'Dunkirk', il film bellico di Nolan che alla fine potrebbe spuntarla
Silvia Bizio, di SILVIA BIZIOOtto candidature per il titolo che, soltanto a votazione conclusa, ha cominciato a volare nei pronostici. Tra i suoi sostenitori c'è l'attore Andy Garcia che raccomanda: "Va visto sullo schermo Imax"
Christopher Nolan si distacca (per il momento) dalle stravagnze del genere pop (Batman, Interception) e si accosta al cinema classico con Dunkirk: cronaca della rocambolesca evacuazione di centinaia di migliaia di soldati britannici e francesi bloccati su quella spiaggia mentre le forze tedesche inesorabilmente avanzano dall'entroterra. Nolan ricostruisce nei minimi dettagli quegli eventi tra il 26 maggio e il 4 giugno del 1940. Il dilemma del Primo Ministro Winston Churchill (firmare una tregua con la Germania Nazista o combattere e rischiare il tutto per tutto?) viene narrato invece in L'ora più buia, con Gary Oldman: due film contigui entrambi in lizza per l'Oscar. A Nolan premeva catturare l'aspetto viscerale di una delle manovre militari più complesse della storia. "Lo so, Dunkirk non è il film che il pubblico si aspetta da me - dice Nolan, che produce con la sua partner Emma Thomas - ma era proprio questa imprevedibilit…
Christopher Nolan si distacca (per il momento) dalle stravagnze del genere pop (Batman, Interception) e si accosta al cinema classico con Dunkirk: cronaca della rocambolesca evacuazione di centinaia di migliaia di soldati britannici e francesi bloccati su quella spiaggia mentre le forze tedesche inesorabilmente avanzano dall'entroterra. Nolan ricostruisce nei minimi dettagli quegli eventi tra il 26 maggio e il 4 giugno del 1940. Il dilemma del Primo Ministro Winston Churchill (firmare una tregua con la Germania Nazista o combattere e rischiare il tutto per tutto?) viene narrato invece in L'ora più buia, con Gary Oldman: due film contigui entrambi in lizza per l'Oscar. A Nolan premeva catturare l'aspetto viscerale di una delle manovre militari più complesse della storia. "Lo so, Dunkirk non è il film che il pubblico si aspetta da me - dice Nolan, che produce con la sua partner Emma Thomas - ma era proprio questa imprevedibilità che mi affascinava. E poi se vedi quasi tutti i film candidati quest'anno, nessuno appare un film ovvio da fare".
Dunkirk ha stupito per la maniera intrepida in cui gira in mare aperto, in aria, in terra (i tre scenari), filmando l'azione in maniera pratica tramite l'uso del 65mm e di cineprese Imax, alcune attaccate alle ali degli aerei caccia (Tom Hardy è uno dei piloti, l'eroe dell'azione). Le sfide produttive sono state enormi. "Non volevo fare un film di guerra - dice Nolan - ma un trhiller, una storia di suspense e di sopravvivenza: volevo trasmettere al pubblico l'ansia e la paura dei soldati bloccati sulla spiaggia di Dunkirk, col nemico che avanza, gettare lo spettatore dentro quella dimensione senza mezzi termini. Puntavo tutto sul realismo della ricostruzione". L'attore Kenneth Branagh (che recita uno degli ufficiali e dei tanti volti in questo cast d'ensemble, citiamo anche Mark Rylance, Cillian Murphy ed Harry Styles), racconta che circa 30 sopravvissuti di Dunkirk, tutti novantenni, hanno presenziato alla première di Londra. "Erano tutti concordi sul fatto che il film catturava con grande accuratezza gli eventi - dice l'attore - obiettavano che la colonna sonora era assai più rumorosa dei veri bombardamenti". Cosa che ha divertito molto Nolan, che infatti ha puntato molto sul sonoro e i suoi effetti.
