Oscar 2014

FILM STRANIERI

Oscar, dal Belgio alla Palestina i quattro "rivali" dell'Italia

Dal Belgio amore e dolore, dalla Danimarca un film sulla pedofilia, il documentario cambogiano sull'epoca degli Khmer rossi, dalla Palestina guerra e sentimenti: ecco i titoli che minacciano "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino

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ROMA - Ci sono due bambine a insidiare La grande bellezza. Una è Maybelle: all'inizio degli anni Duemila cresce serena nella libertà della campagna, in una casa allegra di colori e di musica. Didier ed Elise, il padre e la madre, protagonisti del film belga Alabama Monroe-Una storia d'amore, vivono nell'incantesimo di un amore nato a prima vista, dividono la passione per il genere country, lui suona il banjo e lei canta in un gruppo "bluegrass" che si esibisce con successo il sabato sera. Una famiglia felice, una vita felice, che si spezza brutalmente quando Maybelle, compiuti i sei anni, comincia ad avvertire improvvise stanchezze e le spuntano strane macchie sulla pelle. Il risultato delle analisi è terribile: cancro del sangue. Per Elise e Didier comincia il calvario di un anno in cui, mentre Maybelle si sottopone a ogni cura possibile, la paura si alterna a momenti di speranza, fino alla tragedia: Maybelle muore.

Il dolore è devastante, sconfigge l'amore. Didier ed Elise hanno bisogno di un colpevole, si accusano a vicenda, poi lui si sfoga con rabbia, contro Dio, contro Bush che per puritanesimo ha scoraggiato la ricerca sulle cellule staminali che avrebbero potuto salvare la sua bambina, contro se stesso. Elise si lascia andare, perde contatto con la realtà, perde la voglia di vivere. Il regista fiammingo Felix Van Groeninger si è ispirato alla pièce di Johan Heldenbergh (che è anche l'interprete di Didier) e nel film alterna lo straziante percorso della bambina nella malattia ai momenti di felicità vissuti nel passato, una scelta che rende la "storia d'amore" ancora più struggente. Tanto da colpire anche la giuria dei César, gli "Oscar francesi", che l'hanno appena premiato come miglior film straniero.

TUTTE LE NOMINATION

Se La grande bellezza di Paolo Sorrentino resta il favorito nella corsa all'Oscar per il titolo straniero, secondo i bookmakers Alabama Monroe è uno dei rivali più accreditati, ma qualcuno punta anche su Il sospetto, uscito in Italia alla fine del 2012. E anche nel film del danese Thomas Vinterberg è una bambina, Klara, il fulcro della vicenda. È lei che, con la sua bugia sull'abuso subito, travolge la vita di Lucas, l'attore è Mads Mikkelsen, il mite insegnante d'asilo che sta cercando di rifarsi una vita dopo un tormentato divorzio, e scatena nella piccola città una furibonda, isterica, crudele caccia al pedofilo.

L'interesse per gli altri due film della cinquina va oltre la qualità cinematografica. The missing picture per esempio viene da un paese remoto rispetto al cinema mainstream, la Cambogia, dove è nato e cresciuto il regista Rithy Panh, che nel film evoca l'infanzia vissuta sotto gli Khmer rossi, con gran parte della sua famiglia perduta nei "campi di rieducazione" in cui si usavano strumenti di tortura di massa per insegnare il socialismo rivoluzionario. Rithy Panh ricostruisce quel periodo con il pretesto di cercare nel materiale fotografico dei Khmer rossi tra il 1975 e il 1979 un fotogramma particolare che rappresenti tutta la crudeltà del regime. Il risultato è un film dal linguaggio curioso e insolito, un insieme di sconvolgenti immagini documentarie in bianco e nero e la messinscena di pupazzi di argilla.
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Da un'altra cinematografia remota, quella palestinese, viene Omar del regista Hany Abu-Hassad, lo stesso di Paradise now, che tra Nablus e Nazareth, ha girato una storia d'amore difficile e tormentata. Omar è un giovane fornaio che ha imparato a scavalcare il muro della separazione schivando agguati e proiettili per raggiungere Nadia, la ragazza che ama e che vive dall'altra parte. Ma Omar è anche impegnato nella lotta per la liberazione della Palestina e, dopo l'uccisione di un soldato israeliano viene catturato. Dovrà scegliere: il tradimento dei compagni e la collaborazione con la polizia israeliana o il carcere a vita. La storia d'amore è simbolica della situazione della Palestina spezzata, che il regista racconta con il linguaggio delle emozioni, senza giudicare né criminalizzare nessuno. Un film politico, che potrebbe rappresentare un problema per Sorrentino solo se i membri dell'Academy sentissero l'influenza dell'attuale politica americana.