KIEV (Ucraina) - Gigi Buffon invita a non sottovalutare gli inglesi. Ma avverte anche che l'Italia si esalta con le grandi. "L'Inghilterra ha sempre avuto grandi giocatori. Non ha vinto negli ultimi anni, ma anche per sfortuna - ha detto il capitano azzurro al sito dell'Uefa - uscendo spesso ai rigori. Hanno tre o quattro giocatori di classe mondiale come Terry, Cole, Rooney, Gerrard e li rispettiamo, sarà una sfida molto dura". Per l'estremo difensore juventino le due squadre sono sullo stesso livello, o quasi. "Sarà una gara molto equilibrata, anche perché l'Italia si adatta sempre all'avversario. Contro le grandi gioca sempre bene, contro le piccole non vince mai facilmente. Credo che la differenza tra le due squadre sia davvero minima".
"I RIGORI? NON CREDO CI ARRIVEREMO" - Sul tema caldo di questi giorni, quello dei rigori, Buffon si è pronunciato così: "Quando se ne parla troppo, poi la partita si decide prima. Ma i rigori fanno parte del calcio e c'è merito nel vincere ai rigori. Ci vuole tecnica e carattere per trasformarli, quindi premiano chi merita di vincere. Per un portiere forse è l'unica occasione in cui non hai tante responsabilità". Poi, a proposito di portieri, Buffon ha fatto i complimenti a Joe Hart, collega che si ritroverà dall'altro lato del campo domani sera. "Hart, insieme a Neuer, Lloris e il nostro Sirigu non è più un portiere emergente - ha detto - ma uno che gioca sempre bene e può diventare determinante per la sua squadra. Merita tanti complimenti".
"L'INNO? LO CANTO PERCHE' MI SENTO ITALIANO" - Buffon ha poi confessato le sue emozioni nel cantare l'inno di Mameli: "Lo canto con gli occhi chiusi perché mi sento italiano fino al midollo, perché per me il tricolore, la mia bandiera, il mio paese, significano molto. Ho perso due nonni nella prima Guerra Mondiale e credo che cantare e pensare a loro in quei momenti sia una forma di rispetto".
"I RIGORI? NON CREDO CI ARRIVEREMO" - Sul tema caldo di questi giorni, quello dei rigori, Buffon si è pronunciato così: "Quando se ne parla troppo, poi la partita si decide prima. Ma i rigori fanno parte del calcio e c'è merito nel vincere ai rigori. Ci vuole tecnica e carattere per trasformarli, quindi premiano chi merita di vincere. Per un portiere forse è l'unica occasione in cui non hai tante responsabilità". Poi, a proposito di portieri, Buffon ha fatto i complimenti a Joe Hart, collega che si ritroverà dall'altro lato del campo domani sera. "Hart, insieme a Neuer, Lloris e il nostro Sirigu non è più un portiere emergente - ha detto - ma uno che gioca sempre bene e può diventare determinante per la sua squadra. Merita tanti complimenti".
"L'INNO? LO CANTO PERCHE' MI SENTO ITALIANO" - Buffon ha poi confessato le sue emozioni nel cantare l'inno di Mameli: "Lo canto con gli occhi chiusi perché mi sento italiano fino al midollo, perché per me il tricolore, la mia bandiera, il mio paese, significano molto. Ho perso due nonni nella prima Guerra Mondiale e credo che cantare e pensare a loro in quei momenti sia una forma di rispetto".