Cannes 2015

L'INCONTRO

A Cannes Catherine Deneuve, diva di Francia. "Proteggiamo i giovani, sono esseri fragili"

L'attrice protagonista del film che inaugura la 68esima edizione del festival, "La tete haute". E' un giudice minorile che si prende cura di un adolescente difficile. "Charlie Hebdo" le dedica una vignetta "cattiva". E lei replica: "L'importante è che sia divertente"

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CANNES - Un film forte, che fa pochi sconti, diretto ma non privo di speranza. Il direttore del festival Thierry Fremaux ha fatto una scelta inconsueta prendendo come apertura di Cannes numero 68 un'opera lontanissima dai fasti di un biopic - controverso ma pur sempre decorativo - come era stato Grace di Monaco lo scorso anno. La tete haute di Emmanuelle Bercot vanta però una star, l'ultima vera diva del cinema francese, Catherine Deneuve, un habituèe del festival fin da quando aveva 21 anni e calcava per la prima volta il tapis rouge per Les parapluies de Cherbourg di Jacques Demy, subito Palma d'oro. E che nonostante l'insofferenza verso le storture di un sistema mediatico che amplifica in modo esagerato ogni dichiarazione, sembra comprendere perfettamente il ruolo che un'attrice come lei, con il suo percorso, rappresenta per il mondo del cinema. Interrogata su una sua dichiarazione di qualche giorno fa ("non esistono piu star in Francia") chiarisce: "Ce ne potrebbero essere, è il sistema che non lo permette più; ora che la vita privata degli attori è diventata così accessibile attraverso i social media, non rimane più molto spazio per il sogno. Non si tratta di serbare chissà quali segreti ma mantenere almeno un po' di mistero".
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A testa alta regala a Catherine Deneuve un ruolo pieno di sfide che l'attrice, 71 anni, affronta intensamente: interpreta un giudice minorile che segue per dieci anni, insieme all'educatore Benoit Magimel, il destino di un giovane fin da quando, bambino, viene trascurato dalla madre possessiva ma incapace di badare a lui e al fratellino e poi, sedicenne, diserta la scuola e passa il tempo rubando auto. Nel ruolo del problematico e affascinante Malony c'è Rod Paradot, diciannovenne dell'alta Senna che ha pianto quando ha letto la sceneggiatura, "ha lavorato sodo per entrare nella pelle di Malony", vorrebbe continuare a fare l'attore, ha scelto di stare a testa alta, ma con i piedi per terra.
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La scelta di mettere in apertura questo film, con al centro una tematica sociale, Deneuve la interpreta come "la risposta a un anno particolarmente difficile in Europa e in particolare in Francia".  Mentre la regista si sbilancia in un paragone tra il suo protagonista e i giovani terroristi che hanno agito nella redazione di Charlie Ebdo. "Mi ha colpito il fatto che avessero avuto percorsi di infanzia simili a Malony, con passaggi in centri detentivi e assenza di un percorso educativo. Questi ragazzi non sono stati protetti. L'educazione è un diritto di ogni bambino, se la famiglia non è in grado di garantirlo tocca alla società farlo. L'istituzione del tribunale per i minori - continua Emmanuelle Bercot - è una ricchezza per il nostro paese e l'ultima inquadratura che si sofferma sul tribunale vuole dire che al di là di quello che accadrà a Malony ci sono altri bambini e ragazzi di cui ci si dovrà prendere cura".
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Per interpretare il giudice Florence, severa ma materna, ferma ma comprensiva, Deneuve ha incontrato giudici minorili e ha assistito a molte udienze nel Tribunale di Parigi. "Ero curiosa di capire il linguaggio e il tono che questi professionisti usano con gli adolescenti, sono stata impressionata dalla loro pazienza e perseveranza in un mestiere difficile dove spesso si fa un passo avanti e due indietro". E così nel corso del film Malony sembra trovare un suo posto nel mondo e poi perderlo, si impegna per tornare a scuola ma poi non riesce a mantenere il controllo di fronte all'ispettore che deve decidere se permetterglielo, incontra una ragazza che potrebbe costituire il suo primo legame emotivo col mondo al di là di una madre emotivamente instabile. Ma quella che nasce con lei non è certo di una storia romantica. "Essere genitori oggi è difficile - dice la Deneuve che nella vita è madre di due figli, Chiara avuta da Marcello Mastroianni e Christian avuto da Roger Vadim - questi adolescenti hanno bisogno di tempo e di affetto e non bisogna mai dimenticare di allungare loro una mano".

In chiusura, un cronista le chiede se si è sentita offesa dalla vignetta di Luz sul numero che Charlie Hebdo dedica al festival di Cannes e che mostra l'attrice in una forma cubica con la scritta "Pacco sospetto sulla Croisette. Falso allarme, è Catherine Deneuve". L'attrice non si scompone e con classe commenta: "La vignetta non l'ho vista ma non possiamo aspettarci da un giornale satirico che pubblichi una foto. Se la vignetta è cattiva spero che sia divertente".