Grecia

La sfida

E Atene sogna l'eurorivincita
"Vogliamo vincere con autogol..."

Merkel, euro, dracma, crisi economica: in Grecia per la sfida di domani sera contro la Germania si parla poco di gol e tattica. Atteso a Danzica anche il nuovo premier Antonis Samaras

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ATENE - "Germania batte Grecia 3-1". Se fosse servita (e non serviva) altra benzina sul fuoco, Wolfgang Schauble c' ha messo del suo. Il sole stamattina picchia caldissimo qui ad Atene, dove il ministro delle finanze tedesco non è proprio ai primissimi posti dell'Oscar della simpatia. Ma il suo vaticinio sul quarto di finale più atteso di Euro 2012 ha surriscaldato ancor di più un clima d'attesa che sotto il Partenone è già torrido da giorni. Ormai non ci sono più dubbi. I novanta minuti di Danzica sono diventati per la Grecia l'occasione per vendicarsi  -  sportivamente parlando  -  di tre anni di umiliazioni made in Germany. "Schauble? E' lo stesso che ha detto che siamo un buco senza fine. E che a gennaio sosteneva che per salvare il mio paese non c'era altra scelta che commissariarlo, ovviamente con un podestà tedesco. Gli faremo rimangiare anche questa  -  si scalda pure Giorgos Keftezeris, 54enne dipendente del ministero dell'economia mentre entra in ufficio a Piazza Syntagma  - . Vinceremo noi 1-0, su autogol al terzo minuto di recupero del secondo tempo!".

"Dateci la Merkel", titolava due giorni fa dopo la vittoria a sorpresa con la Russia il quodiano Goal, interpretando gli umori della "pancia" di un bel pezzo del paese. E la Cancelliera, donna che non si tira indietro, ha accettato la sfida. Domani sera sarà in tribuna. E (forse) sarà raggiunta da Antonis Samaras, eletto da poche ore nuovo premier della Grecia dopo le elezioni, aggiungendo un altro po' di pepe a una partita che come ovvio non è più solo calcio. "Per me possiamo anche tornare alla dracma  -  scherza ma non troppo Vicky Papageorgiou mentre fa shopping nei vicoli di Plaka -. Ma se vinciamo domani non me ne importa niente. E' tre anni che ci tocca sentirci spiegare da Merkel & C. cosa dobbiamo fare, come dobbiamo farlo e in quanto tempo. Ora basta".

Il ragionamento, ovviamente, è un po' ingeneroso. La Germania ha stanziato miliardi per la Grecia. Il problema è che i rapporti tra Atene e Berlino sono avvelenati da antichi rancori e da un'occupazione nazista tra il 1941 e il '44 che nessuno qui ha dimenticato. "La Merkel vuole punirci perché siamo stati i primi a dire no a Hitler" va giù piatto nei suoi commenti Manolis Glezos, 89enne eroe della Reistenza ellenica che nel maggio '41 fece partire la rivolta europea contro il nazismo arrampicandosi sull'Acropoli per ammainare la bandiera con la svastica. Esagerazioni, che però aiutano a capire il clima d'attesa in cui la Grecia sta vivendo la vigilia di questa sfida catartica. "Noi siamo sfavoriti", ha provato a mettere le mani avanti Georgos Karagounis, il capitano della nazionale (assente a Danzica per squalifica) che ha portato la squadra nei quarti grazie al suo golo contro la Russia. "Non mischiate sport e politica" gli ha fatto eco con lo sgurado un po' spiritato il Samaras più amato del paese, non il premier ma l'attaccante del Celtics protagonista la scorsa settimana di una partita generosissima. Dovrebbe spiegarlo ai 10 milioni di greci che attendono il fischio d'inizio di Danzica con più apprensione dell'Eurogruppo del 28 giugno, decisivo per la permanenza di Atene nell'euro (nel senso della valuta). "Combatteremo con le unghie e con i denti", ha promesso il capitano (per l'occasione) della squadra Costas Katsouranis. Domani tocca a Euro 2012. All'altro di tornerà a pensare un minuto dopo la fine della partita.