Claudia Cardinale: "A Cannes con Mastroianni, Visconti e il ghepardo"
Il ghepardo non è un gatto. Poi cinquantaquattro anni fa la Palma d'oro al capolavoro di Visconti Il gattopardo, un film che l'attrice non dimenticherà mai, perché quell'anno - era il 1963 - dovette fare la spola tra la Sicilia e Roma per girare contemporaneamente con Visconti e Fellini ("i due erano furiosi, poi divennero amici, ma allora non erano affatto contenti" racconta). Ma il ricordo più forte legato al film fu il ghepardo vero con cui girava per la Croisette tenendolo al guinzaglio: "Venne uno del circo con il ghepardo e io l'ho baciato. Luchino mi diceva che ero pazza , mi sgridava 'non è mica un gatto, Claudia'. Ma io non ho paura degli animali, a me non mi hanno mai attaccato, so che se tu fai loro capire che non hai paura loro non ti faranno del male. Una volta, per beneficienza, ho fatto un servizio fotografico sdraiata a letto con un ghepardo... la foto è stata venduta ovunque".
Cannes, Claudia Cardinale: "la ragazza che non voleva fare il cinema" non smette più
Una lunghissima carriera, iniziata ragazzina, e mai terminata. Claudia Cardinale ha lavorato con i più grandi registi italiani e anche con qualche importante filmaker straniero da Blake Edwards a Werner Herzog. Oggi privilegia soprattutto gli esordienti o i registi con tematiche forti. Al mercato di Cannes presenta il film 'Nobili bugie', in cui interpreta una nobile decaduta durante la Seconda Guerra Mondiale, e se il primo articolo su di lei, comparso su Epoca tanti anni fa, si intitolava "la ragazza che non voleva fare il cinema", oggi a 79 anni, non ha ancora intenzione di smettere.
La ragazza che non voleva fare il cinema, non smette più. Ma per Claudia Cardinale il cinema non è stato un colpo di fulmine. Tutto fu frutto di un caso, di un concorso di bellezza in Tunisia, dove viveva, in cui fu proclamata "la più bella italiana di Tunisi". Il premio era un viaggio alla Mostra del cinema di Venezia. "Arrivai con i miei abiti in stile africano, sulla spiaggia avevo il bikini che qui ancora non c'era. I fotografi non facevano che scattare, ma io continuavo a dire che non volevo fare film. Sull'aereo di ritorno a casa Epoca titolava La ragazza che si rifiuta di fare cinema". Quella ragazza è diventata una signora che non smette di lavorare. Ha appena presentato Una gita a Roma che è ancora nelle sale con Philippe Leroy, debutto alla regia dell'attrice Karin Proia e oggi a Cannes promuove Nobili bugie, opera prima di Antonio Pisu, figlio dell'attore Raffaele, nel cast anche Giancarlo Giannini, Ivano Marescotti, una commedia nera ambientata nell'epoca fascista, ancora senza distribuzione. "A me piace sostenere i giovani, in Italia c'è un grosso problemi di finanziamenti e quindi se posso aiutarli per il loro primo film io sono contenta".
Il festival è anche glamour, fotografi, Montée de Marche. Che significato ha oggi tutto questo per Claudia Cardinale. "Ancora oggi bisogna stare attenti a salire quelle scale, si può cadere. A me non è mai capitato in modo rovinoso però non ci si può distrarre. E poi ci sono i fotografi, una volta ho fatto la Montée con il ministro francese e tutti mi chiamavano 'Claudia, Claudia', io non riuscivo a camminare continuavo a far autografi e lui mi tirava: dobbiamo andare. Ma io dicevo: ma se vogliono gli autografi..." Ad una giovane attrice che inizia un percorso, la musa di Visconti e Fellini che consigli darebbe? "Intanto le direi che deve essere molto forte dentro di sé, perché la cosa più importante di essere attrice è riuscire a diventare un'altra davanti alla macchina da presa e poi tornare ad essere se stessi appena si va via dal set. Per questo bisogna avere una grande forza interiore".