Cruz-Bardem, una coppia nella vita e sul set: "La nostra danza tra finzione e realtà"
Chiara Ugolini
I due attori protagonisti del film che ha aperto il festival, 'Todos lo saben' ('Everybody knows'), del regista iraniano Asghar Farhadi: "Un film spagnolo perché le emozioni non hanno confini"
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"La famiglia Cruz-Bardem è una famiglia di grande armonia e semplicità; sono una coppia innamorata che riesce a separare lavoro e vita privata. Vederli con i loro figli insieme è stata per me fonte di ispirazione". Il regista iraniano Asghar Farhadi, un Oscar per La separazione, dichiara il suo amore per i suoi protagonisti, gli spagnoli Javier Bardem e Penélope Cruz, sei film e due figli insieme, coppia cinematografica ma soprattutto di vita che ha inaugurato la settantunesima edizione del festival di Cannes mano nella mano sulla Montée de Marches.
Penélope Cruz e Javier Bardem sul red carpet (ansa) Todos lo saben ('Everybody knows') è il terzo film in concorso a Cannes del maestro iraniano e il primo girato in spagnolo (il regista aveva già girato in Francia Il passato), un thriller psicologico e sentimentale ambientato in un piccolo paese di campagna fuori Madrid, dove una famiglia si ritrova per una festa di nozze che viene rovinata dalla sparizione di un'adolescente.
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Farhadi ha incontrato Bardem e Cruz cinque anni fa a Los Angeles con i quali ha creato un legame di amicizia e collaborazione "che va ben al di là dell'impegno che un attore mette nel suo lavoro", ha detto il regista. Da parte loro, gli attori sono stati profondamente colpiti dalla dedizione e dalla cura che Farhadi ha messo prima nella scrittura della storia e poi nell'ambientazione. "Cinque anni fa ci è arrivato un soggetto, poi un anno dopo un trattamento, poi una sceneggiatura, poi dopo del tempo un'altra versione della sceneggiatura. È impressionante, al di là del suo talento, la cura che Asghar mette in tutto quello che fa - ha detto Cruz - È venuto a vivere in Spagna, ha preso un'insegnante, è sprofondato nella nostra cultura che ha assorbito come una spugna. Asghar non dorme molto per cui ha parecchio tempo per studiare, sapeva tutti i dialoghi nei minimi dettagli, non avevamo modo di fregarlo sul copione in spagnolo".
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"È un film spagnolo in tutto e per tutto - ha confermato Bardem - come ha detto Penélope è impressionante, al di là del talento di Asghar, vedere quanti dettagli dettagli della nostra cultura ha messo nel film. È gratificante vedere un signore che viene da fuori e riesce a raccontare attraverso un film un'identità profonda". Un film spagnolo che però parla al mondo nelle intenzioni del suo regista: "Sono persuaso che nonostante quello che sostengono i media, gli essere umani non sono differenti gli uni dagli altri. La collera, l'amore, l'odio sono emozioni che appartengono a tutti. Questo film può contribuire a far sentire questa prossimità alle persone che vivono lontano ma che hanno radici comuni. È importante insistere su questo".
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Alla domanda se Bardem e Cruz sono stati pagati equamente è Penélope a rispondere con un sorriso: "Certo". E sul fatto di lavorare insieme (la prima volta nel 1992 con Prosciutto, prosciutto di Bigas Luna, la penultima nel biopic su Escobar, ancora nelle sale) Penélope dice: "Abbiamo recitato insieme alcune volte, ma non portiamo i personaggi a casa. Forse lo abbiamo fatto quando eravamo più giovani, a 20 anni mi torturavo col personaggio. Crescendo ho imparato a tenere separate le due cose e prendere il ritmo di questa danza: saltare tra finzione e realtà. È un lavoro, non migliora la tua vita. Certo il fatto che ci conosciamo e abbiamo molta fiducia l'una nell'altro aiuta, però non programmiamo di fare un film in team ogni due anni, ma solo quando un progetto lo richiede".
Dopo le voci di una possibile acquisizione del film da parte di Netflix, oggi c'è stata la conferma che la distribuzione Focus distribuirà il film su grande schermo negli Stati Uniti e in altri Paesi. In Italia il film uscirà per Lucky Red nella prossima stagione.