SONDAGGIO - VOTA IL TUO FILM AGLI OSCAR
The winner is... Il film ha ricevuto otto candidature all'Oscar (tra cui miglior film e regia e molte categorie tecniche); non è andata bene ai Golden Globe del 7 gennaio scorso: tre candidature, 0 vittorie. Ai Bafta britannici ha vinto solo per miglior sonoro. Risultati che fino agli ultimi giorni non lasciavano presagire Oscar nelle categorie principali. Ma è proprio dell’ultima ora, con le schede dei votanti ormai chiuse, che le chance di vittoria di Dunkirk come miglior film, quando tutti gli occhi sono stati fino ad ora puntati su La forma dell’acqua e Tre manifesti fuori Ebbing, Missouri, con possibile impennata di Get Out, sono cresciute: Dunkirk viene visto come quello scioccante vincitore, in un anno così strano, pur non avendo vinto nessun riconoscimento significativo nel circuito dei premi. Scrive il critico del Los Angeles Times: "Dopo l'Oscar conferito lo scorso anno a un minuscolo film indipendente come Moonlight, e l'anno prima all'intellettuale Spotlight è forse il momento di tornare alla grandeur di un Imax. Un film di enormi dimensioni in termini di realizzazione tecnica e visiva e di contenuto a forte impatto emotivo".
Non dir gatto se... Statisticamente però, in termini di probabilità di Oscar come miglior film gli attuali bookmaker lo danno 50-1. Per Variety il fatto di essere uscito nei cinema in piena estate (lontano dalla "zona premi") e aver incassato oltre 500 milioni di dollari nel mondo potrebbe danneggiare le sue chance di Oscar. "Se un film epico vecchio stile, piaciuto sia al pubblico, che alla critica potrebbe sedurre i membri dell'Academy, è anche vero che la mancanza totale nel film di ruoli femminili nell'era #MeToo potrebbe far storcere il naso a quegli stessi membri". Alcuni critici sospettano che un film con dialogo minimo, su un evento accaduto prima dell'entrata in guerra degli Usa, potrebbe non toccare il nervo scoperto della coscienza politica e storica dell'Academy. E qualcun altro – come Jole Morgenstern del Washington Post - pur ammirando l'abilità tecnica di Nolan e l'indubbia buona fede, ghigna con malcelata sofferenza di fronte alle sonorità altisonanti e di mielosa retorica di Hans Zimmer, soprattutto nella scena dell'"arrivano i nostri" con le barchette dei salvatori (la cavalleria!) che giungono dalle coste di Dover.
Il padrino Andy Garcia. Chi ha abbracciato il film nella sua interezza e senza dubbi è l'attore Andy Garcia, da noi interprellato come "sponsor ufficiale" di Dunkirk: "Sono andato a vedere il film come merita di esser visto, ovvero al cinema, sullo splendore dell'enorme schermo Imax, niente DVD o link. Dunkirk deve essere visto nel modo giusto per essere apprezzato. Dunkirk è un successo straordinario da tutti i punti di vista; la visione e la passione di Nolan e la sua troupe è evidente in ogni singolo fotogramma. È uno di quei film di cui lo spettatore fa esperienza, di forte coinvolgimento emotivo e fisico. Una narrativa di questo genere e dimensione è viva e vegeta nelle mani di cineasti capaci come Nolan, e mi auguro che gli studios credano ancora nella forma artistica dei grandi drammi epici che rappresentano non solo la storia ma anche lo spirito profondo della condizione umana".
Dunkirk ha stupito per la maniera intrepida in cui gira in mare aperto, in aria, in terra (i tre scenari), filmando l'azione in maniera pratica tramite l'uso del 65mm e di cineprese Imax, alcune attaccate alle ali degli aerei caccia (Tom Hardy è uno dei piloti, l'eroe dell'azione). Le sfide produttive sono state enormi. "Non volevo fare un film di guerra - dice Nolan - ma un trhiller, una storia di suspense e di sopravvivenza: volevo trasmettere al pubblico l'ansia e la paura dei soldati bloccati sulla spiaggia di Dunkirk, col nemico che avanza, gettare lo spettatore dentro quella dimensione senza mezzi termini. Puntavo tutto sul realismo della ricostruzione". L'attore Kenneth Branagh (che recita uno degli ufficiali e dei tanti volti in questo cast d'ensemble, citiamo anche Mark Rylance, Cillian Murphy ed Harry Styles), racconta che circa 30 sopravvissuti di Dunkirk, tutti novantenni, hanno presenziato alla première di Londra. "Erano tutti concordi sul fatto che il film catturava con grande accuratezza gli eventi - dice l'attore - obiettavano che la colonna sonora era assai più rumorosa dei veri bombardamenti". Cosa che ha divertito molto Nolan, che infatti ha puntato molto sul sonoro e i suoi effetti.
