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Perseguitati dal catenaccio

dall'inviato FABRIZIO BOCCA
2 minuti di lettura
CRACOVIA - Cinque piccoli argomenti post-Europei non prettamente tecnici su cui discutere. Ogni riferimento alla Nazionale arrivata seconda e a cui ho già dato un bel 7,5, è puramente voluto.

Grazie lo stesso
Concetto di buona educazione, adatto ai rapporti sociali e interpersonali. Ti ringrazio che per quello che hai cercato ma non sei riuscito a fare. Nello calcio il concetto è addirittura aborrito, rifiutato, respinto con orrore. Il calcio è una delle attività più scaramantiche che esistano, ha i suoi riti e le sue parole tabu'. Guardate il pellegrinaggio notturno cui dopo ogni partita si è sottoposto lo staff di Prandelli al ritorno nella notte. Nel calcio anche chi ha i propositi migliori si attacca a tutto:  tutti ma proprio tutti sono scaramantici. Che ci piaccia o no. Il grazie lo stesso pronunciato addirittura prima della finale incombeva sulla nazionale. Le grandi esaltazioni per il risultato raggiunto, addirittura la visit…
CRACOVIA - Cinque piccoli argomenti post-Europei non prettamente tecnici su cui discutere. Ogni riferimento alla Nazionale arrivata seconda e a cui ho già dato un bel 7,5, è puramente voluto.

Grazie lo stesso
Concetto di buona educazione, adatto ai rapporti sociali e interpersonali. Ti ringrazio che per quello che hai cercato ma non sei riuscito a fare. Nello calcio il concetto è addirittura aborrito, rifiutato, respinto con orrore. Il calcio è una delle attività più scaramantiche che esistano, ha i suoi riti e le sue parole tabu'. Guardate il pellegrinaggio notturno cui dopo ogni partita si è sottoposto lo staff di Prandelli al ritorno nella notte. Nel calcio anche chi ha i propositi migliori si attacca a tutto:  tutti ma proprio tutti sono scaramantici. Che ci piaccia o no. Il grazie lo stesso pronunciato addirittura prima della finale incombeva sulla nazionale. Le grandi esaltazioni per il risultato raggiunto, addirittura la visita al Quirinale annunciata con tanto di lettera alla vigilia. Si è letto perfino un infausto "Grazie comunque" la mattina della finale con la Spagna. Insomma una maniera subliminale per dire: il più è stato fatto. Detto questo a una squadra cosi', che ci ha ravvicinato alla nazionale un grazie va detto col cuore. Magari senza "lo stesso".

Catenaccio

Ogni maledetta volta che mettiamo il naso fuori dalle frontiere il "catenaccio" ci perseguita come se il calcio in Italia fosse alla preistoria e  praticato da uomini delle caverne. Il mondo dovrebbe sapere che "il catenaccio" vero e proprio non esiste più dagli anni 60, che dall'epoca dei Rocco e degli Herrera è ormai attività  chiusa nei libri della storia del calcio e nelle dispense per i tecnici che devono prendere il patentino a Coverciano. Nemmeno Bearzot ormai trent'anni fa, lo praticava, e anzi il suo calcio era all'epoca decisamente all'avanguardia. Però abbiamo questa etichetta appiccicata addosso, come se dalle nostre parti, ormai qualche decennio orsono, non fossero passati Liedholm e Sacchi, tanto per citarne solamente due. Giocare all'italiana da almeno quarant'anni significa non fare il catenaccio. Che poi al mondo ci siano squadre che il calcio lo giocano in maniera decisamente migliore (vedi la Spagna) niente da dire. Altrimenti siamo noi stessi a coltivare i più triviali cliché che bollano l'Italia: pizza, mafia, mandolini. E catenaccio...

Possesso Palla
E' stato il trionfo del PP. C'è ormai gente che prima di vedere quanto è finita una partita va a vedere il famigerato possesso palla, ossia quanto la palla è stata in percentuale tra i piedi dell'una o dell'altra squadra. A parte che la rilevazione del dato non è poi così scientifica e sicura visto che spesso il PP è diverso a seconda di chi ha il cronometro in mano, in ogni caso è un dato importante ma non il teorema di Pitagora del pallone. Il PP ad esempio non misura la qualità di chi quel pallone ha tra i piedi, o cosa di quel pallone ha fatto. Tutto cio'che riduce il calcio a una scienza esatta non è un'offesa per il calcio ma sinceramente per la scienza. L'Italia ha fatto la più bella partita dal 2006 a oggi, battendo la Germania, lasciando la prevalenza del PP agli avversari. Un'azione rapida e fulminea, un contropiede o una ripartenza come volete chiamarlo, può fare molto più male in sei secondi, di un'altra che ne dura cinquanta e non conclude nulla. E' talmente ovvio ma il calcio oggi discute quasi solo di quello. Quando il PP darà punti in classifica allora varrà la pena tornare a discuterne...

Gruppo Unito
Si vince perché il gruppo è unito e compatto. Se così veramente fosse bisognerebbe fare le squadre con giocatori che si stanno simpatici e le cui famiglie magari si frequentano al di fuori del calcio. Certo una squadra dove si litiga tutto il giorno sarebbe un inferno, ma la realtà è che anche qui il luogo comune rovescia la realta'. Una squadra non vince (anche) perché il gruppo è unito. Ma è vero, purtroppo, l'esatto contrario: sono le vittorie a rendere un gruppo ancora più unito, a rafforzarlo, a dargli fiducia. Le sconfitte al contrario causano crepe nel gruppo. Per fortuna questo non è stato il caso dell'Italia.

Giochiamo per vincere

Ma può esistere una squadra che gioca per perdere, o per fare il gioco degli altri o per fare la loro partita? Ma dai...