WROCLAW - Davanti agli occhi del presidente Medvedev, primo di diecimila fan venuti da nord, la Russia di Dirk Advocaat - l'architetto dello Zenit Pietroburgo vincitore in Uefa e in Supercoppa Europea - cesella la partita perfetta, almeno per un tempo, dominando in lungo e in largo una modesta Repubblica Ceca. Ora non si sa fino a che punto i meriti russi non siano ingigantiti dai demeriti altrui. Quello di Bilek infatti è un calcio antico: non basta il 4-2-3-1 per renderlo al passo coi tempi. Non basta il proverbiale ardore, quando Pilar illude i suoi accorciando le distanze.
I russi partono male, ma dopo 10' di timidezza, ci pensa Dzagoev, al secondo affondo degno di nota, a sbloccare il match. La mezz'ora che segue è un vero monologo, davanti a Malafeev il muro del Cska non concede spazi, le ripartenze esaltano ordine tattico, distanze, movimento senza palla, precisione nei passaggi. Un calcio da manuale libera davanti a Cech ancora Dzagoev che fallisce un comodo bis calciando fuori in diagonale, e Kerzakhov, che alza la sua conclusione in scivolata. In mezzo però ci sta il raddoppio firmato da Shirokov, centrocampista moderno, elegante, che con un tocco sotto esalta una splendida ripartenza. Si rivede l'Arshavin regista avanzato geniale e impalacabile, e allora ci si chiede come mai un giocatore così non abbia sfondato in Premier, finendo più spesso tra i rincalzi dei Gunners.
RIPRESA - Advocaat conosce bene i suoi: sa che il limite dei russi - che si trovano a memoria - sta nell'autocompiacimento. E in effetti la Russia è così largamente superiore da distrarsi. Distrarsi al punto da consentire a Pilar di farsi trovare al posto giusto, tra i due centrali, al momento giusto, quando Rosicki indovina l'assist che vale mezzo gol. L'altro lo fa il corridore del Plzen che supera Malafeev e deposita nella porta vuota. Comincia un'altra partita? No. La Russia però si incupisce un po' perde efficacia, consente ai ceki di salvare la faccia, la vittoria di Pirro del possesso palla è suo. Ma non c'è alcuna possibilità offensiva di raggiungere il 2 a 2, ci prova al volo in bello stile Jiranek, colpendo la parte esterna della rete.
Quando la Cekia si affatica, riecco la Russia del diavoletto Arshavin (che vince la sfida a distanza con l'altro rifinitore dell'Arsenal, Rosicki), riecco il giovane Dzagoev, attaccante che si sacrifica anche in difesa, facendosi trovare pronto per infilare l'incerto Cech, ben lontano dal portioere paratutto visto in finale di Champions.
Tris che diventa poker con quel Pavlyuchenko dalla forza prorompente che entra e segna, proprio come quando illuse i fans degli Spurs. Ci voleva Dirk Advocaat, proprio lui, per spolverare l'argenteria dei russi. Russia così bella: è vera gloria? A questi ritmi, certamente sì. La aspettiamo quindi nel proseguimento del torneo, quando i "clienti" diventeranno più esigenti, cioè le Nazionali che sollecitano la manovra, esasperando i ritmi.
RUSSIA (4-3-3): Malafeev 6 - Anyukov 6, A. Berezutski 6, Ignashevich 6, Zhirkov 6,5- Shirokov 7, Denisov 6,5, Zyryanov 6,5 - Dzagoev 7 (82' Kokorin sv.), Arshavin 7,5, Kerzhakov 6,5 (73' Pavlyuchenko 6,5). All.: Advocaat.
REP. CECA (4-2-3-1): Cech 5 - Gebre Selassie 6, Kadlec 5,5, Hubnik 5,5, Sivok 6 - Plasil 5,5, Jiranek 6,5 (75' Petrzela 6) - Rezek 6 (46' Hubschman 5), Rosicky 7, Pilar 6,5 - Baros 5 (85' Lafata sv.) All.: Bilek.
ARBITRO: Webb 6 (Ing)
RETI: 14' e 79' Dazgoev; 24' Shirokov; 51' Pilar; 81' Pavlyuchenko.
I russi partono male, ma dopo 10' di timidezza, ci pensa Dzagoev, al secondo affondo degno di nota, a sbloccare il match. La mezz'ora che segue è un vero monologo, davanti a Malafeev il muro del Cska non concede spazi, le ripartenze esaltano ordine tattico, distanze, movimento senza palla, precisione nei passaggi. Un calcio da manuale libera davanti a Cech ancora Dzagoev che fallisce un comodo bis calciando fuori in diagonale, e Kerzakhov, che alza la sua conclusione in scivolata. In mezzo però ci sta il raddoppio firmato da Shirokov, centrocampista moderno, elegante, che con un tocco sotto esalta una splendida ripartenza. Si rivede l'Arshavin regista avanzato geniale e impalacabile, e allora ci si chiede come mai un giocatore così non abbia sfondato in Premier, finendo più spesso tra i rincalzi dei Gunners.
RIPRESA - Advocaat conosce bene i suoi: sa che il limite dei russi - che si trovano a memoria - sta nell'autocompiacimento. E in effetti la Russia è così largamente superiore da distrarsi. Distrarsi al punto da consentire a Pilar di farsi trovare al posto giusto, tra i due centrali, al momento giusto, quando Rosicki indovina l'assist che vale mezzo gol. L'altro lo fa il corridore del Plzen che supera Malafeev e deposita nella porta vuota. Comincia un'altra partita? No. La Russia però si incupisce un po' perde efficacia, consente ai ceki di salvare la faccia, la vittoria di Pirro del possesso palla è suo. Ma non c'è alcuna possibilità offensiva di raggiungere il 2 a 2, ci prova al volo in bello stile Jiranek, colpendo la parte esterna della rete.
Quando la Cekia si affatica, riecco la Russia del diavoletto Arshavin (che vince la sfida a distanza con l'altro rifinitore dell'Arsenal, Rosicki), riecco il giovane Dzagoev, attaccante che si sacrifica anche in difesa, facendosi trovare pronto per infilare l'incerto Cech, ben lontano dal portioere paratutto visto in finale di Champions.
Tris che diventa poker con quel Pavlyuchenko dalla forza prorompente che entra e segna, proprio come quando illuse i fans degli Spurs. Ci voleva Dirk Advocaat, proprio lui, per spolverare l'argenteria dei russi. Russia così bella: è vera gloria? A questi ritmi, certamente sì. La aspettiamo quindi nel proseguimento del torneo, quando i "clienti" diventeranno più esigenti, cioè le Nazionali che sollecitano la manovra, esasperando i ritmi.
RUSSIA (4-3-3): Malafeev 6 - Anyukov 6, A. Berezutski 6, Ignashevich 6, Zhirkov 6,5- Shirokov 7, Denisov 6,5, Zyryanov 6,5 - Dzagoev 7 (82' Kokorin sv.), Arshavin 7,5, Kerzhakov 6,5 (73' Pavlyuchenko 6,5). All.: Advocaat.
REP. CECA (4-2-3-1): Cech 5 - Gebre Selassie 6, Kadlec 5,5, Hubnik 5,5, Sivok 6 - Plasil 5,5, Jiranek 6,5 (75' Petrzela 6) - Rezek 6 (46' Hubschman 5), Rosicky 7, Pilar 6,5 - Baros 5 (85' Lafata sv.) All.: Bilek.
ARBITRO: Webb 6 (Ing)
RETI: 14' e 79' Dazgoev; 24' Shirokov; 51' Pilar; 81' Pavlyuchenko.