POZNAN (Polonia) - O dentro o fuori, sperando di sbriciolare il biscotto. Cesare Prandelli parla, durante la conferenza stampa alla vigilia di Italia-Irlanda, dell'umore azzurro in questo match chiave per il passaggio del turno.
Si parla più del biscotto che del semplice fatto che se non si vince l'Italia è fuori.
''Tre giorni fa dissi che dipende tutto da noi e che avremmo dovuto preparare la gara solo pensando a noi. Se altri ne stanno parlando non ci hanno disturbato. Noi siamo concentrati per vincere la gara di domani. Il biscotto? E' inconcepibile che una squadra come la Spagna che ha basato tutto su immagine, gioco spettacolo e divertimento possa pensare di poter programmare una partita: è impossibile. Noi avremo difficoltà domani, ma abbiamo la qualità e i mezzi per poter vincere la gara".
Ci sarà davvero una rivoluzione tattica nella squadra?
"Rivoluzione? Ne parlavo con Giorgio Chiellini: ancor prima della fine dell'allenamento c'erano già notizie sui giornali di come potevamo giocare. La nostra è semplicemente una squadra che deve poter cambiare partita dopo partita. Il modulo? Mi piace il confronto tecnico, non mi sono mai nascosto. Se decidiamo per una difesa a tre De Rossi è uno dei tre, se decidiamo in maniera diversa con De Rossi a centrocampo io non ho mai detto che Di Natale potrà durare solo 30-40 minuti, ma ho detto che se parte lui dobbiamo strutturare un centrocampo per fargli avere tante palle gol".
E' la partita più importante della tua carriera?
''E' la partita più importante. La squadra si è allenata non bene, ma di più. E anche i risultati dei test fisici ci incoraggiano: stiamo molto bene, possiamo alzare il ritmo e correre per novanta minuti".
Sarà una gara speciale quella contro il Trap. Cosa ne pensi di lui come uomo e come allenatore?
"Lo ho abbracciato. Vorrei trovare sempre questo clima prima di una partita così importante. Per quanto mi riguarda quando parlo di Trappatoni parlo del "mister", per me sarà sempre il mister. Avevo 20 anni, sono cresciuto con lui, dal punto di vista umano ha sempre e comunque rispettato tutti, anche noi che non giocavamo tanto eravamo importanti. La forza sua è che si è messo in discussione sempre, aggiornarsi, essere competitivo: e lo è . Per me è una persona straordinaria: è il mister".
Per cambiare modulo ci vogliono giocatori flessibili?
"Non dico come giocherò domani, datemi un leggero vantaggio. Non siamo noi contro l'opinione pubblica: io preparo allenamenti e partite per cercare di avere qualche vantaggio durante la gara. Voi - dice ai giornalisti - non siete una squadra, fate parte dell'Italia, siamo assieme, è strano che pensiate 'ci vuole nascondere qualcosa'. Facciamo un passo avanti: non è così importante il modulo, è importante il cuore, ricevere emozioni e darle. Poi sicuramente è lecito criticare, ma aspettiamo prima la gara. Così diventa difficile trovare serenità. Ma abbiamo i mezzi per fare bene".
Come sta Balotelli? Il modulo dipenderà dalla sua presenza o meno?
"Lo verificheremo in campo. Sta molto meglio rispetto a ieri. Se si allena (l'attaccante del City ha lavorato in gruppo, ndr) sicuramente sarà disponibile. Quando fai una scelta devi tenere conto del sistema di gioco: deve essere elastico, equilibrato, razionale. E devi tenere conto delle caratteristiche dei giocatori che devono comporre questo sistema. Ogni scelta sarà ponderata".
Facciamo gli scongiuri, ma se dovesse andare male?
"Se dovesse andare male ci si prende la responsabilità e poi si fanno le riflessioni del perché. Non voglio gufare ma... in questo momento non ho pensieri per condizionare la partita. Il calcio è da vivere in maniera un po' distensiva, stemperare le tensioni. E' una partita di calcio: emozioni, gioia, invece qui c'è un clima particolare, molto particolare... Non mettiamo le mani avanti. Noi italiani abbiamo la fregola di anticipare tutto. Alle volte ad anticipare si scivola, lo dico anche ai miei giocatori".
Che difficoltà ti aspetti dall'Irlanda?
"Tolta la tensione l'Irlanda può giocare l'Europeo liberamente. Più passa il tempo più trovi difficoltà, vedi la Spagna che fino al 60° era ancora 1-0. Secondo me le difficoltà arriveranno dai lunghi lanci, colpi di testa, ripartenze veloci. Dobbiamo essere bravi a non concedere situazioni di questo tipo".
Per concludere, sul cammino dell'Italia: finora poco bravi finora o sfortunati?
"Io ho ancora negli occhi la partita con la Croazia, per 60 minuti abbiamo fatto un buon calcio, propositivo, creato 7-8 palle gol. Ma abbiamo pareggiato. Quindi la fortuna la devi andare a cercare costruendo. Poi vedrete che riusciremo a concretizzare".
