LOS ANGELES - Quando si presenta alla nostra intervista al Four Season Hotel di Los Angeles ci vuole un po' di tempo per riconoscerla: capelli biondi, corti, occhi scuri (sullo schermo ha lenti a contatto azzurre), trucco leggero, vestita con giacca nera, pantaloni di pelle neri, blusa e scarpe col tacco, tutto rigorosamente "firmato". Premio Oscar per Il lato positivo Jennifer Lawrence, 23 anni, parla subito dell'ansia per l'uscita del secondo film della premiata serie The Hunger Games-Catching Fire, in Italia La ragazza di fuoco, attesissimo al festival giovedì e in uscita mondiale il 27 novembre per la gioia dei fan adolescenti del pianeta.
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LE FOTO DEL FILM
Diretto da Francis Lawrence, tratto dal romanzo di Suzanne Collins (oltre 50 milioni di copie vendute per la trilogia solo negli Usa), il nuovo Hunger Games comincia dove finiva il primo: Katniss (Jennifer Lawrence) e Peete Mellark (Josh Hutcherson) sono tornati a casa al Distretto 12 dopo la loro vittoria ai 74esimi "Hunger Games". Ma i giovani si rendono conto della crudeltà del regime del presidente Snow (Donald Sutherland) e del suo nuovo braccio destro interpretato da Phillip Seymour Hoffman. Costretti a tornare nell'arena per bloccare il pericolo di incitamento alla ribellione che Katniss e Peete rappresentano, incontreranno imprevisti alleati fra i vincitori dei giochi precedenti.
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Jennifer, che cosa ha in comune con Katniss?
"Quando a 19 anni ho letto The Hunger Games per la prima volta non avevo capito questa idea del gruppo di giovani buttati nell'arena, coinvolti in guerra e distruzione. Io? Al confronto sono una fortunata viziata".
Katniss sembra non avere paura di niente. E lei?
"Io ne ho tante. Nell'ordine: la morte, la famiglia, i ragni. Sono aracnofobica. Paure stupide, che mi imbarazza confessare. Sono un tipo spontaneo, naturale, faccio le cose senza pensarci, poi mi spaventano le conseguenze. Ieri per esempio ero qui in albergo e mi era venuto in mente di fare uno scherzo, chiamare la concierge e dire che Lenny Kravitz (che recita in Hunger Games, ndr.) stava male, ma quando mi hanno risposto ho avuto paura. Ho pensato: magari chiamano la polizia prima di andare a controllare, poi scoprono chi li aveva chiamati e succede un gran casino. Sono una pavida".
Cosa non le piace nell'essere attrice?
"La pubblicità e le interviste perché ho la responsabilità di tenere alta l'immagine di un personaggio come Katniss e quello che lei rappresenta per i giovani di tutto il mondo. Invece mi piace lavorare: mi fa sentire normale. Faccio un lavoro che amo. Certo, devo tutto ad Hunger Games. Il lato positivo non ci sarebbe stato senza Katniss. Sento di avere talento naturale per la recitazione".
Cosa può anticipare del terzo film della trilogia Hunger Games?
"Katniss continua a crescere in questo suo incredibile tragitto. Cresce il suo eroismo, anche se lei non ha scelto di fare la guerra e essere leader della ribellione contro la tirannia".
Lei ha vinto una battaglia con gli studios quando le chiedevano di dimagrire e volevano ritoccare la sua foto nel manifesto del film. Un bel gesto di indipendenza.
"A volte mi ritrovo in situazioni spiacevoli, ma so che non posso reagire perché passerei per una diva isterica. Così ingoio il rospo, ma chiamo il mio agente e lascio che sia lui a fare il cattivo. Preferisco stare al di fuori di storie che potrebbero farmi arrabbiare proprio perché ho paura delle conseguenze".
Josh Hutcherson dice che lei è un po' goffa, che è riuscita a farsi male da sola inciampando nel suo arco sul set...
"Si, è vero. Da piccola ero come un cerbiatto neonato, mi si piegavano le gambe e ancora oggi inciampo. Non ricorda all'Oscar, quando sono inciampata nel vestito? E quando mi vedrete col vestito da sposa che indosso in Hunger Games: Catching Fire capirete la mia difficoltà".
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LE FOTO DEL FILM
Diretto da Francis Lawrence, tratto dal romanzo di Suzanne Collins (oltre 50 milioni di copie vendute per la trilogia solo negli Usa), il nuovo Hunger Games comincia dove finiva il primo: Katniss (Jennifer Lawrence) e Peete Mellark (Josh Hutcherson) sono tornati a casa al Distretto 12 dopo la loro vittoria ai 74esimi "Hunger Games". Ma i giovani si rendono conto della crudeltà del regime del presidente Snow (Donald Sutherland) e del suo nuovo braccio destro interpretato da Phillip Seymour Hoffman. Costretti a tornare nell'arena per bloccare il pericolo di incitamento alla ribellione che Katniss e Peete rappresentano, incontreranno imprevisti alleati fra i vincitori dei giochi precedenti.
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Jennifer, che cosa ha in comune con Katniss?
"Quando a 19 anni ho letto The Hunger Games per la prima volta non avevo capito questa idea del gruppo di giovani buttati nell'arena, coinvolti in guerra e distruzione. Io? Al confronto sono una fortunata viziata".
Katniss sembra non avere paura di niente. E lei?
"Io ne ho tante. Nell'ordine: la morte, la famiglia, i ragni. Sono aracnofobica. Paure stupide, che mi imbarazza confessare. Sono un tipo spontaneo, naturale, faccio le cose senza pensarci, poi mi spaventano le conseguenze. Ieri per esempio ero qui in albergo e mi era venuto in mente di fare uno scherzo, chiamare la concierge e dire che Lenny Kravitz (che recita in Hunger Games, ndr.) stava male, ma quando mi hanno risposto ho avuto paura. Ho pensato: magari chiamano la polizia prima di andare a controllare, poi scoprono chi li aveva chiamati e succede un gran casino. Sono una pavida".
Cosa non le piace nell'essere attrice?
"La pubblicità e le interviste perché ho la responsabilità di tenere alta l'immagine di un personaggio come Katniss e quello che lei rappresenta per i giovani di tutto il mondo. Invece mi piace lavorare: mi fa sentire normale. Faccio un lavoro che amo. Certo, devo tutto ad Hunger Games. Il lato positivo non ci sarebbe stato senza Katniss. Sento di avere talento naturale per la recitazione".
Cosa può anticipare del terzo film della trilogia Hunger Games?
"Katniss continua a crescere in questo suo incredibile tragitto. Cresce il suo eroismo, anche se lei non ha scelto di fare la guerra e essere leader della ribellione contro la tirannia".
Lei ha vinto una battaglia con gli studios quando le chiedevano di dimagrire e volevano ritoccare la sua foto nel manifesto del film. Un bel gesto di indipendenza.
"A volte mi ritrovo in situazioni spiacevoli, ma so che non posso reagire perché passerei per una diva isterica. Così ingoio il rospo, ma chiamo il mio agente e lascio che sia lui a fare il cattivo. Preferisco stare al di fuori di storie che potrebbero farmi arrabbiare proprio perché ho paura delle conseguenze".
Josh Hutcherson dice che lei è un po' goffa, che è riuscita a farsi male da sola inciampando nel suo arco sul set...
"Si, è vero. Da piccola ero come un cerbiatto neonato, mi si piegavano le gambe e ancora oggi inciampo. Non ricorda all'Oscar, quando sono inciampata nel vestito? E quando mi vedrete col vestito da sposa che indosso in Hunger Games: Catching Fire capirete la mia difficoltà".