CRACOVIA - Con la vittoria sulla Germania gli azzurri hanno definitivamente conquistato la Polonia al tifo per la Nazionale. La finale di domenica con la Spagna si giocherà in Ucraina, ma l'Italia ha già vinto per i polacchi il titolo di squadra più amata: merito del gioco e di una simpatia che è aumentata via via che passavano le partite. Lo si è capito perfettamente allo stadio di Varsavia, dove il tifo del pubblico teoricamente neutrale è stato tutto per l'Italia: l'antipatia storica dei polacchi per la Germania c'entra fino a un certo punto. Ma lo si è capito ancora di più proprio a Cracovia, la città scelta dalla Figc come quartier generale dell'Europeo: qui i festeggiamenti in piazza del Mercato, il cuore del centro storico, sono durati fino a tardi e hanno coinvolto un migliaio di polacchi, ormai conquistati alla causa della squadra di Prandelli. Scene di entusiasmo anche nella fan zone accanto a Casa Azzurri e soprattutto in quella di Wieliczka, la cittadina che ospita il ritiro della Nazionale all'Hotel Turowka: duemila persone l'hanno affollata durante la partita e un centinaio di queste hanno atteso l'arrivo notturno del pullman con Prandelli e i giocatori. Sabato mattina, prima della partenza per Varsavia, erano stati salutati dalle scolaresche della zona con un maxi-striscione tricolore di 50 metri. La Polonia sembra avere già scelto chi, tra la Spagna campione del mondo e l'Italia, dovrebbe vincere l'Europeo.
ALLA CONQUISTA DI CRACOVIA - Eppure non era cominciata esattamente così. In principio c'erano tre squadre: Inghilterra, Olanda e Italia. Nella bella Cracovia, la città turistica più importante della Polonia snobbata dagli organizzatori come sede delle partite di Euro 2012 ma scelta per il ritiro da tre fra le nazionali più importanti, sembrava proprio che la presenza italiana fosse destinata a rimanere una minoranza con scarso seguito: troppo debole la campagna promozionale dei tour operator, troppo pesante la crisi per le tasche dei potenziali turisti sportivi, troppo massiccia - in confronto - la presenza annunciata degli olandesi e degli inglesi, abituati a spostarsi al seguito delle loro nazionali, troppo esigua quella azzurra, troppo superiore la curiosità dei polacchi per l'Inghilterra di Rooney e Gerrard, che oltretutto abitava a due passi dalla scenografica piazza del Mercato, il cuore della città. Anche l'Olanda vicecampione del mondo stava in centro, a due passi dal castello Wawel. L'Italia, invece, era lontana dal traffico e dal caos, nella tranquillità di Wieliczka. Per i giocatori, nelle occasioni di libera uscita concesse da Prandelli, era possibile passeggiare tranquillamente con le famiglie per il centro di Cracovia: ovviamente Balotelli a parte, obiettivo prediletto dei tabloid.
PALLONE E AFFARI - Il successo sportivo della Nazionale non è soltanto una questione di immagine. Avrà anche ricadute commerciali sull'import-export con un paese in crescita, che non ha avvertito, se non marginalmente, la crisi economica mondiale. Lo spiega Matteo Redenti, imprenditore carrarese da sei anni a Cracovia, titolare di due aziende, una di import-export del marmo e una di consulenza, e responsabile della sezione di Cracovia della Camera di commercio italiana in Polonia. "E' un dato statistico: in questi casi i benefici per le aziende sono una costante. Succederà anche in questo caso. I risultati della squadra di Prandelli sono importanti anche per questo. Nella sola Cracovia le aziende a capitale italiano sono 30-35, e diventano 300-350 nel raggio di 50 chilometri: si va dall'automatica alla produzione di utensili per le acciaierie, alla farmaceutica". L'industria più nota è lo stabilimento Fiat di Tychy e di Biesko Biala, ma ci sono esempi di ogni genere, come quello della Consonni, storica azienda di dolciumi, che si è trasferita da qualche anno in Polonia. Una delle chiavi dell'insediamento internazionale in Polonia, anche da parte delle grandi multinazionali, è la tassazione favorevole. I finanziamenti europei per il periodo 2007-2013, diretti o indiretti, ammontano a 72 milioni di euro, quasi tutti utilizzati. La tassazione per le Srl , la cosiddetta flex tax, è del 19%. "In Italia invece può arrivare al 37%". Inoltre, se un imprenditore vuole investire un milione di euro, ha il 50% di bonus fiscale e non paga le tasse fino al 2020: il bonus è cumulabile con il finanziamento europeo.