Si parla più del biscotto che del semplice fatto che se non si vince l'Italia è fuori.
''Tre giorni fa dissi che dipende tutto da noi e che avremmo dovuto preparare la gara solo pensando a noi. Se altri ne stanno parlando non ci hanno disturbato. Noi siamo concentrati per vincere la gara di domani. Il biscotto? E' inconcepibile che una squadra come la Spagna che ha basato tutto su immagine, gioco spettacolo e divertimento possa pensare di poter programmare una partita: è impossibile. Noi avremo difficoltà domani, ma abbiamo la qualità e i mezzi per poter vincere la gara".
Ci sarà davvero una rivoluzione tattica nella squadra?
"Rivoluzione? Ne parlavo con Giorgio Chiellini: ancor prima della fine dell'allenamento c'erano già notizie sui giornali di come potevamo giocare. La nostra è semplicemente una squadra che deve poter cambiare partita dopo partita. Il modulo? Mi piace il confronto tecnico, non mi sono mai nascosto. Se decidiamo per una difesa a tre De Rossi è uno dei tre, se decidiamo in maniera diversa con De Rossi a centrocampo io non ho mai detto che Di Natale potrà durare solo 30-40 minuti, ma ho detto che se parte lui dobbiamo strutturare un centrocampo per fargli avere tante palle gol".
E' la partita più importante della tua carriera?
''E' la partita più importante. La squadra si è allenata non bene, ma di più. E anche i risultati dei test fisici ci incoraggiano: stiamo molto bene, possiamo alzare il ritmo e correre per novanta minuti".
Sarà una gara speciale quella contro il Trap. Cosa ne pensi di lui come uomo e come allenatore?
"Lo ho abbracciato. Vorrei trovare sempre questo clima prima di una partita così importante. Per quanto mi riguarda quando parlo di Trappatoni parlo del "mister", per me sarà sempre il mister. Avevo 20 anni, sono cresciuto con lui, dal punto di vista umano ha sempre e comunque rispettato tutti, anche noi che non giocavamo tanto eravamo importanti. La forza sua è che si è messo in discussione sempre, aggiornarsi, essere competitivo: e lo è . Per me è una persona straordinaria: è il mister".
Per cambiare modulo ci vogliono giocatori flessibili?
"Non dico come giocherò domani, datemi un leggero vantaggio. Non siamo noi contro l'opinione pubblica: io preparo allenamenti e partite per cercare di avere qualche vantaggio durante la gara. Voi - dice ai giornalisti - non siete una squadra, fate parte dell'Italia, siamo assieme, è strano che pensiate 'ci vuole nascondere qualcosa'. Facciamo un passo avanti: non è così importante il modulo, è importante il cuore, ricevere emozioni e darle. Poi sicuramente è lecito criticare, ma aspettiamo prima la gara. Così diventa difficile trovare serenità. Ma abbiamo i mezzi per fare bene".
Come sta Balotelli? Il modulo dipenderà dalla sua presenza o meno?
"Lo verificheremo in campo. Sta molto meglio rispetto a ieri. Se si allena (l'attaccante del City ha lavorato in gruppo, ndr) sicuramente sarà disponibile. Quando fai una scelta devi tenere conto del sistema di gioco: deve essere elastico, equilibrato, razionale. E devi tenere conto delle caratteristiche dei giocatori che devono comporre questo sistema. Ogni scelta sarà ponderata".
Facciamo gli scongiuri, ma se dovesse andare male?
"Se dovesse andare male ci si prende la responsabilità e poi si fanno le riflessioni del perché. Non voglio gufare ma... in questo momento non ho pensieri per condizionare la partita. Il calcio è da vivere in maniera un po' distensiva, stemperare le tensioni. E' una partita di calcio: emozioni, gioia, invece qui c'è un clima particolare, molto particolare... Non mettiamo le mani avanti. Noi italiani abbiamo la fregola di anticipare tutto. Alle volte ad anticipare si scivola, lo dico anche ai miei giocatori".
Che difficoltà ti aspetti dall'Irlanda?
"Tolta la tensione l'Irlanda può giocare l'Europeo liberamente. Più passa il tempo più trovi difficoltà, vedi la Spagna che fino al 60° era ancora 1-0. Secondo me le difficoltà arriveranno dai lunghi lanci, colpi di testa, ripartenze veloci. Dobbiamo essere bravi a non concedere situazioni di questo tipo".
Per concludere, sul cammino dell'Italia: finora poco bravi finora o sfortunati?
"Io ho ancora negli occhi la partita con la Croazia, per 60 minuti abbiamo fatto un buon calcio, propositivo, creato 7-8 palle gol. Ma abbiamo pareggiato. Quindi la fortuna la devi andare a cercare costruendo. Poi vedrete che riusciremo a concretizzare".