Cannes 2016

I DIVI

Cannes, Gosling e Crowe: "Che onore essere come Bud Spencer e Terence Hill"

Le due star hanno animato la giornata del festival con la presentazione del film fuori concorso "The nice guys". Una storia comico-poliziesca ambientata nella torbida Los Angeles degli anni 70: "E' lo specchio dei problemi che ancora ci affliggono"

2 minuti di lettura
CANNES - Russell Crowe e Ryan Gosling strana coppia in un buddy movie. La fama di essere tra i più scontrosi di Hollywood li precede e invece arrivano a Cannes portando l’umorismo del loro film direttamente in conferenza stampa. “Noi come Bud Spencer e Terence Hill? Ma questo è un complimento che mi lusinga”, dichiara il Gladiatore australiano. Che si presenta come vero e proprio mattatore dell’incontro: fa complimenti alle giornaliste (“Radio? Ma lei dovrebbe fare tv!”), fa segno ai cronisti che taglierà loro la gola se non si alzano in piedi ad applaudire la giovane attrice del film e annusa l’acqua nei bicchieri per capire se è gin.

La strana coppia Crowe-Gosling a Cannes con "The Nice Guys", il trailer

Trent’anni dopo Arma Letale lo sceneggiatore Shane Black ripropone una strana coppia di detective nella Los Angeles degli anni Settanta e ne firma anche la regia, è la commedia d’azione The Nice Guys fuori concorso al festival e nei cinema italiani il 1° giugno. Se nel film del 1987 c’erano Mel Gibson e Danny Glover nei panni di due poliziotti impegnati in un caso che rivelava un traffico di droga gestito da reduci dal Vietnam, qui troviamo Russell Crowe e Ryan Gosling invischiati in un’indagine che svela un mondo di corruzione in una “L.A. dove lo smog ricopriva tutto come una crosta e Hollywood Boulevard era diventata un letamaio di pornografia”. Eppure per il regista (Kiss Kiss Bang Bang e Iron Man 3) la Los Angeles degli anni Settanta non è poi così diversa da oggi: “La situazione descritta non è poi così lontana dalla realtà che stiamo vivendo – sostiene Black -  C’era la corruzione, il panico per il prezzo del petrolio, la paura dell’inquinamento … Sono gli anni`70, ma dal mio punto di vista sono uno specchio perfetto dei problemi sociali che ancora oggi ci affliggono”.
  Nel film surreale (si incontrano api giganti che fumano nel retro di una macchina e sirene che si baciano nell’acquario di una grande villa hollywoodiana) Crowe è Jackson Healey, detective senza scrupoli che combatte ogni giorno con l’alcolismo ma non si fa remore ad usare metodi brutali per convincere a collaborare chi incrocia la sua strada. Mentre Gosling è Holland March, un investigatore privato che si occupa di piccoli casi senza importanza (mogli tradite, vedove in cerca del marito “non lo vedo dal giorno delle esequie”) e cresce da solo la figlia adolescente da quando la moglie è morta nell’incendio della loro casa di cui si sente responsabile. Le strade di March e Haeley si incroceranno quando la zia di una pornostar, morta in un misterioso incidente d’auto, ingaggerà March per indagare: ne verrà fuori una cospirazione che riguarda un piccolo gruppo di cineasti militanti, un produttore di film porno, gli industriali dell’auto di Detroit e persino il capo del dipartimento di giustizia della California, interpretata da Kim Basinger che sembra uscita direttamente da L. A. Confidential. Per il regista i protagonisti “sono due idioti che inciampano casualmente in questioni che non sanno gestire, ritrovandosi a scoperchiare una cospirazione di proporzioni gigantesche”.
  Il gioco dell’idiozia deve aver divertito i due divi che la continuano anche in sala stampa: ad una domanda su un possibile sequel Gosling risponde: “dipende da quanti soldi ci danno”, a chi continua a parlare di poliziotti chiede: “ma siete sicuri di aver visto lo stesso film, c’era scritto regia di Shane Black nei titoli di testa?”. “Come abbiamo stabilito una chimica? Mah principalmente al telefono. Russell stava in Australia e quindi…”. Ma è Crowe, che rispondendo in modo ironico ad una domanda sulla sua recitazione, regala una piccola lezione di vita e di mestiere. “Quale metodo utilizzo? Ma di certo il metodo Russell Crowe. Non ho mai frequentato scuole di recitazione e non seguo nessuno metodo. Non ho la più pallida idea di cosa sia il metodo Stanislavsky, ma recito da quando avevo sedici anni e mano mano che il tempo passo si diventa più bravi. Per cui se vuoi fare l’attore non è difficile: lavora su te stesso!”.