DALLA JUVE AGLI AZZURRI - Per la piccola comunità italiana di Cracovia - un migliaio i residenti nella circoscrizione - le vittorie della Nazionale hanno rappresentato una gioia impagabile. Nel vecchio quartiere ebraico di Kazimierz, in piazza Wolnica, l'Antonio Caffè è il punto di ritrovo abituale. Durante l'anno i tifosi, soprattutto quelli della Juve, vanno lì a vedere in diretta televisiva con Sky le partite del campionato. Si è creato anche un consistente nucleo di tifosi polacchi della Juve: sono più di quaranta e si spostano a Torino per le gare più importanti. Il titolare del locale, Antonio Polimeno, ex dirigente Fiat di fede milanista, si è tolto grandi soddisfazioni con le partite degli azzurri. "In Polonia si vive bene, per carità, ma in queste serate sembrava di essere in Italia". D'estate il numero degli italiani si moltiplica, grazie all'afflusso dei turisti: Cracovia, Auschwitz e le miniere di sale della zona (proprio quella di Wieliczka è la più famosa) sono le mete preferite. Poi c'è il turismo religioso, con Katowice e la stessa Cracovia, la città di Giovanni Paolo II. Dal censimento dell'Ambasciata italiana di Varsavia e secondo le fonti dell'Istituto per il Turismo (INTUR), gli italiani arrivati in Polonia nel 2011 erano stati 315.000 (con un incremento dell'11% rispetto al 2012), di cui 285.000 turisti (anche in questo caso un aumento dell'8% rispetto al 2010). La durata media del soggiorno è stata di tre giorni, la spesa media giornaliera di 92 dollari, contro i 64 dei tedeschi e gli 80 degli altri, lo scopo del viaggio prevalentemente turistico (19,3%), seguito da quello religioso ( 9,6% ). Nel primo semestre del 2012 si sono registrati 55.000 arrivi (-8% rispetto al 2011), di cui 50.000 turisti (nessuna variazione rispetto all'anno precedente). Si attendono i riscontri di Euro 2012, anche se il vero boom non c'è stato.
DALL'ERASMUS AL LAVORO - Cracovia è sede di un consolato italiano. Ha 850mila abitanti, ma con gli studenti universitari raggiunge il milione e mezzo. E' una realtà ovattata rispetto alla parte orientale del paese, meglio rappresentata da Nowa Huta, il sobborgo di Cracovia dove si allenava l'Inghilterra di Hodgson. Nowa Huta era la città ideale del comunismo e qui è più visibile la piaga dell'alcolismo, che qualche storia di cronaca può sintetizzare. D'inverno, durante la campagna contro questo fenomeno, alcuni senzatetto hanno preferito morire al freddo, piuttosto che trovare rifugio nei ricoveri, dove gli alcolici sono vietati. Ma la presenza universitaria resta il dato più significativo: non mancano i ragazzi italiani che sono rimasti qui per trovare lavoro, dopo l'Erasmus. Uno, Davide, ha fatto il traduttore per la Figc nelle conferenze stampa della Nazionale a Casa Azzurri. L'attività di interscambio più importante la svolge l'Istituto Italiano di Cultura, diretto da tre anni e mezzo dalla professoressa Clara Celati, bolognese.
LA CULTURA BATTE IL PALLONE - L'IIC ha sede sulla Grodzka, la strada dei palazzi, delle chiese più belle e dell'Università Jagellonica. Ha ospitato il Piccolo teatro di Milano e tra gli appuntamenti in cartellone, oltre ai concerti di musica barocca, hanno avuto particolare successo per il pubblico polacco la rassegna su Michelangelo Antonioni e la partecipazione, con alcuni corti italiani, al Krakow Film festival, il più antico festival cinematografico della Polonia. Ma il punto di forza di questa enclave culturale a Cracovia è rappresentato dai frequentatissimi corsi di italiano - 450 studenti a semestre, corsi intensivi esclusi - segno di un interesse che aumenta col passare del tempo. L'italiano qui fa ormai gara con le lingue classiche: tedesco, spagnolo e inglese. Merito, come spiega la professoressa Celati, delle similitudini tra le due culture. "L'influenza italiana nell'arte e nell'architettura è nota. Poi c'è stata la grande molla di papa Wojtyla. Si è creata una forte comunità ecclesiastica. Il legame di Giovanni Paolo II era molto profondo: ha chiamato l'Italia la sua seconda patria". Ma c'è anche un aspetto lavorativo nella richiesta dell'italiano come lingua emergente, esemplificata dai corsi settoriali di italiano per business, giuridico e per architetti. "C'è chi viene per migliorare le prospettive lavorative, come i dipendenti delle segreterie degli studi legali comparati, oppure per cercare lavoro qualificato nelle aziende della zona". Prima dell'Europeo, comunque, l'italiano più popolare in Polonia era un ballerino: Stefano Terrazzino, italo-tedesco, star dell'edizione polacca di "Ballando sotto le stelle". Ma adesso Pirlo e Buffon gli hanno tolto lo scettro.
