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Totti dal vivo, in 3D Totò e Re Leone
Ecco le vere star del Festival di Roma

Quattro italiani in concorso: Avati, Cotroneo, Marina Spada e Mazzapesa. Fuori gara Tintin, Marilyn, la crisi finanziaria. Da non perdere le chicche di Extra. E Alemanno attacca Galan
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ROMA - Ci sono scommesse facili da vincere. Esempio: quale sarà il red carpet più intenso, più affollato, della sesta edizione del Festival di Roma? Risposta: quello del documentario Undici metri, presentato come evento speciale nella sezione Extra, e dedicato a una figura complessa, carismatica e tragica del calcio italiano, Agostino De Bartolomei. Una pellicola che - se le trattative già avviate andranno a buon fine - porterà sul red carpet della rassegna l'icona delle icone capitoline: Francesco Totti. Insieme, forse, ad altri componenti della squadra e al supertifoso Carlo Verdone...

La star più applaudita della manifestazione, insomma, potrebbe essere una non-star del cinema. Mentre al secondo posto di questa classifica "preventiva" sulle passerelle più animate della kermesse - che apre i battenti il 27 ottobre, per chiudersi il 4 novembre - potrebbe piazzarsi un cartoon del passato: parliamo infatti del Re l…
ROMA - Ci sono scommesse facili da vincere. Esempio: quale sarà il red carpet più intenso, più affollato, della sesta edizione del Festival di Roma? Risposta: quello del documentario Undici metri, presentato come evento speciale nella sezione Extra, e dedicato a una figura complessa, carismatica e tragica del calcio italiano, Agostino De Bartolomei. Una pellicola che - se le trattative già avviate andranno a buon fine - porterà sul red carpet della rassegna l'icona delle icone capitoline: Francesco Totti. Insieme, forse, ad altri componenti della squadra e al supertifoso Carlo Verdone...

La star più applaudita della manifestazione, insomma, potrebbe essere una non-star del cinema. Mentre al secondo posto di questa classifica "preventiva" sulle passerelle più animate della kermesse - che apre i battenti il 27 ottobre, per chiudersi il 4 novembre - potrebbe piazzarsi un cartoon del passato: parliamo infatti del Re leone versione 3D, già clamoroso campione d'incassi in mezzo mondo a diciassette anni dalla prima uscita nelle sale. E c'è da scommettere che la corazzata Disney, con la sua potenza di fuoco, organizzerà un evento indimenticabile...

Queste alcune delle indicazioni emerse dalla presentazione ufficiale del Festival, con il presidente Gian Luigi Rondi (che dedica questa edizione al 150mo anniversario dell'Unità d'Italia e al capo dello Stato Giorgio Napolitano) e il direttore Piera Detassis. Il programma è quello ampiamente anticipato nelle ultime settimane, a parte una sorpresa last minute: My week with Marilyn di Simon Curtis, con Kenneth Branagh nel ruolo di Laurence Olivier e Michelle Williams in quello di Marilyn Monroe. Quanto al filo conduttore, è tutto al femminile, secondo la Detassis: "E' un'edizione da tappeto rosa - spiega - grazie a grandi interpreti femminili come Penelope Cruz, Michelle Yeoh, Maggie Gyllenhaal" (con la già celebre commedia Hysteria sulla creazione del vibratore, in concorso). Il sindaco Gianni Alemanno, invece, attacca il ministro Giancarlo Galan, storico fautore della supremazia della Mostra di Venezia: "Non permetteremo a nessun ministro di rompere le scatole al Festival di Roma".

Italiani. Nel concorso, tutto secondo previsioni: ci sono Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati, con Micaela Ramazzotti e la popstar Cesare Cremonini al suo debutto sul grande schermo. Attesa anche per La krytponite nella borsa, debutto dietro la macchina da presa dello sceneggiatore Ivan Cotroneo, tratto dal suo omonimo romanzo, con Luca Zingaretti, Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Libero De Rienzo. Completano il quartetto di italiani in gara Il mio domani di Marina Spada, con Claudia Gerini; e Il Paese delle spose felici di Pippo Mezzapesa. Già annunciato, fuori concorso, L'industriale di Giuliano Montaldo, con Piefrancesco Favino e Carolina Crescentini. Girato in inglese con cast internazionale, ma diretto dal nostro Roberto Faenza, è Un giorno questo dolore ti sarà utile, dall'omonimo libro di successo di Peter Cameron. E merita assolutamente una segnalazione Totò in 3D - Il più grande spettacolo del mondo restaurato da Aurelio De Laurentiis: il primo film nostrano mai realizzato in 3D.

Novità più attese. Concentrate nel fuori concorso, spesso in collaborazione con la sezione Alice nella città dedicata a bambini e ragazzi. La più importante è Le avventure di Tintin  -  Il segreto dell'Unicorno, firmato Steven Spielberg, che porta sul red carpet l'ex protagonista di Billy Elliot Jamie Bell. Solo clip o spezzoni di quindici minuti, invece, per Hugo Cabret in 3D di Martin Scorsese e per il nuovo episodio della Twilight Saga: Braking Down  -  parte I. Ottica decisamente più adulta per Il crollo dei giganti di Curtis Hanson con William Hurt, sul crac Lemhan Brothers, e per The Lady di Luc Besson, con Michelle Yeoh, che apre il Festival. Si chiude invece con Colazione da Tiffany restaurato.

Per cinefili. Tanti i documentari - ma anche alcuni film di finzione - nella sezione Extra, curata da Mario Sesti. Elencarli tutti è impossibile. Ma bisogna citare almeno Project Nim di James Marsh (già Oscar per Man on Wire), struggente storia di uno scimpanzé allevato negli anni Settanta come un essere umano; il cinese Dead man talking, storia vera di un programma tv che intervista i condannati a morte; Sabina Guzzanti che ritrae Franca Valeri in Franca la prima; Hollywood bruciata - Ritratto di Nicholas Ray di Francesco Zippel, realizzato da Studio Universal. E nella sezione "Off doc" il film partecipato Pranzo di Natale, da un'idea della regista Antonietta De Lillo, coi contributi di tanti appassionati dilettanti che hanno inviato video (in collaborazione con Repubblica.it).

Incontri col pubblico.
Da sempre fiori all'occhiello del Festival, quest'anno puntano ancora di più sui duetti. Quello tra Sergio Castellitto e Penelope Cruz, nel giorno di preapertura; quello tra Vinicio Marchioni e Valeria Solarino; quello tra Sergio Rubini e Riccardo Scamarcio. A rappresentare il cinema internazionale arriva invece il regista Michael Mann.
 
Altri ospiti. Nella giuria, presieduta da Ennio Morricone, un ritorno che incuriosisce: quello della star anni Ottanta Debra Winger. Richard Gere, invece, viene a ritirare l'Acting Award. E direttamente dal mondo fine anni Settanta-inizio Ottanta sbarca Olivia Newton John, al seguito di A few best men di Stephan Elliott, di cui è uno degli interpreti. Infine, la madrina: Luisa Ranieri.