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"Foxcatcher", wrestling e tragedia a Cannes. Tatum, Ruffalo e Carell come non li avete mai visti

Applaudito il film di Bennett Miller che racconta la storia di due lottatori americani e del miliardario che trasformò in tragedia una storia di filantropia. Channing Tatum, Mark Ruffalo e Steve Carell come non li abbiamo mai visti
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CANNES - Ognuno s'è messo una maschera e s'è proposto in un ruolo completamente diverso rispetto a quelli che il pubblico conosce. Rivederli a Cannes dà la dimensione del lavoro di mimesi che hanno fatto per entrare nei loro personaggi. L'ex modello e ballerino Channing Tatum, rivelato con la commedia musicale Step up che passa dalla commedia romantica Dear John alla saga di G. I. Joe; Mark Ruffalo, una bellezza stropicciata al servizio di ogni tipo di film, da Hulk alla commedia impegnata I ragazzi stanno bene, dal thriller Shutter Island al noir a luci rosse In the cut; infine il comico Steve Carell che ha raggiunto il successo con 40 anni vergine e si propone qui nel suo primo ruolo fortemente drammatico. Sono loro i protagonisti di Foxcatcher, il film (in concorso) del regista Bennett Miller, appassionato di storie vere, che dopo Capote e L'arte di vincere ha scelto di raccontare la vera storia di due fratelli, medaglie d'oro olimpiche nella lotta nel 1984, di…
CANNES - Ognuno s'è messo una maschera e s'è proposto in un ruolo completamente diverso rispetto a quelli che il pubblico conosce. Rivederli a Cannes dà la dimensione del lavoro di mimesi che hanno fatto per entrare nei loro personaggi. L'ex modello e ballerino Channing Tatum, rivelato con la commedia musicale Step up che passa dalla commedia romantica Dear John alla saga di G. I. Joe; Mark Ruffalo, una bellezza stropicciata al servizio di ogni tipo di film, da Hulk alla commedia impegnata I ragazzi stanno bene, dal thriller Shutter Island al noir a luci rosse In the cut; infine il comico Steve Carell che ha raggiunto il successo con 40 anni vergine e si propone qui nel suo primo ruolo fortemente drammatico. Sono loro i protagonisti di Foxcatcher, il film (in concorso) del regista Bennett Miller, appassionato di storie vere, che dopo Capote e L'arte di vincere ha scelto di raccontare la vera storia di due fratelli, medaglie d'oro olimpiche nella lotta nel 1984, divisi da un miliardario mecenate, John Du Pont che, affetto da schizofrenia paranoide, trasformò il loro rapporto in tragedia.

Tutti e tre gli interpreti si sono calati profondamente nei personaggi sia dal punto di vista fisico (Tatum si è imbolsito, Ruffalo si è nascosto dietro una barba folta e occhiali dalla montatura spessa e Carell ha modificato completamente i suoi lineamenti grazie a un naso posticcio) che da quello psicologico. Uno sforzo accolto alla conferenza stampa da un grande applauso.

"Abbiamo fatto una preparazione molto intensa - racconta Channing Tatum che nel film interpreta Mark Schultz, il più giovane dei due fratelli - sei mesi di training in cui per il tanto wrestling che abbiamo fatto avevo male ovunque, dalle orechie alle ginocchia". "Ci siamo preparati con dei veri lottatori di categoria mondiale - ha aggiunto Ruffalo, nel film il fratello maggio David - per mesi abbiamo solo dormito, mangiato e lottato. E il poco tempo rimasto lo abbiamo impiegato per cercare di capire profondamente chi fossero questi uomini che dovevamo raccontare".

"Volevo creare un contesto - spiega il regista -  che rendesse gli spettatori in grado di capire che ci sono molte cose represse, mai dette, e che la scena è solo la parte visibile di quello che accade. Amo nascondere le cose. Così, chi guarda è costretto ad affinare la propria sensibilità, ad affrontare il viaggio del film come una avventura". Per Steve Carell, che interpreta il miliardario, l'emozione più grande è arrivata dall'incontro con la vera moglie del lottatore vittima di quell'"amicizia", Nancy (nel film è interpretata da Sienna Miller). "È stata un'esperienza forte vederla sul set mentre io ero truccato e vestito in modo da assomigliare il più possibile a Du Pont. Per fortuna è stato scritto molto su di lui, ci sono anche parecchi video e un documentario che lui stesso aveva commissionato. Per interpretarlo però ho dovuto fare una sintesi di tutte queste cose, certo che i suoi demoni interiori nessuno in fondo li conosceva".