Portogallo

Portogallo brutto e con Cr7 in crisi: in semifinale senza vittorie

La nazionale di Fernando Santos  gioca un calcio orribile, sempre sotto ritmo, con una manovra che ha poco di corale e che prevede solo la ricerca del passaggio in profondità per Ronaldo.  Caso unico nella storia dei tornei internazionali per nazioni:  solo pareggi, non ha vinto nessuna delle sue cinque partite al 90'

2 minuti di lettura
MARSIGLIA - Pare che alla fine abbia sempre ragione chi vince, quindi ha ragione persino il Cristiano Ronaldo di questo Europeo. Quasi non sta in piedi, proprio non è lui, eppure è quello che finora è andato avanti più di tutti. E nella notte marsigliese, a rigori contro la Polonia ancora caldi, si presenta con una certa spavalderia: "E adesso tacciano tutti. Dicevano che il Portogallo non sarebbe andato lontano, che non era in grado di lottare con le migliori. Invece eccoci in semifinale. Ora sotto col Galles o col Belgio, fa poca differenza. Noi siamo qui".
  Non fa una piega. E' la quarta semifinale per il Portogallo nelle ultime cinque edizioni dell'Europeo, la quinta nelle ultime sette. Poi si può discutere a lungo, e lo stanno facendo in tanti, sulla qualità assoluta della nazionale di Fernando Santos, sul suo calcio primitivo, sulla sua raffinata capacità di imbruttire qualsiasi avversario e dunque qualsiasi partita. E' senz'altro la squadra più noiosa e imbarazzante dell'Europeo, e i risultati ottenuti fin qui, caso piuttosto unico nella storia dei tornei internazionali per nazioni, lo testimoniano oltre ogni dubbio: il Portogallo non ha vinto nessuna delle sue cinque partite al 90', anzi le ha pareggiate tutte e cinque, con l'unica vittoria vera e propria arrivata al 117' contro la Croazia negli ottavi (Quaresma), mentre nei quarti è passato ai rigori. Nel girone iniziale, orribile terzo posto finale con ripescaggio agli ottavi dopo tre pareggi su tre contro Islanda, Austria e Ungheria, e anzi il 3-3 di Lione con l'Ungheria è stato determinante: il pareggio con molte reti qualificava il Portogallo senza dubbi, da qui qualche sospetto sollevato dalla nazionale albanese sull'andamento del secondo tempo di quell'Ungheria-Portogallo, con quattro reti arrivate allegramente una dopo l'altra, e gli ungheresi segnavano e Cristiano rispondeva, in grande leggerezza.
  Ma alla fine sono qui, in semifinale, e bisogna farci i conti. Giocano un calcio sinceramente orribile, sempre sotto ritmo, con una manovra che ha poco di corale e che prevede solo la ricerca del passaggio in profondità per Ronaldo o Nani. Il talento in campo è limitato a Ronaldo, ma solo sulla fiducia, perché il CR visto fin qui è soprattutto un atleta consunto e che ha bisogno di riposo, e a Renato Sanches, il diciottenne di origine capoverdiana che è la grande sorpresa del torneo e che quasi da solo ha portato il Portogallo in semifinale, segnando il gol del pareggio al 33' del primo tempo e poi realizzando il suo rigore nella serie finale, pretendendo di calciarlo per secondo, subito dopo Ronaldo. Per il resto è un Portogallo che si affida alla tenuta difensiva e in questo bisogna rendere merito al vituperato Pepe. Le sue intemperanze in campo lo hanno reso un giocatore antipatico ai più, quindi di lui si sottolineano più spesso i falli pesanti delle prestazioni nitide. Ma in questo Europeo Pepe sta giocando a livelli altissimi e in ogni partita è il migliore del Portogallo, con l'unica sbavatura di un errore di posizione, impercettibile e senza che Willliam Carvalho riuscisse a rimediare, sul gol di Lewandowski nei quarti. Intorno al brasiliano naturalizzato portoghese, che a 33 anni sta dando il meglio di sé dopo aver vinto anche l'ultima Champions League col Real Madrid, il ct Santos ha costruito la squadra più brutta, sporca e cattiva dell'Europeo, eppure eccola tra noi. Dovesse svegliarsi pure Cristiano, avremmo una serissima candidata in più al titolo.