Spagna

Spagna-Turchia, Del Bosque: "Restiamo umili". Terim: "Mi basta un pareggio"

Una sfida all'insegna dell'esperienza nel gruppo D. I due allenatori non si espongono e invitano alla calma. Lo spagnolo rivolge il suo appello ai giocatori, il turco puù direttamente al paese: "Quando si perde si drammatizza troppo. Noi reduci da quindici partite di fila senza sconfitte, meritiamo più credito"

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NIZZA - Spagna-Turchia vale già un Europeo. La squadra di Del Bosque vuole la certezza degli ottavi per giocarsi con più tranquillità il primo posto contro la Croazia nell'ultima giornata, la Turchia, invece, deve rimanere in corsa in attesa della sfida contro la Repubblica Ceca. Il ct spagnolo Del Bosque, tuttavia, ha dalla sua un bagaglio di esperienza tale da evitare proclami che possano creare un effetto boomerang: "La Spagna vuole vincere, ma serve umiltà. Meno euforia, meno prepotenza. La Turchia è forte e bisogna procedere con cautela. Manteniamo i piedi per terra. I Turchi li conosco bene, giocano senza complessi e adorano osare".

Il tecnico campione d'Europa e del Mondo, inoltre, non si è esposto sulla formazione: " Al turnover penserò dopo l'allenamento. L'importante è che i miei 23 calciatori stiano tutti bene. Ho fiducia in ognuno di loro e penso che qualsiasi cambio non diminuisca il valore della mia squadra". Del Bosque ha inoltre dichiarato la volontà di vincere il girone, non per essere facilitato nella fase a eliminazione diretta, bensì perchè "la Roja" deve scendere sempre in campo alla ricerca del successo: "Nessuno può sapere se convenga vincere il girone o arrivare secondi. Noi ad ogni modo teneremo di arrivi primi nel nostro gruppo".

TERIM PUNTA AL PAREGGIO - Sul fronte turco, se possibile, vi è ancora più cautela. Terim ha dichiarato senza giri di parole di puntare alla posta minima: "Un pareggio domani mi andrebbe benissimo. In questo genere di tornei conta rimanere in corsa; se dovessimo pareggiare avremmo ancora buone chance di passare agli ottavi. Sarebbe un buon risultato per noi". Contro la Croazia, la Turchia non è sembrata impensierire gli avversari, motivo per il quale Terim ha intenzione cambiare qualcosa nell'undici iniziale: "Non dico che farò una rivoluzione - ha aggiunto l'Imperatore - ma qualche cambio si".

Tutto ciò, però, nell'autonomia che si deve ad un allenatore dotato dell'esperienza di Terim: "In Turchia hanno parlato un pò male di noi, del resto quando si perde si drammatizza tutto e si inventano dlle storie. Abbiamo reso felice il nostro Paese con quindici partite di fila senza sconfitte, possiamo avere un pò di credito e credo che meritiamo un pò più di rispetto. Ho fiducia nei miei giocatori". In chiusura, il ct turco, ha speso buone parole per il suo capitano, Arda Turan, reduce da una stagione non brillante in blaugrana e messo in discussione troppo rapidamente in patria: "Io sono il suo allenatore nella Turchia. Al Barcellona ne ha un altro, è normale avere delle forme diverse di utilizzo e bisogna rispettarle entrambe. Mi fido di lui".