SONDAGGIO - VOTA IL TUO FILM AGLI OSCAR
The winner is... Il film ha ricevuto otto candidature all'Oscar (tra cui miglior film e regia e molte categorie tecniche); non è andata bene ai Golden Globe del 7 gennaio scorso: tre candidature, 0 vittorie. Ai Bafta britannici ha vinto solo per miglior sonoro. Risultati che fino agli ultimi giorni non lasciavano presagire Oscar nelle categorie principali. Ma è proprio dell’ultima ora, con le schede dei votanti ormai chiuse, che le chance di vittoria di Dunkirk come miglior film, quando tutti gli occhi sono stati fino ad ora puntati su La forma dell’acqua e Tre manifesti fuori Ebbing, Missouri, con possibile impennata di Get Out, sono cresciute: Dunkirk viene visto come quello scioccante vincitore, in un anno così strano, pur non avendo vinto nessun riconoscimento significativo nel circuito dei premi. Scrive il critico del Los Angeles Times: "Dopo l'Oscar conferito lo scorso anno a un minuscolo film indipendente come Moonlight, e l'anno prima all'intellettuale Spotlight è forse il momento di tornare alla grandeur di un Imax. Un film di enormi dimensioni in termini di realizzazione tecnica e visiva e di contenuto a forte impatto emotivo".
Non dir gatto se... Statisticamente però, in termini di probabilità di Oscar come miglior film gli attuali bookmaker lo danno 50-1. Per Variety il fatto di essere uscito nei cinema in piena estate (lontano dalla "zona premi") e aver incassato oltre 500 milioni di dollari nel mondo potrebbe danneggiare le sue chance di Oscar. "Se un film epico vecchio stile, piaciuto sia al pubblico, che alla critica potrebbe sedurre i membri dell'Academy, è anche vero che la mancanza totale nel film di ruoli femminili nell'era #MeToo potrebbe far storcere il naso a quegli stessi membri". Alcuni critici sospettano che un film con dialogo minimo, su un evento accaduto prima dell'entrata in guerra degli Usa, potrebbe non toccare il nervo scoperto della coscienza politica e storica dell'Academy. E qualcun altro – come Jole Morgenstern del Washington Post - pur ammirando l'abilità tecnica di Nolan e l'indubbia buona fede, ghigna con malcelata sofferenza di fronte alle sonorità altisonanti e di mielosa retorica di Hans Zimmer, soprattutto nella scena dell'"arrivano i nostri" con le barchette dei salvatori (la cavalleria!) che giungono dalle coste di Dover.
Il padrino Andy Garcia. Chi ha abbracciato il film nella sua interezza e senza dubbi è l'attore Andy Garcia, da noi interprellato come "sponsor ufficiale" di Dunkirk: "Sono andato a vedere il film come merita di esser visto, ovvero al cinema, sullo splendore dell'enorme schermo Imax, niente DVD o link. Dunkirk deve essere visto nel modo giusto per essere apprezzato. Dunkirk è un successo straordinario da tutti i punti di vista; la visione e la passione di Nolan e la sua troupe è evidente in ogni singolo fotogramma. È uno di quei film di cui lo spettatore fa esperienza, di forte coinvolgimento emotivo e fisico. Una narrativa di questo genere e dimensione è viva e vegeta nelle mani di cineasti capaci come Nolan, e mi auguro che gli studios credano ancora nella forma artistica dei grandi drammi epici che rappresentano non solo la storia ma anche lo spirito profondo della condizione umana".