Trionfale "Inside Out", il cartoon che mostra "ciò che tutti abbiamo vissuto ma mai visto"
Chiara Ugolini, dal nostro inviato CHIARA UGOLINILa platea del festival gli ha tributato la più lunga ovazione: merito delle emozioni, non solo positive, che il nuovo lavoro di animazione Disney-Pixar, firmato dal premio Oscar Pete Docter, sa trasmettere. Storia di una undicenne e del suo mondo interiore che, in fondo, è quello di ognuno di noi. Fragile ma incantato
L'applauso più forte del festival di Cannes 2015 è per un cartoon, il gioiello Pixar Inside Out qui fuori concorso e alla domanda perché non corra per la Palma Lasseter ci risponde che "è già un premio essere qui". Risate, commozione, applausi a scena aperta e ovazione finale per un film sulle emozioni che permette allo spettatore di provarle tutte.
A presentare il film sulla Croisette oltre al patron della Pixar John Lasseter il regista, premio Oscar per Up, Pete Docter e alcuni dei doppiatori tra cui l'attrice comica presentatrice dei Golden Globe Amy Poehler. "Quando ho fatto Up ormai sei anni fa mia figlia Elie aveva nove anni e aveva prestato la voce alla piccola Ellie - ha raccontato il regista - poi ha compiuto undici anni e all'improvviso è diventata meno energica, più pensierosa e io mi chiedevo che sta succedendo nella sua testa?". Da questo semplice interrogativo di padre è nato Inside …
A presentare il film sulla Croisette oltre al patron della Pixar John Lasseter il regista, premio Oscar per Up, Pete Docter e alcuni dei doppiatori tra cui l'attrice comica presentatrice dei Golden Globe Amy Poehler. "Quando ho fatto Up ormai sei anni fa mia figlia Elie aveva nove anni e aveva prestato la voce alla piccola Ellie - ha raccontato il regista - poi ha compiuto undici anni e all'improvviso è diventata meno energica, più pensierosa e io mi chiedevo che sta succedendo nella sua testa?". Da questo semplice interrogativo di padre è nato Inside …
L'applauso più forte del festival di Cannes 2015 è per un cartoon, il gioiello Pixar Inside Out qui fuori concorso e alla domanda perché non corra per la Palma Lasseter ci risponde che "è già un premio essere qui". Risate, commozione, applausi a scena aperta e ovazione finale per un film sulle emozioni che permette allo spettatore di provarle tutte.
A presentare il film sulla Croisette oltre al patron della Pixar John Lasseter il regista, premio Oscar per Up, Pete Docter e alcuni dei doppiatori tra cui l'attrice comica presentatrice dei Golden Globe Amy Poehler. "Quando ho fatto Up ormai sei anni fa mia figlia Elie aveva nove anni e aveva prestato la voce alla piccola Ellie - ha raccontato il regista - poi ha compiuto undici anni e all'improvviso è diventata meno energica, più pensierosa e io mi chiedevo che sta succedendo nella sua testa?". Da questo semplice interrogativo di padre è nato Inside Out, "il tentativo di mostrare al mondo quello che tutti abbiamo vissuto ma mai veramente visto" come spiega Lasseter.
Il film racconta quel che accade nella testa di una undicenne, Riley, quando insieme ai suoi genitori si trasferisce dal Minnesota a San Francisco. Tristezza, paura, disgusto, rabbia e gioia si alternano alla console dei suoi sentimenti incarnati in cinque pupazzetti dai colori vivaci. Quando Riley è costretta a lasciare la casa, la squadra di hockey su ghiaccio, la sua migliore amica tutte e cinque le emozioni sono messe alla prova. In particolare gioia, che è la leader del gruppo ed è convinta per il bene della ragazzina di dover organizzare il lavoro. Nel corso di un lungo viaggio attraverso sogni, ricordi, tratti della personalità, Gioia e Tristezza (uscite per errore dalla plancia di comando) impareranno a collaborare.
"Abbiamo fatto un lavoro di ricerca enorme per studiare cosa accade dentro il nostro cervello - a raccontato il regista - poi però abbiamo cercato di lavorare in semplificazione non per i bambini, perché loro capiscono tutto molto bene, ma per gli adulti. Per esempio per creare il personaggio di Bing Bong, l'amico immaginario di Riley parte gatto, parte elefante e parte delfino, mi sono ispirato al mio amico immaginario che era un elefante, ma anche all'idea di un attore pronto a tutto pur di avere la parte ma che quando capisce qual è il suo compito è pronto anche a fare un sacrificio".
