LISBONA - Il Portogallo non avrebbe preso bene la designazione arbitrale del turco Cuneyt Cakir. Secondo la stampa lusitana, i vertici della Federcalcio di Lisbona sono scontenti e avrebbero preferito un altro fischietto. Diverse le ragioni che allarmano i portoghesi in vista della semifinale di domani. La prima è la prestazione giudicata non all'altezza della situazione in Italia-Irlanda. Ma c'è altro. La designazione è stata affidata infatti alla commissione arbitrale della Uefa guidata da Angel Maria Villar, presidente della Federcalcio spagnola, e Senes Erzik, turco, entrambi nell'Esecutivo di Nyon da una ventina d'anni e quindi considerati molto vicini. A questo si aggiunge che sia con Kassai che con Stark la Spagna ha avuto arbitraggi non certo sfavorevoli e anche le dichiarazioni di Platini, che più volte ha detto di aspettarsi una finale tra Furie Rosse e Germania, non hanno aiutato a tranquillizzare i dirigenti portoghesi.
COSI' LA STAMPA LUSITANA - "Portogallo indignato: la designazione del Cakir Turk è allarmante", ha titola 'A Bola', sottolineando che il presidente del Collegio arbitrale Uefa Angel Villar dirige la Federcalcio spagnola, e il suo vice, Senes Erzik, è turco oltre che "amico del Barcellona e dell'Unicef", sponsor blaugrana. "Peccato per la designazione dell'arbitro turco", la Federcalcio portoghese "potrebbe prendere posizione", ha scritto invece il quotidiano 'Record', aggiungendo che "la Selecao temeva il gioco dietro le quinte e la grande influenza Angelo Villar".
COSI' LA STAMPA LUSITANA - "Portogallo indignato: la designazione del Cakir Turk è allarmante", ha titola 'A Bola', sottolineando che il presidente del Collegio arbitrale Uefa Angel Villar dirige la Federcalcio spagnola, e il suo vice, Senes Erzik, è turco oltre che "amico del Barcellona e dell'Unicef", sponsor blaugrana. "Peccato per la designazione dell'arbitro turco", la Federcalcio portoghese "potrebbe prendere posizione", ha scritto invece il quotidiano 'Record', aggiungendo che "la Selecao temeva il gioco dietro le quinte e la grande influenza Angelo Villar".