Portogallo brutto e con Cr7 in crisi: in semifinale senza vittorie
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO
La nazionale di Fernando Santos gioca un calcio orribile, sempre sotto ritmo, con una manovra che ha poco di corale e che prevede solo la ricerca del passaggio in profondità per Ronaldo. Caso unico nella storia dei tornei internazionali per nazioni: solo pareggi, non ha vinto nessuna delle sue cinque partite al 90'
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MARSIGLIA - Pare che alla fine abbia sempre ragione chi vince, quindi ha ragione persino il Cristiano Ronaldo di questo Europeo. Quasi non sta in piedi, proprio non è lui, eppure è quello che finora è andato avanti più di tutti. E nella notte marsigliese, a rigori contro la Polonia ancora caldi, si presenta con una certa spavalderia: "E adesso tacciano tutti. Dicevano che il Portogallo non sarebbe andato lontano, che non era in grado di lottare con le migliori. Invece eccoci in semifinale. Ora sotto col Galles o col Belgio, fa poca differenza. Noi siamo qui".
Polonia-Portogallo, il film della partita
Non fa una piega. E' la quarta semifinale per il Portogallo nelle ultime cinque edizioni dell'Europeo, la quinta nelle ultime sette. Poi si può discutere a lungo, e lo stanno facendo in tanti, sulla qualità assoluta della nazionale di Fernando Santos, sul suo calcio primitivo, sulla sua raffinata capacità di imbruttire qualsiasi avversario e dunque qualsiasi partita. E' senz'altro la squadra più noiosa e imbarazzante dell'Europeo, e i risultati ottenuti fin qui, caso piuttosto unico nella storia dei tornei internazionali per nazioni, lo testimoniano oltre ogni dubbio: il Portogallo non ha vinto nessuna delle sue cinque partite al 90', anzi le ha pareggiate tutte e cinque, con l'unica vittoria vera e propria arrivata al 117' contro la Croazia negli ottavi (Quaresma), mentre nei quarti è passato ai rigori. Nel girone iniziale, orribile terzo posto finale con ripescaggio agli ottavi dopo tre pareggi su tre contro Islanda, Austria e Ungheria, e anzi il 3-3 di Lione con l'Ungheria è stato determinante: il pareggio con molte reti qualificava il Portogallo senza dubbi, da qui qualche sospetto sollevato dalla nazionale albanese sull'andamento del secondo tempo di quell'Ungheria-Portogallo, con quattro reti arrivate allegramente una dopo l'altra, e gli ungheresi segnavano e Cristiano rispondeva, in grande leggerezza.
Polonia-Portogallo, tifoso invade il campo per abbracciare Ronaldo
Fuoriprogramma durante i supplementari del primo match dei quarti di finale degli Europei in Francia. Un tifoso portoghese riesce a invadere solitario il campo e corre a cercare Ronaldo, avvolto da una bandiera portoghese che gli copre il volto. Inseguito da una schiera di steward, viene braccato e atterrato prima che possa raggiungere il fuoriclasse del Real Madrid, obiettivo della sua corsa
Ma alla fine sono qui, in semifinale, e bisogna farci i conti. Giocano un calcio sinceramente orribile, sempre sotto ritmo, con una manovra che ha poco di corale e che prevede solo la ricerca del passaggio in profondità per Ronaldo o Nani. Il talento in campo è limitato a Ronaldo, ma solo sulla fiducia, perché il CR visto fin qui è soprattutto un atleta consunto e che ha bisogno di riposo, e a Renato Sanches, il diciottenne di origine capoverdiana che è la grande sorpresa del torneo e che quasi da solo ha portato il Portogallo in semifinale, segnando il gol del pareggio al 33' del primo tempo e poi realizzando il suo rigore nella serie finale, pretendendo di calciarlo per secondo, subito dopo Ronaldo. Per il resto è un Portogallo che si affida alla tenuta difensiva e in questo bisogna rendere merito al vituperato Pepe. Le sue intemperanze in campo lo hanno reso un giocatore antipatico ai più, quindi di lui si sottolineano più spesso i falli pesanti delle prestazioni nitide. Ma in questo Europeo Pepe sta giocando a livelli altissimi e in ogni partita è il migliore del Portogallo, con l'unica sbavatura di un errore di posizione, impercettibile e senza che Willliam Carvalho riuscisse a rimediare, sul gol di Lewandowski nei quarti. Intorno al brasiliano naturalizzato portoghese, che a 33 anni sta dando il meglio di sé dopo aver vinto anche l'ultima Champions League col Real Madrid, il ct Santos ha costruito la squadra più brutta, sporca e cattiva dell'Europeo, eppure eccola tra noi. Dovesse svegliarsi pure Cristiano, avremmo una serissima candidata in più al titolo.