ALLA CONQUISTA DI CRACOVIA - Eppure non era cominciata esattamente così. In principio c'erano tre squadre: Inghilterra, Olanda e Italia. Nella bella Cracovia, la città turistica più importante della Polonia snobbata dagli organizzatori come sede delle partite di Euro 2012 ma scelta per il ritiro da tre fra le nazionali più importanti, sembrava proprio che la presenza italiana fosse destinata a rimanere una minoranza con scarso seguito: troppo debole la campagna promozionale dei tour operator, troppo pesante la crisi per le tasche dei potenziali turisti sportivi, troppo massiccia - in confronto - la presenza annunciata degli olandesi e degli inglesi, abituati a spostarsi al seguito delle loro nazionali, troppo esigua quella azzurra, troppo superiore la curiosità dei polacchi per l'Inghilterra di Rooney e Gerrard, che oltretutto abitava a due passi dalla scenografica piazza del Mercato, il cuore della città. Anche l'Olanda vicecampione del mondo stava in centro, a due passi dal castello Wawel. L'Italia, invece, era lontana dal traffico e dal caos, nella tranquillità di Wieliczka. Per i giocatori, nelle occasioni di libera uscita concesse da Prandelli, era possibile passeggiare tranquillamente con le famiglie per il centro di Cracovia: ovviamente Balotelli a parte, obiettivo prediletto dei tabloid.
PALLONE E AFFARI - Il successo sportivo della Nazionale non è soltanto una questione di immagine. Avrà anche ricadute commerciali sull'import-export con un paese in crescita, che non ha avvertito, se non marginalmente, la crisi economica mondiale. Lo spiega Matteo Redenti, imprenditore carrarese da sei anni a Cracovia, titolare di due aziende, una di import-export del marmo e una di consulenza, e responsabile della sezione di Cracovia della Camera di commercio italiana in Polonia. "E' un dato statistico: in questi casi i benefici per le aziende sono una costante. Succederà anche in questo caso. I risultati della squadra di Prandelli sono importanti anche per questo. Nella sola Cracovia le aziende a capitale italiano sono 30-35, e diventano 300-350 nel raggio di 50 chilometri: si va dall'automatica alla produzione di utensili per le acciaierie, alla farmaceutica". L'industria più nota è lo stabilimento Fiat di Tychy e di Biesko Biala, ma ci sono esempi di ogni genere, come quello della Consonni, storica azienda di dolciumi, che si è trasferita da qualche anno in Polonia. Una delle chiavi dell'insediamento internazionale in Polonia, anche da parte delle grandi multinazionali, è la tassazione favorevole. I finanziamenti europei per il periodo 2007-2013, diretti o indiretti, ammontano a 72 milioni di euro, quasi tutti utilizzati. La tassazione per le Srl , la cosiddetta flex tax, è del 19%. "In Italia invece può arrivare al 37%". Inoltre, se un imprenditore vuole investire un milione di euro, ha il 50% di bonus fiscale e non paga le tasse fino al 2020: il bonus è cumulabile con il finanziamento europeo.