Sono passati più di dieci anni da quando Shrek 2 aveva corso per la Palma d'oro. Lasseter è diplomatico, alza il sopracciglio per dire "va bene così" quando si sottolinea che il film non sarebbe sfigurato accanto ai cosiddetti film d'autore. Il mondo dell'animazione è molto cambiato da quando lui e il suo gruppo di registi (Stanton, Bird, Peterson) ha rivoluzionato il settore. "Quando io ho iniziato questo lavoro l'animazione era praticamente morta, la Disney realizzava un film ogni tre, quattro anni, tutti gli studios chiudevano i reparti cartoon e vendevano gli archivi alle tv, l'animazione era relegata alla programmazione del sabato mattina e al pomeriggio dopo scuola - racconta Lasseter - noi eravamo convinti che i cartoon non fossero solo una cosa per bambini e dopo aver visto la rivoluzione fatta da Coppola, Scorsese, Lucas, Spielberg nell'intrattenimento live action volevamo fare lo stesso per l'animazione. Il successo di Toy Story che, mi spiace dirvelo ma quest'anno compie vent'anni, ci ha dato la conferma che eravamo sulla strada giusta. Sono molto orgoglioso di cosa abbiamo fatto con la computer animation perché si ha una sola occasione per fare una buona impressione e con Toy Story l'abbiamo fatta". Inside Out sarà nelle sale italiane il 16 settembre.
A presentare il film sulla Croisette oltre al patron della Pixar John Lasseter il regista, premio Oscar per Up, Pete Docter e alcuni dei doppiatori tra cui l'attrice comica presentatrice dei Golden Globe Amy Poehler. "Quando ho fatto Up ormai sei anni fa mia figlia Elie aveva nove anni e aveva prestato la voce alla piccola Ellie - ha raccontato il regista - poi ha compiuto undici anni e all'improvviso è diventata meno energica, più pensierosa e io mi chiedevo che sta succedendo nella sua testa?". Da questo semplice interrogativo di padre è nato Inside Out, "il tentativo di mostrare al mondo quello che tutti abbiamo vissuto ma mai veramente visto" come spiega Lasseter.
Il film racconta quel che accade nella testa di una undicenne, Riley, quando insieme ai suoi genitori si trasferisce dal Minnesota a San Francisco. Tristezza, paura, disgusto, rabbia e gioia si alternano alla console dei suoi sentimenti incarnati in cinque pupazzetti dai colori vivaci. Quando Riley è costretta a lasciare la casa, la squadra di hockey su ghiaccio, la sua migliore amica tutte e cinque le emozioni sono messe alla prova. In particolare gioia, che è la leader del gruppo ed è convinta per il bene della ragazzina di dover organizzare il lavoro. Nel corso di un lungo viaggio attraverso sogni, ricordi, tratti della personalità, Gioia e Tristezza (uscite per errore dalla plancia di comando) impareranno a collaborare.
"Abbiamo fatto un lavoro di ricerca enorme per studiare cosa accade dentro il nostro cervello - a raccontato il regista - poi però abbiamo cercato di lavorare in semplificazione non per i bambini, perché loro capiscono tutto molto bene, ma per gli adulti. Per esempio per creare il personaggio di Bing Bong, l'amico immaginario di Riley parte gatto, parte elefante e parte delfino, mi sono ispirato al mio amico immaginario che era un elefante, ma anche all'idea di un attore pronto a tutto pur di avere la parte ma che quando capisce qual è il suo compito è pronto anche a fare un sacrificio".
Sono passati più di dieci anni da quando Shrek 2 aveva corso per la Palma d'oro. Lasseter è diplomatico, alza il sopracciglio per dire "va bene così" quando si sottolinea che il film non sarebbe sfigurato accanto ai cosiddetti film d'autore. Il mondo dell'animazione è molto cambiato da quando lui e il suo gruppo di registi (Stanton, Bird, Peterson) ha rivoluzionato il settore. "Quando io ho iniziato questo lavoro l'animazione era praticamente morta, la Disney realizzava un film ogni tre, quattro anni, tutti gli studios chiudevano i reparti cartoon e vendevano gli archivi alle tv, l'animazione era relegata alla programmazione del sabato mattina e al pomeriggio dopo scuola - racconta Lasseter - noi eravamo convinti che i cartoon non fossero solo una cosa per bambini e dopo aver visto la rivoluzione fatta da Coppola, Scorsese, Lucas, Spielberg nell'intrattenimento live action volevamo fare lo stesso per l'animazione. Il successo di Toy Story che, mi spiace dirvelo ma quest'anno compie vent'anni, ci ha dato la conferma che eravamo sulla strada giusta. Sono molto orgoglioso di cosa abbiamo fatto con la computer animation perché si ha una sola occasione per fare una buona impressione e con Toy Story l'abbiamo fatta". Inside Out sarà nelle sale italiane il 16 settembre.