Oscar, "Fuocoammare ha già vinto": Rosi e la sua squadra alla conquista di Hollywood
Alessandra Vitali
Il regista a Los Angeles per la cerimonia delle statuette: il suo lavoro candidato come Migliore documentario. C'è anche Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa: "L'importante è aver mandato un messaggio al mondo. Immigrati un problema? No, un'opportunità. L'invasione ce l'ha Salvini nel cervello". Il doc stasera su RaiTre e in edicola con Repubblica
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ALLA fine la statuetta diventa quasi irrilevante (si fa per dire) perché happiness is a journey, not a destination e già essere arrivati fin lì è una vittoria. È il mood della squadra di Fuocoammare, nomination agli Oscar come Miglior documentario, presente in forze a Los Angeles in attesa della notte più lunga, quella in cui - per l'Italia fra domenica e lunedì - saranno annunciati e premiati i vincitori. Ci sono Gianfranco Rosi e la produttrice del film, Donatella Palermo, il montatore Jacopo Quadri, l'ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco, il presidente e ad di Istituto Luce Cinecittà Roberto Cicutto, c'è soprattutto Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, "è importante - dice alle agenzie di stampa che lo incontrano a Los Angeles - essere riusciti a fare emergere in maniera potente questo che molti chiamano problema e invece è un'opportunità di conoscenza, perché l'ignoranza porta al razzismo e invece nel mondo c'è tanta gente buona, spero che questo film abbia acceso un faro".
Oscar, Gianfranco Rosi: "Fuocoammare ha già vinto"
La partecipazione a 50 festival, comprato in 64 Paesi, una corsa pazzesca nel giro di un anno, a febbraio del 2016 il docufilm veniva premiato a Berlino con l'Orso d'Oro. Mai, però, il successo o il glamour di certi festival o serate o premiazioni ha vinto sulla drammaticità dei contenuti del film, che resta portatore di un messaggio fondamentale. Che sta anche nei racconti di Bartolo, autore pure di un libro, Lacrime di sale, in cui leggi su carta quello che prima avevi visto sullo schermo. E che Bartolo vede e rivede spesso, di notte, "ho un patto con mia moglie: li sogno spesso, soprattutto un bambino, quando tremo lei mi sveglia". In quel libro ha raccontato di quel padre che ha nuotato per ore cercando di non fare affogare la sua famiglia e poi, stremato, è stato costretto a scegliere se lasciare andare il figlio di tre anni o la moglie con l'altro bimbo di 18 mesi. O di quella donna che ha lasciato 7 figli alla nonna per andare lontano, trovare lavoro e sfamarli. "Aveva una paresi a seguito di un parto, che disperazione deve esserci in una donna paralizzata per fare una scelta del genere, per affrontare un viaggio così? Li chiamano migranti economici e contano meno. Come se morire di fame fosse meno drammatico che morire di guerra. Li chiamano clandestini, anche se hanno 2 giorni e sono nati sul gommone. Parlano di invasione. L'invasione ce l'ha Salvini, nel cervello".
Anche per Del Brocco "Fuocoammare ha già vinto" perché "essere nella rosa dei cinque finalisti, dopo aver vinto l'Orso d'Oro, gli Efa e decine di altri premi è un traguardo che sembrava impensabile, qualcosa che un anno fa quando questo film ha cominciato a muovere i primi passi a Berlino non potevamo neanche immaginare", dice alle agenzie di stampa. "Rosi ha acceso un faro su Lampedusa e sul dramma dei migranti con un lavoro di straordinaria qualità artistica e di grande forza morale. Ha portato in tutto il mondo un messaggio fortissimo: Lampedusa porta d'Europa, accogliente e compassionevole di fronte alla tragedia della migrazione che sta sconvolgendo i vecchi equilibri di tutto l'Occidente. Quel faro puntato sul mare di quella piccola isola rimarrà acceso a lungo, nessuno potrà più dire: io non lo sapevo. E ora - prosegue Del Brocco - veder camminare sul tappeto rosso della cerimonia degli Oscar il dottor Bartolo, come se rappresentasse plasticamente l'isola di Lampedusa e portasse sulle spalle il peso dei drammi individuali e collettivi ai quali assiste quasi quotidianamente da vent'anni, è già una vittoria".
Una scena di 'Fuocoammare'
Sono in tanti a fare il tifo per Fuocoammare, a partire dalla Siae assieme ai produttori Stemal Entertainment, 21Uno Film, Istituto Luce Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d'Ici, Arte France Cinema, al Mibact, Mise-Ice e Consulcesi Onlus. "Come Società Italiana degli Autori e Editori siamo orgogliosi di dare il nostro contributo alla promozione di un grande capolavoro del cinema documentario italiano - commenta Gaetano Blandini, direttore generale di della Siae". Attenzione anche da parte dei medici: Consulcesi Group, insieme ad altre realtà italiane e internazionali, "fa il tifo" insieme a tutta la classe medica - a partire dagli oltre 100 mila camici bianchi suoi iscritti - per il dottor Bartolo che è anche fra i principali docenti del progetto "Sanità di Frontiera". Si tratta del primo corso di educazione continua in Medicina dal titolo "Salute e migrazione: curare le persone oltre i confini" promosso a Lampedusa dall'associazione OIS - Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus grazie al sostegno di Consulcesi Onlus."Un progetto di assoluto rilievo - spiega Bartolo, che è anche componente del Comitato scientifico di OIS - grazie al quale si sta cercando di formare i sanitari che si approcciano al fenomeno delle migrazioni nella maniera più corretta con competenza e puntualità. Attraverso questo progetto medici, docenti e discenti, si confrontano scambiandosi esperienze e competenze sul tema dell'immigrazione".
Fuocoammare andrà in onda questa sera alle 21.15 su RaiTre e sarà in vendita da oggi fino al 9 marzo in edicola con Repubblica (euro 12,90 oltre al prezzo del quotidiano).