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Diamanti avverte l'Inghilterra
"La storia è dalla nostra"

Il centrocampista azzurro, che ha esordito lunedì agli Europei contro l'Irlanda, si dice fiducioso in vista della sfida dei quarti di finale. E ammette scherzosamente: "Una gara così è un sogno, pensavo di poterla giocare soltanto alla playstation..."
dall'inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

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CRACOVIA - Alessandro Diamanti aveva giocato solo una volta nell'Italia, contro la Romania, quasi due anni fa: aveva la febbre alta, ma non disse nulla per non rinunciare all'esordio. Restò in campo un tempo, poi uscì per De Rossi. A Poznan contro l'Irlanda ha debuttato all'Europeo e pescato Balotelli da calcio d'angolo per il 2-0. E ora ha scalato posizioni nella gerarchia azzurra.

Diamanti, era emozionato?
"Più che per il debutto, mi sono emozionato all'inno e per il modo in cui il pubblico irlandese sosteneva la squadra. Ma è stata un'emozione anche affrontare Spagna e Croazia, pur se sono rimasto in panchina".

Cinque anni fa lei era a Prato, in C. Si aspettava di giocare un giorno Italia-Inghilterra?
"Alla playstation, certamente. Scherzo: io neanche ci gioco, alla playstation. Non ho mai mollato. Sono convinto che sei fai tutto come si deve e hai le qualità, queste vengono fuori. Per quanto mi riguarda, posso fare ancora meglio. Io sono un casinista e un combattente".  

Vuol fare un appello ai tifosi azzurri?
"Nessun appello. Se gli italiani ci sostengono e fanno il tifo siamo felici, ma deve partire da loro. Noi ce la mettiamo tutta".

Prandelli loda il suo impegno in allenamento.
"Io sto qui e metto più positività possibile, cercando di trasmetterla a tutto il gruppo".

Lei sorride sempre.
"La ricetta della felicità è comportarsi bene. Se impari i valori da piccolo e li conservi, la felicità viene per forza".

Lei come Paolo Rossi e Christian Vieri arriva dal Santa Lucia, squadra giovanile di Prato.
"Sono di parte, c'è un presidente, mio nonno, che mette passione ed entusiasmo per far divertire i bambini, cercando allenatori bravi e seri per insegnare i valori della vita. Mio nonno ha 82 anni, ma ne dimostra 35".

Lei ha giocato nel West Ham e ama il calcio inglese.
"L'ho detto mille volte: il calcio italiano è più bello e difficile, ma invidio agli inglesi tutto il contorno. Siamo trent'anni indietro, in quello".

Come pensa che l'Inghilterra ci valuti?
"Penso che guardi all'Italia come una squadra forte, la storia dice che siamo più forti noi. Ma la storia non conta in una partita secca. Sarà una grande battaglia".

Il giocatore che conosce meglio?
"Scott Parker, un top player, un combattente. Eravamo insieme al West Ham. Mi piacerebbe batterlo".

Contro l'Irlanda eravate in campo contemporaneamente lei, Pirlo e Balotelli: chi batte le punizioni?
"Decidiamo al momento. Pirlo mi ha detto di calciare e da lì sbaglio raramente, avevo sistemato bene il pallone ma l'arbitro me l'ha fatto rimettere nella posizione originaria, minacciando di ammonirmi. La barriera era troppo vicina, però".  

Pirlo è stanco?
"No, ed è il miglior giocatore del mondo".

Buffon dice che gli azzurri hanno le armi per essere i più braavi.
"La nostra arma è la compattezza. Se mettiamo in campo il gruppo che siamo, possiamo battere chiunque".