Sanches e Quaresma assistono un buon Joao Mario e la circolazione ora è davvero fluida. Attorno alla mezz’ora gli ultimi fuochi: un tiro accartocciato di Ronaldo, sotto porta, cghe finisce alto. E una conclusione di Quaresma dopo azione personale, con tunnel, potente ma largo.
Finisce 3 a 3 dopo melina magiara, finisce con la squadra di Storck sotto la gradinata colorata di rosso a cantare l’inno nazionale. Ora troverà il Belgio. E’ la prima volta, nella storia delle competizioni ufficiali, che l’Ungheria non perde contro il Portogallo.
UNGHERIA: Kiraly 6 - Lang 6, Juhasz 6, Guzmics 6, Korhut 6 - Pinter 6, Elek 6,5, Gera 6,5 (46’ Bese 5,5), Lovrencsics 6,5 (82’ Stieber sv.) - Dzsudzsak 7 - Szalai 6,5 (71’ Nemeth 5). All. Storck PORTOGALLO: Rui Patricio 5,5 - Vieirinha 5,5, Pepe 6, R. Carvalho 5,5, Eliseu 6 - A. Gomes 4,5 (61’ Quaresma 6,5), W. Carvalho 5,5, Joao Mario 6,5, Moutinho 5 (46’ Sanches 6) - Ronaldo 7, Nani 6 (81’ Danilo sv.). All. F. Santos ARBITRO: Atkinson 5 RETI: 19’ Gera; 42’ Nani; nel st 47’ e 55’ Dszudszak, 49’ e 62’ Ronaldo; NOTE: ammoniti Guzmics, Juhasz, Gera. recupero 1’ e 3’. Angoli 9 a 3 per il Portogallo