DALLA JUVE AGLI AZZURRI - Per la piccola comunità italiana di Cracovia - un migliaio i residenti nella circoscrizione - le vittorie della Nazionale hanno rappresentato una gioia impagabile. Nel vecchio quartiere ebraico di Kazimierz, in piazza Wolnica, l'Antonio Caffè è il punto di ritrovo abituale. Durante l'anno i tifosi, soprattutto quelli della Juve, vanno lì a vedere in diretta televisiva con Sky le partite del campionato. Si è creato anche un consistente nucleo di tifosi polacchi della Juve: sono più di quaranta e si spostano a Torino per le gare più importanti. Il titolare del locale, Antonio Polimeno, ex dirigente Fiat di fede milanista, si è tolto grandi soddisfazioni con le partite degli azzurri. "In Polonia si vive bene, per carità, ma in queste serate sembrava di essere in Italia". D'estate il numero degli italiani si moltiplica, grazie all'afflusso dei turisti: Cracovia, Auschwitz e le miniere di sale della zona (proprio quella di Wieliczka è la più famosa) sono le mete preferite. Poi c'è il turismo religioso, con Katowice e la stessa Cracovia, la città di Giovanni Paolo II. Dal censimento dell'Ambasciata italiana di Varsavia e secondo le fonti dell'Istituto per il Turismo (INTUR), gli italiani arrivati in Polonia nel 2011 erano stati 315.000 (con un incremento dell'11% rispetto al 2012), di cui 285.000 turisti (anche in questo caso un aumento dell'8% rispetto al 2010). La durata media del soggiorno è stata di tre giorni, la spesa media giornaliera di 92 dollari, contro i 64 dei tedeschi e gli 80 degli altri, lo scopo del viaggio prevalentemente turistico (19,3%), seguito da quello religioso ( 9,6% ). Nel primo semestre del 2012 si sono registrati 55.000 arrivi (-8% rispetto al 2011), di cui 50.000 turisti (nessuna variazione rispetto all'anno precedente). Si attendono i riscontri di Euro 2012, anche se il vero boom non c'è stato.
DALL'ERASMUS AL LAVORO - Cracovia è sede di un consolato italiano. Ha 850mila abitanti, ma con gli studenti universitari raggiunge il milione e mezzo. E' una realtà ovattata rispetto alla parte orientale del paese, meglio rappresentata da Nowa Huta, il sobborgo di Cracovia dove si allenava l'Inghilterra di Hodgson. Nowa Huta era la città ideale del comunismo e qui è più visibile la piaga dell'alcolismo, che qualche storia di cronaca può sintetizzare. D'inverno, durante la campagna contro questo fenomeno, alcuni senzatetto hanno preferito morire al freddo, piuttosto che trovare rifugio nei ricoveri, dove gli alcolici sono vietati. Ma la presenza universitaria resta il dato più significativo: non mancano i ragazzi italiani che sono rimasti qui per trovare lavoro, dopo l'Erasmus. Uno, Davide, ha fatto il traduttore per la Figc nelle conferenze stampa della Nazionale a Casa Azzurri. L'attività di interscambio più importante la svolge l'Istituto Italiano di Cultura, diretto da tre anni e mezzo dalla professoressa Clara Celati, bolognese.
LA CULTURA BATTE IL PALLONE - L'IIC ha sede sulla Grodzka, la strada dei palazzi, delle chiese più belle e dell'Università Jagellonica. Ha ospitato il Piccolo teatro di Milano e tra gli appuntamenti in cartellone, oltre ai concerti di musica barocca, hanno avuto particolare successo per il pubblico polacco la rassegna su Michelangelo Antonioni e la partecipazione, con alcuni corti italiani, al Krakow Film festival, il più antico festival cinematografico della Polonia. Ma il punto di forza di questa enclave culturale a Cracovia è rappresentato dai frequentatissimi corsi di italiano - 450 studenti a semestre, corsi intensivi esclusi - segno di un interesse che aumenta col passare del tempo. L'italiano qui fa ormai gara con le lingue classiche: tedesco, spagnolo e inglese. Merito, come spiega la professoressa Celati, delle similitudini tra le due culture. "L'influenza italiana nell'arte e nell'architettura è nota. Poi c'è stata la grande molla di papa Wojtyla. Si è creata una forte comunità ecclesiastica. Il legame di Giovanni Paolo II era molto profondo: ha chiamato l'Italia la sua seconda patria". Ma c'è anche un aspetto lavorativo nella richiesta dell'italiano come lingua emergente, esemplificata dai corsi settoriali di italiano per business, giuridico e per architetti. "C'è chi viene per migliorare le prospettive lavorative, come i dipendenti delle segreterie degli studi legali comparati, oppure per cercare lavoro qualificato nelle aziende della zona". Prima dell'Europeo, comunque, l'italiano più popolare in Polonia era un ballerino: Stefano Terrazzino, italo-tedesco, star dell'edizione polacca di "Ballando sotto le stelle". Ma adesso Pirlo e Buffon gli hanno tolto lo scettro.