Cannes 2015

IL PERSONAGGIO

McConaughey barbuto, dopo l'Oscar si "perde" nella foresta di Van Sant

L'attore premio Oscar sulla Croisette per presentare insieme a Naomi Watts il film di Gus Van Sant "The Sea of Trees", in concorso

2 minuti di lettura
Arriva sulla Croisette con la barba lunga di Newton Knight, leader antischiavista di fine Ottocento, figura controversa della storia secessionista proposto talvolta come un idealista altre volte come un manipolatore. Matthew McConaughey ha abbandonato il set di The Free State of Jones di Gary Ross (regista del primo Hunger Games) per presentare a Cannes insieme alla collega Naomi Watts e al regista Gus Van Sant il film in concorso The Sea of Trees, accolto con "boo" e qualche fischio alla proiezione per la stampa. "È un diritto esprimere la propria opinione, anche se di dissenso - ha detto - Io sono felice di essere qui a presentare agli altri questa opera che ho molto amato, è importante per il film essere presentato qui e ho fatto di tutto per esserci".
[[ge:rep-locali:repubblica:114514916]]
È la storia di un americano che arriva in Giappone per entrare nella foresta Aokigahara, 35 chilometri quadrati sotto il monte Fuji in Giappone, conosciuta come la foresta dei suicidi. Là ha deciso di mettere fine alla sua vita, ma l'incontro con un giapponese ferito (Ken Watanabe) mette in crisi il suo piano. Il film è stato girato in un'altra foresta in Massachusset in meno di sei settimane: "Il fatto che la foresta fosse vera e che non stessimo recitando di fronte ad un green screen è stato molto importante per la verità del film - ha raccontato l'attore - Prima di leggere la sceneggiatura non avevo idea dell'esistenza di questa foresta poi sono corso a documentarmi su Internet e devo dire che sono rimasto impressionato dalle immagini di questo posto mistico, pieno di cartelli che vorrebbero mettere in guardia dalla morte e ricordare l'importanza della vita. È impressionante leggere le statistiche di quante persone ogni anno vanno in questa foresta per morire".
[[ge:rep-locali:repubblica:114508746]]
Il ruolo di Arthur Brennan conferma la scelta di McConaughey di lasciarsi alle spalle il genere di cinema che lo ha reso celebre. Dopo tanti ruoli da bello e fascinoso (basta pensare a film come Tutti pazzi per l'oro o Sahara) è arrivata la sterzata verso personaggi più controversi. "Tre anni fa ho deciso che i ruoli che mi proponevano non mi interessavano più... erano solo film d'azione e commedie. Mi sono fatto due conti potevo pagare l'affitto per un po' e ho scelto di rischiare. Sono stato fermo un anno, è nato mio figlio e poi sono arrivati ruoli interessanti"  raccontava ancor prima dell'Oscar nel 2014. Così il ragazzo texano che aveva fatto perdere la testa a Sandra Bullock e Penelope Cruz ha messo la testa a posto si è sposato con la modella brasiliana Camila Alves (con cui ha avuto tre figli) e poi ha inanellato una serie di ruoli interessanti: il killer psicopatico di Killer Joe, lo spogliarellista di Magic Mike, il reporter gay di Paper Boy, ma soprattutto l'omofobo cowboy malato di Aids Ron Woodroof nel film che gli è valso un Oscar Dallas Buyers Club.

Dopo l'Oscar (e dopo aver recuperato i 23 chili persi per il ruolo) Matthew McConaughey non si è seduto sugli allori, ha girato il fantascientifico innovativo Interstellar di Christopher Nolan, ha recitato con Woody Harrelson e prodotto la prima stagione della serie True Detective e ora, dopo il film di Gus Van Sant, ha quattro titoli in arrivo. "Se devo fare un paragone tra il viaggio di Interstellar e questo nella foresta giapponese posso dire che se quello era un'esplorazione al di fuori della Terra The Sea of Trees è un'esplorazione tutta terrena. Inizialmente ho vissuto la frustrazione di non sapere esattamente cosa fare di questo personaggio, capire esattamente chi fosse ma poi Gus mi ha rassicurato perché Arthur Brennan è esattamente questo: qualcuno che non sa chi è e cosa deve fare della sua vita".